Jeferson Merli, portiere brasiliano di soli 27 anni, è morto annegato in un fiume in Portogallo, dove giocava per il Grupo Desportivo de Caldelas. La tragedia è avvenuta nel Parco Nazionale di Peneda-Geres, una zona turistica a nord di Braga. Merli si era tuffato per una nuotata insieme alla fidanzata, ma non è mai riemerso dalle acque del fiume Homem, provocando sgomento tra i presenti.
Il corpo è stato ritrovato senza vita intorno alle 21:30, dopo ore di ricerche da parte dei vigili del fuoco. Il giovane portiere era originario di Vista Alegre do Alto, nello stato di San Paolo, e aveva mantenuto forti legami con la sua terra natale, dove vivono ancora i suoi genitori.
Il club portoghese ha espresso profondo dolore sui social: “Jeferson ci lascia non solo il suo talento, ma anche la sua umanità e il suo spirito di squadra”. Aveva appena rinnovato il contratto con il Caldelas, squadra del quinto livello del calcio lusitano, e si preparava a una nuova stagione.
La sua morte ha scosso il mondo del calcio, che lo ricorda come un ragazzo determinato, gentile e appassionato. Dopo esperienze in Brasile e Spagna, Merli aveva trovato stabilità in Portogallo, dove inseguiva il sogno di vivere di calcio.
⚽ Un talento silenzioso che ha lasciato il segno: il ricordo di Jeferson tra amici, club e comunità brasiliana
Il Comune di Vista Alegre do Alto ha pubblicato un commosso comunicato, ricordando Jeferson come un giovane che, pur lontano da casa, non ha mai smesso di rappresentare con orgoglio le sue radici. “La sua prematura scomparsa è motivo di dolore per tutta la comunità”, si legge nella nota ufficiale.
Un amico del calciatore ha raccontato che Merli si trovava con la fidanzata sulla spiaggia fluviale di Pereiro, e che è scomparso in acqua pochi minuti dopo essersi tuffato, intorno alle 18. La ragazza ha immediatamente allertato i soccorsi, ma ogni tentativo di salvarlo è stato vano.
Jeferson Merli aveva lasciato il Brasile nel 2019, cercando opportunità in Europa. Dopo un periodo in Spagna, era approdato in Portogallo, dove dal 2024 militava nel Caldelas. A luglio aveva rinnovato il contratto, segno di una carriera che sembrava finalmente decollare.
Il suo club lo ha ricordato come “un esempio di dedizione e professionalità”, sottolineando il vuoto che lascia non solo in campo, ma anche tra compagni e dirigenti. Il calcio piange un ragazzo che ha lottato per il suo sogno, e che ha lasciato un segno indelebile in chi lo ha conosciuto.
La notizia ha fatto il giro del mondo, suscitando messaggi di cordoglio da tifosi, colleghi e istituzioni. La sua storia è diventata simbolo di quanto sia fragile la vita, anche per chi sembra avere davanti un futuro promettente.