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Stop alla Serie D dal 25 aprile, si giocano solo recuperi

Stop alla Serie D dal 25 aprile, si giocano solo recuperi

La LND annuncia lo stop al campionato dal 25 aprile: si giocheranno solo i recuperi

Novità clamorose dalla Serie D. La Lega Nazionale Dilettanti ha annunciato lo stop del campionato a partire dal 25 aprile. Troppe le partite da recuperare a causa di Covid e ed imprevisti. Questo il comunicato della LND:«Si comunica a tutte le società che il Dipartimento Interregionale, a partire dal 25/4 p.v. si riserva di sospendere temporaneamente la programmazione delle gare come da calendario, al fine di assicurare che la fase finale del Campionato, per quanto possibile tenuto conto della situazione di emergenza sanitaria, si svolga in condizioni di parità tra le società partecipanti e di conseguenza, sarà privilegiata la programmazione delle gare di recupero dei gironi interessati. Per tali gironi sarà pubblicato il calendario dei recuperi e quello del proseguo del Campionato».

Leggi anche: Serie D, Campionato: arbitri e programma dei recuperi. Forlì-Fiorenzuola in diretta su Sportitalia

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Eriksen e la musica: “Imagine Dragons e Post Malone prima delle partite”

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Il Benfica smentisce le voci su Diego Costa

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Eriksen e la musica: “Imagine Dragons e Post Malone prima delle partite”

Eriksen e la musica: “Imagine Dragons e Post Malone prima delle partite”

Foto: profilo Twitter Christian Eriksen

Christian Eriksen ha rilasciato un’intervista a Inter Tv spiegando il genere di musica che ascolta prima di entrare in campo:

“Qualcosa che mi mette di buon umore. Ti aiuta ad andare avanti. Il mio genere preferito? Un po’ di tutto, dal pop all’R&B. Chi è fissato con la musica? Lukaku mette sempre le cuffie prima della partita. Nello spogliatoio c’è soprattutto musica sudamericana, che non è proprio il mio genere. Un genere che non ascolto? L’heavy metal, non fa per me. We are the Champions invece, quando la senti dagli altoparlanti, significa che hai vinto. L’ultima volta mi è capitato all’Ajax. Una canzone che non può mancare nella mia playlist? Wow di Post Malone, mi piace ascoltarla così come gli Imagine Dragons prima delle partite. La parola Wow mi fa pensare a quando la mia famiglia sorride”.

Fonte: TuttoMercatoWeb

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Martufello: “Sarò Mazzone nel film su Baggio. Per Robi è stato come un padre”

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Martufello: “Sarò Mazzone nel film su Baggio. Per Robi è stato come un padre”

Martufello: “Sarò Mazzone nel film su Baggio. Per Robi è stato come un padre”

Foto: profilo Twitter Calciomercato.com

Fabrizio Maturani, noto come Martufello, rivestirà la parte di Carlo Mazzone nel film “Il Divin Codino” che uscirà a maggio in onore di Roberto Baggio. Queste le sue parole nel corso dell’intervista a TuttoMercatoWeb:

 “Mi sono trovato bene nei suoi panni, anche se mi sono dovuto adattare al suo romanesco. E’ stato l’ultimo tecnico di Baggio, per Robi è stato come un padre o un fratello e si sono trovati alla grande. Io da tifoso giallorosso lo porterei anche ora alla Roma. Fa parte di quei tecnici che davano tanto a livello di carica, era verace, sanguigno”.

Fonte: TuttoMercatoWeb

Leggi anche: La Roma entra nel futuro: sbarca su Valorant

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Caos tamponi Lazio, la società: “Impugneremo queste decisioni”

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Caos tamponi Lazio, la società: “Impugneremo queste decisioni”

Caos tamponi Lazio, la società: “Impugneremo queste decisioni”

Foto: logo Lazio

Caos tamponi, la Lazio impugnerà la sentenza FIGC

Dopo la sentenza sul caso tamponi, con sette mesi di inibizione per Claudio Lotito, 12 mesi per i medici sociali e 150 mila euro di multa alla società, la Lazio annuncia in un comunicato la sua intenzione di impugnare la sentenza di primo grado emessa dalla FIGC. Come prevedibile, il club bianco-celeste presenterà ricorso.

Leggi anche: Caso Tamponi, parla l’avvocato della Lazio:”Richieste esagerate”

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Protti: “Nel calcio di oggi ci sono tante cose che non amo. Mazzarri un fenomeno”

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Protti: “Nel calcio di oggi ci sono tante cose che non amo. Mazzarri un fenomeno”

Protti: “Nel calcio di oggi ci sono tante cose che non amo. Mazzarri un fenomeno”

L’ex attaccante Igor Protti, ha parlato a Stadio Aperto dei diversi temi proposti: dall’addio di Prandelli a Firenze, a Walter Mazzarri, suo ex allenatore a Livorno:

“Nel calcio di oggi ci sono tante cose che non amo tanto, ma devo anche prendere coscienza che il mondo va avanti, e cambia continuamente. Io ho iniziato a giocare nel lontanissimo ’83/’84 e smesso nel 2005, già nei 21 anni di carriera ho vissuto step di cambiamento rapido. Ci dobbiamo adattare, ma penso e dico che a volte per migliorarsi non bisogna guardare soltanto avanti, ogni tanto anche indietro per capire”.

Cosa ci sarebbe da recuperare?

“Senso d’appartenenza, capire che il calcio è fatto di passione. Dirlo in questo anno di stadi vuoti è ancora più difficile, visto che quest’assurdità toglie l’atmosfera che è l’altra grande bellezza del calcio. Indossare una maglia deve significare qualcosa di importante: rappresenti storia, città, tifoseria. Questo è il calcio che ho vissuto io, oggi mi pare un po’ diverso e vorrei si tornasse a certi valori”.

Sulle dimissioni di Prandelli?

“Nel nostro paese è sempre stata una fetta importante, e c’è sempre di più la possibilità per tutti di esprimere la propria opinione. Una cosa bella, anche se andrebbe sempre fatto nei giusti modi e termini, con la consapevolezza che parlare è semplice e fare è complicato. La lettera di Prandelli è molto bella: non lo conosco di persona, ma si è sempre dimostrato sensibile e probabilmente in questo momento ciò l’ha portato a percepire alcune di quelle cose di cui parlavo. Andrebbe riportato il calcio su quei binari in cui il gruppo prevale sulle individualità, questo è importante”.

Come le è sembrata l’Italia?

“A me questa Nazionale piace, ci sono giocatori giovani o relativamente tali, con qualche matusalemme come il mio grande amico Giorgio Chiellini. Ho la sensazione che abbiano la giusta libertà mentale e un grande allenatore, che ha la giusta misura tra buona organizzazione e libertà d’espressione, la stessa che aveva lui in campo. Quello che non ha avuto in Nazionale quando giocava, e vi assicuro che era un fuoriclasse, un genio con gli occhi dietro di testa che ha fatto anche certe scelte di vita e non ha trovato la fortuna che meritava. Chiaro che dall’Italia ci si aspetta qualcosa di importante a Europei e Mondiali”.

Sbagliamo a considerare i giovani i ’97?

“Per assurdo ai miei tempi per essere considerati calciatori bisognava aver fatto due-tre campionati da professionista con più di venti partite da titolare. Oggi invece sono professionisti sin da subito e si è sempre abbastanza giovani, mentre prima si diventava subito vecchi. Dipende anche dal fatto che la carriera dei giocatori si è allungata tantissimo. Prima a trent’anni era già quasi finito, oggi vediamo grandi campioni avvicinarsi ai quaranta. Prendiamoci però le responsabilità un po’ tutti, facile dire che allenatore o società non hanno la forza di lanciare i giovani, ma se poi al primo errore lo massacriamo…. Stampa e tifosi dovrebbero avere più pazienza”.

Nel nostro campionato si va più piano o è l’evoluzione dell’atleta?

“Credo che sia l’esperienza che però ti porti ad ottenere risultati importanti: è capitato anche a me, la maggior parte dei gol li ho segnati nella seconda parte di carriera. Aiuta tanto anche il fatto che i metodi di allenamento permettano di arrivare a quest’età in ottime condizioni fisiche. Metodologie e tecnologie consentono di allenarsi ed essere in grande condizione anche se non si è più giovanissimi. Troppo presto oggi si fanno contratti molto importanti, e si è condizionati dal fatto di guadagnare così tanto da giovani: mantenere i piedi per terra non è facile, si rischia di rallentare la crescita dei ragazzi”.

Chi va in Champions League?

“Non riesco ad essere obiettivo. Posso però dirvi che, paradossalmente, qualche mese fa quando l’Inter è stata l’unica squadra ad uscire dalla Champions per loro si è rivelata una fortuna. Potendosi concentrare sul campionato, si ritrovano davanti grazie ad un allenatore super motivato. Pensavo a tre-quattro squadre in lotta per lo Scudetto, ma mi sembra ridotta a loro e all’Inter. Sulla Champions non mi pronuncio”.

L’anno prossimo Allegri tornerà in panchina?

“Ne ha voglia, e il calcio ha bisogno di un allenatore come Massimiliano. Oggi lo stanno tutti un po’ rivalutando, ma quando alla Juventus pareggiava una partita tutti lo criticavano e storcevano naso e bocca. Vale lo stesso discorso per i giovani: anche i tifosi devono prendersi le loro responsabilità, ricordo che la maggior parte dei tifosi due anni fa non lo voleva, e oggi dà la colpa a Agnelli e compagnia di non averlo tenuto. Deve ricominciare ad avere un peso ciò che si dice. Mi piace quando si prende un po’ meno sul serio e sottolinea l’importanza dei calciatori e della loro libertà. Anche io ho quell’idea lì, ho visto allenatori scarsi vincere con giocatori bravi e mai allenatori bravi con giocatori scarsi”.

Dove lo vedrebbe bene Mazzarri?

“Lo dico senza offesa nei confronti degli altri che ho avuto, ma è veramente un fenomeno, l’ho vissuto al Livorno. Sottovalutato, forse in alcune situazioni non è entrato in sintonia con l’esterno per un fattore mediatico, ma per come vedo il calcio c’è bisogno di lui”.

Fonte: TuttoMercatoWeb

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