The dark side of the moon – il calcio italiano tra colpi faraonici e colpi di mano.

07 Agosto 2018 - 13:09 di

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Per il calcio italiano l’estate 2018 è stata sicuramente a due facce. Da un lato, per la prima volta da almeno quindici anni a questa parte, il campionato di Serie A, un tempo considerato il più bello del mondo, è tornato ad occupare un ruolo di primo piano nello scenario europeo, in particolare grazie al sensazionale acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus che ha scatenato una sorta di “effetto domino” tra le altre squadre che stanno cercando di rispondere a tono con colpi altrettanto sensazionali, oltre all’eccellente Europeo giocato dalla nazionale Under-19.

 

Cristiano Ronaldo con la maglia della Juventus.

Il lato oscuro della luna, però, è stato dovuto all’ennesima estate di polemiche e litigi tra le varie componenti del nostro calcio. Si è cominciato già non appena finito il campionato con la spinosa questione dei diritti televisivi risolta, non senza difficoltà, con la vendita in tre pacchetti delle partite di Serie A e B, con buona pace di molti tifosi che saranno costretti a fare un doppio abbonamento per vedere tutte le partite della loro squadra. Si è poi proseguito, con la disputa tra la FIGC e la Lega Nazionale Dilettanti  riguardo il passaggio della Serie A e della Serie B di calcio femminile (attualmente sotto l’egida della LND) nelle mani della federazione, con la seguente trasformazione dei suddetti campionati in competizioni professionistiche. Una disputa che prosegue con le squadre di calcio femminile che hanno minacciato addirittura lo sciopero se il Collegio di Garanzia del CONI non dovesse rendere legittima la delibera FIGC del 3 maggio 2018 che stabiliva il passaggio dai dilettanti ai professionisti.

Le problematiche più clamorose sono sorte, però, nelle ultime settimane e stanno creando non pochi problemi per l’organizzazione dei vari campionati. A cominciare dalle vicende che hanno riguardato nella massima serie il Chievo Verona, coinvolta in un caso di plusvalenze fittizie  nella compravendita di giovani calciatori, e del Parma (neopromosso in Serie A) finito nel mirino della giustizia sportiva per una serie di messaggi scambiati tra l’attaccante dei gialloblu Emanuele Calaiò e il calciatore dello Spezia Filippo De Col pochi giorni prima della partita decisiva per la promozione nel massimo campionato. Per entrambe le squadre, la permanenza in Serie A non è a rischio (per il momento), ma ci sono Crotone e Palermo in Serie B che sperano in un  ripescaggio altamente improbabile visti i tempi della giustizia sportiva (per esempio il processo per il Chievo comincerà il 12 settembre, quando il campionato sarà già alla terza giornata, con i clivensi che apriranno la stagione giocando il primo anticipo di sabato 18 agosto contro la Juve di CR7).

A ciò si sono aggiunte le mancate iscrizioni al campionato cadetto del Cesena (fallito con ben 70 milioni di debiti e coinvolto nel caso delle plusvalenze fittizie), del Bari che dovrebbe (condizionale d’obbligo) ripartire dalla Serie D con il nuovo proprietario Aurelio De Laurentiis (presidente del Napoli) e dell’Avellino che però farà ricorso al TAR per essere riammesso in Serie B. In attesa di come si concluderà la vicenda del club irpino in sede di giustizia ordinaria, sono state ripescate dalla Serie C il Novara (retrocesso nell’ultima stagione) e il Catania. Gli ultimi sviluppi hanno portato, nel frattempo, allo slittamento dei campionati di Serie B e Serie C.

Una situazione a dir poco paradossale che di certo non fa bene all’immagine del nostro calcio, il quale avrebbe bisogno di un forte rinnovamento delle sue istituzioni, che invece continuano a dividersi e a polemizzare su qualsiasi cosa, dimenticando, però, che quello che sta accadendo nelle ultime settimane rischia di diventare un pessimo spot per milioni di tifosi in Italia e nel mondo che seguono il calcio italiano e per eventuali campioni di livello internazionale che, seguendo l’esempio di CR7, potrebbero cominciare a ripopolare il nostro campionato.