La UEFA ha versato oltre 10,8 milioni di euro ai club russi sotto forma di “pagamenti di solidarietà”, nonostante l’esclusione dalle competizioni europee a seguito dell’invasione dell’Ucraina. A rivelarlo è un’inchiesta del Guardian, che ha analizzato le circolari ufficiali dell’organismo calcistico europeo. I fondi sono stati distribuiti tra il 2022 e il 2025, con l’obiettivo dichiarato di mantenere l’equilibrio competitivo nei campionati nazionali.
Nel dettaglio, la Federcalcio russa ha ricevuto 3,305 milioni nel 2022-23, 3,381 milioni nel 2023-24 e 4,224 milioni nel 2024-25, nonostante la sospensione di tutte le squadre russe da tornei internazionali. Secondo il regolamento UEFA, questi fondi devono essere redistribuiti ai club non qualificati alle coppe europee, per compensare le entrate mancate.
Tuttavia, cinque club ucraini hanno denunciato pubblicamente la mancata ricezione di fondi analoghi, pur trovandosi in una situazione ben più drammatica. Chornomorets, Real Pharma, IFC Metalurg, FSC Phoenix Mariupol e FC Metalist 1925 hanno inviato una lettera formale al presidente UEFA Aleksander Čeferin, contestando la decisione e chiedendo spiegazioni.
Le accuse dei club ucraini: “Discriminazione e mancanza di trasparenza”
Secondo la UEFA, la mancata erogazione dei fondi ai club ucraini sarebbe legata a restrizioni bancarie imposte da una banca svizzera, a causa della “posizione geografica dei club in zone di operazioni militari”. Ma i dirigenti ucraini contestano duramente questa giustificazione, definendola vaga e priva di fondamento legale. “La zona di aggressione russa riguarda tutta l’Ucraina, non solo alcune città”, si legge nella lettera.
I club hanno sottolineato come, in un contesto di guerra, ogni forma di sostegno finanziario sia vitale per la sopravvivenza delle società, già duramente colpite dal conflitto. “Molti tifosi sono andati al fronte, e tanti non torneranno più a sostenere le proprie squadre allo stadio”, hanno scritto, evidenziando il legame profondo tra calcio e comunità locale.
La polemica si inserisce in un contesto già teso: nel 2022, la UEFA aveva multato l’ex CT dell’Ucraina Oleksandr Petrakov per aver dichiarato che avrebbe imbracciato le armi contro la Russia. Nel 2023, l’organismo aveva tentato di reintegrare la nazionale russa Under 17, salvo poi ritirare la proposta dopo le proteste di diverse federazioni.
La gestione del conflitto da parte della UEFA continua a sollevare critiche, e la disparità nei pagamenti tra club russi e ucraini rischia di diventare un caso diplomatico. I club ucraini chiedono trasparenza, equità e rispetto, mentre l’organo europeo è chiamato a chiarire le sue scelte e a rivedere le proprie politiche di sostegno.
Ci pensa zelenski con tutti i miliardi che se fottuto dati anche dall,Italia invece di comprare ville dia i soldi alle squadre.
Maurizio Molinari QUALI VILLE COGLIONE!!!
Antonio Sabato w putin w la Russia
Alby Nika PRENDI MENO DROGA!!!!
Maurizio Molinari di solito lei i soldi della 104 li spende con la carta o li preleva?
Ne ha già presi troppi il ballerino
Renato Priori sei il suo revisore dei conti,,pensa ai tuoi debiti,,da ballerino a,sfigato notevole differenza
Ma la domanda vera è perche la russia no e israele che sta commettendo un genocidio puo partecipare alle attivita sportive?
Cavalli Simone dovrebbero iniziare a non dare più armi e fare sanzioni come fanno a putin ma non possono sono amici del,UE e dell,america
Pensa che teste
Ma basta con ste cazzate… Non sapete più che cazzate scrivere , parlate di cose serie .