Tommy Starace non è stato solo un magazziniere, ma un simbolo vivente del Napoli, presente in ogni momento cruciale della storia azzurra. Dopo 50 anni di servizio, ha deciso di ritirarsi, lasciando un vuoto profondo nello spogliatoio e nel cuore dei tifosi. La sua presenza ha accompagnato generazioni di calciatori, da Diego Armando Maradona fino a Khvicha Kvaratskhelia, diventando una figura paterna e rassicurante.
Starace è l’unico ad aver vissuto tutti e quattro gli scudetti del Napoli, un record che nessun giocatore può vantare. La sua dedizione quotidiana, il suo sorriso costante e la sua capacità di creare legami autentici con ogni membro della squadra lo hanno reso insostituibile. Il suo addio è stato annunciato con una foto simbolica: Tommy che sorseggia un caffè sul lungomare di Napoli, con il Vesuvio sullo sfondo. Un gesto semplice, ma carico di significato.
Nel suo post sui social, ha scritto: “Dopo 50 anni di onorato servizio per il mio amato calcio Napoli ho deciso di fermarmi per riposarmi, godermi un po’ di relax e tempo con la mia famiglia”. Il messaggio ha raccolto oltre 40mila like e migliaia di commenti, dimostrando quanto fosse amato non solo dai tifosi, ma anche dai calciatori.
L’ondata di affetto che ha travolto Tommy: dai campioni di oggi ai miti del passato
Il ritiro di Tommy Starace ha scatenato una valanga di messaggi da parte di giocatori, ex compagni e tifosi, tutti uniti nel celebrare la sua straordinaria carriera. Giovanni Di Lorenzo, Alex Meret e Kvaratskhelia hanno espresso il loro affetto con parole semplici ma profonde. “Tommy the best”, ha scritto l’ala georgiana, mentre Faouzi Ghoulam ha aggiunto: “La squadra perde un grande uomo”.
Anche le vecchie glorie del Napoli hanno voluto rendere omaggio. Gökhan Inler, tra i tanti, ha ricordato l’umanità e la passione che Tommy ha sempre trasmesso. Il suo ruolo andava ben oltre la logistica: era il collante emotivo della squadra, colui che sapeva quando serviva una parola di conforto o un gesto di incoraggiamento.
Il Napoli perde così una figura che ha incarnato lo spirito del club per mezzo secolo. Tommy non ha mai segnato un gol, ma ha vinto il cuore di tutti, diventando un punto di riferimento silenzioso ma fondamentale. Il suo addio segna la fine di un’epoca, ma il suo esempio resterà vivo nei corridoi di Castel Volturno e nella memoria collettiva del tifo partenopeo.
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