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Superlega: la triste storia di un calcio sempre più economico e meno romantico

Superlega: la triste storia di un calcio sempre più economico e meno romantico

Foto: sito Thesuperleague.com

“La Superlega è il futuro del calcio”. Con questa affermazione Andrea Agnelli si è dimesso da presidente dell’ECA, l’Associazione dei Club Europei per diventare uno dei promoter della nuova Superlega. Una nuova competizione che andrà a sostituire completamente la UEFA Champions League. L’idea di un campionato studiato su misura per i club più blasonati in Europa ha sconvolto il calcio, causando la reazione dei quotidiani sportivi italiani e non solo.

La Superlega nasce secondo il comunicato dei club fondatori per “incrementare lo spettacolo al quale assisteranno i tifosi” e probabilmente sarà così perché assisteremo sempre di più a partite simili a Bayern Monaco-PSG con giocate spettacolari, Neymar contro Ronaldo o Messi, colpi di tacco, tunnel, doppi passi, gol incredibili e vedremo sempre meno partite tra squadre di campionati “meno seguiti” con mancanza di occasioni o di giocate di alta tecnica. Se il calcio fosse solo questo, sarebbe una scienza esatta ma in realtà non è così: ci sono troppe dinamiche, incognite e variabili che determinano il termine di “spettacolarità” nel gioco del calcio.

Non è giusto parlare di spettacolo quando il vero motivo della nascita della Super League è l’aspetto economico finanziario. Come riportato nel comunicato, i club partecipanti riceveranno 3,5 miliardi a testa: una cifra da capogiro, da lasciare di stucco anche Boris Johnson e Macron. Possiamo capire che la pandemia abbia messo in difficoltà tutti i club del mondo, ma questa iniziativa è un’offesa verso quei club che a fine stagione faranno fatica a pagare gli stipendi dei propri giocatori o rischieranno il fallimento per bilanci insostenibili.

Una altro aspetto quantomeno discutibile è il format della competizione: ci saranno 15 squadre che parteciperanno stabilmente, indipendentemente dalla posizione in classifica del campionato precedente. Questo comporta la morte della meritocrazia sportiva: è giusto che un club dalla grande storia partecipi solo in base ad essa tralasciando altre squadre che nel campionato precedente hanno collezionato più punti? Sicuramente exploit come quelli dell’Atalanta di questi ultimi anni scomparirebbero dal calcio, una delle tante favole che hanno caratterizzato lo sport in questi ultimi anni.

Se il fair play finanziario ha cristallizzato il calcio europeo portando alla regola “Spendi in base alle cifre che guadagni”, la nuova Super League accentuerà ancora di più questa tendenza: nascerà un élite di club che si permetterà i giocatori più forti lasciando agli altri solo le briciole. Saranno sempre gli stessi o quasi, a vincere perché puoi avere un bravo allenatore o una dirigenza forte e preparata ma se hai i giocatori più forti le possibilità di vincere aumentano. La preoccupazione della UEFA e delle Leghe aumenta: la prima vedrebbe scomparire competizioni che per anni ha gestito coinvolgendo più club, giustamente, e non solo un gruppo ristretto. Le leghe nazionali temono che i club fondatori concentrino le loro energie solo sulla Superlega, tralasciando i campionati, relegandoli a manifestazioni di “Serie B” e questo, francamente, mi spaventa e non poco. Adesso tocca all’UEFA cercare un accordo con i 12 fondatori, evitando uno scontro legale che sarebbe dannoso per il sistema calcio e per i tifosi, sempre più timorosi di vedere un calcio che mette da parte la competitività e il merito sportivo per volere del “Dio denaro”.

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Juventus, parla Sconcerti: “La Superlega ha fatto diventare Agnelli uno dei personaggi meno popolari del calcio europeo”

Juventus, parla Sconcerti: “La Superlega ha fatto diventare Agnelli uno dei personaggi meno popolari del calcio europeo”

Foto: logo Juventus

Parola a Mario Sconcerti sul coinvolgimento della Juventus in Superlega

Mario Sconcerti, dalla pagine del Corriere della Sera, parla di Andrea Agnelli e della Superlega, aggiungendo un pronostico sul piazzamento della squadra bianconera nella nuova competizione europea. Di seguito le parole di Mario Sconcerti:

“La Superlega ha fatto diventare Andrea Agnelli uno dei personaggi meno popolari del calcio europeo. Appena venerdì scorso ha ricevuto le lettere di 17 associazioni internazionali di tifosi che lo invitavano a non andare avanti. L’Equipe lo ha messo da tempo al centro di una campagna anche troppo cattiva. Agnelli ha il diritto di fare quello che vuole per cercare di incassare sempre più soldi e portare più avanti la sua azienda, ma deve fare attenzione a qualche particolare che per adesso nel calcio è rimasto silenzioso. Il tifoso, che ormai è vera, vasta, classe media, è un cliente dei club e un consumatore di prodotti sul mercato. La Juve no, rappresenta una multinazionale che vende auto in Europa e in Italia“.

E sul piazzamento della Juventus nella competizione aggiunge:

Quale sarebbe il piazzamento della Juve in questo super campionato? La storia dice tra il 6° e il 9° posto“.

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Fonte: Tuttojuve.com

 

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Superlega, Borussia Dortmund e Bayern Monaco contrari: “Vogliamo riformare la Champions League”

Superlega, Borussia Dortmund e Bayern Monaco contrari: “Vogliamo riformare la Champions League”

Foto: profilo Twitter Bundesliga

Borussia Dortmund e Bayern Monaco non ci stanno e si dichiarano contrari al progetto Superlega avviato dai 12 Club Fondatori. Il Dortmund in particolare ha espresso il suo dissenso con un comunicato ufficiale nel quale viene anche esplicitamente citato il Bayern, sulla stessa lunghezza d’onda dei gialloneri. Questo il comunicato ufficiale emesso dal CEO del BVB Watzke.

I membri del consiglio della European Club Association (ECA) si sono riuniti per una conferenza virtuale domenica sera e hanno confermato che la decisione del consiglio di venerdì scorso è ancora valida. Questa decisione significa che i club vogliono attuare la prevista riforma della UEFA Champions League. Gli attuali membri consiglio di amministrazione dell’ECA hanno respinto i piani per fondare una Superlega. Entrambi i club tedeschi rappresentati nel consiglio di amministrazione dell’ECA, FC Bayern Monaco e Borussia Dortmund, hanno un punto di vista al 100% congruente in tutte le discussioni“.

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Superlega, introiti monstre per le partecipanti: 4 volte in più della vincitrice di Champions

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Se la Superlega è nata, il motivo principale è da ricondurre all’aspetto economico. I club fondatori non sono affatto soddisfatti dai guadagni ottenuti dalla Champions League e la dimostrazione è proprio negli introiti ricevuti in caso di sola partecipazione alla Superlega. Al momento dell’iscrizione, i 12 club fondatori si divideranno circa 3,5 miliardi di euro, ovvero 291 milioni di euro a testa. Come sottolinea il New York Times, si parla di un incasso di ben 4 volte superiore a quello ottenuto dal Bayern Monaco per l’ultima edizione della Champions League, sollevata al cielo nella finale di Lisbona.

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Foto: profilo Twitter Milan

I fautori del progetto Superlega sarebbero principalmente Florentino Perez del Real Madrid, Andrea Agnelli della Juventus e la famiglia Glazer, proprietaria del Manchester United. Secondo Repubblica però, anche il Milan avrebbe avuto un ruolo centrale nel progetto. L’AD Gazidis, uomo copertina del fondo Elliott, ha un passato nell’MLS (il massimo campionato americano) e dunque condividerebbe certe tipologie di competizione. Presa di posizione minore invece del Barcellona con il passaggio dal presidente Bartomeu all’attuale presidente Joan Laporta: l’adesione rimarrebbe ma meno esposta che in precedenza.

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