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Skriniar lascia il PSG: l’agente svela il retroscena sul Napoli ed il futuro dell’ex difensore nerazzurro

Skriniar lascia il PSG: l’agente svela il retroscena sul Napoli ed il futuro dell’ex difensore nerazzurro

Il futuro di Milan Skriniar è sempre più lontano da Parigi, con il difensore slovacco destinato a lasciare il Paris Saint-Germain dopo il prestito al Fenerbahce. A confermarlo è stato il suo agente Roberto Sistici durante un’intervista a Stile TV, dove ha sottolineato che «ci sono varie situazioni aperte» e che il giocatore «ha voglia di giocare con continuità», nonostante il contratto ancora in essere con il club francese.

La mancanza di continuità e le scelte tecniche di Luis Enrique hanno spinto il difensore a valutare altre strade, anche se l’agente ha negato frizioni personali con l’allenatore spagnolo. Il Mondiale per Club, che si concluderà entro metà luglio, rappresenta un punto di svolta: da quel momento il mercato entrerà nel vivo e nuove destinazioni potrebbero concretizzarsi. Skriniar, 29 anni, è nel pieno della carriera e non intende accettare un ruolo marginale. Il PSG, dal canto suo, potrebbe cogliere l’occasione per liberare spazio e alleggerire il monte ingaggi.

A sorpresa, Sistici ha svelato anche un retroscena che riguarda la Serie A: «A gennaio ho parlato con il Napoli», ha dichiarato, aggiungendo però che attualmente non ci sono trattative in corso con il club partenopeo. Il contatto rimane un segnale concreto del fatto che il giocatore è sul taccuino di diverse società, anche in Italia, dove resta un profilo apprezzato per esperienza e leadership.

Occasione di mercato: Skriniar attende nuove offerte, il Napoli valuta

L’assenza di contatti recenti con il Napoli non esclude un possibile ritorno d’interesse nelle prossime settimane, specialmente in caso di evoluzioni nella rosa difensiva dei partenopei. Il club campano potrebbe infatti trovarsi nella necessità di sostituire elementi chiave o garantire maggiore esperienza al reparto arretrato. Skriniar, con il suo bagaglio internazionale, rappresenterebbe un’operazione credibile e d’impatto, anche dal punto di vista dello spogliatoio.

L’ex difensore dell’Inter è ancora sotto contratto con il PSG, ma non rientra più nei piani tecnici, come dimostrato dal prestito al Fenerbahce e dalle parole dell’entourage. Al momento, l’opzione più concreta sembra una cessione a titolo definitivo, con possibili pretendenti in Serie A, Premier League e Bundesliga. Il valore del cartellino potrebbe essere contenuto, proprio in virtù della volontà reciproca di separarsi, rendendo Skriniar una delle occasioni low-cost più appetibili del mercato.

Il difensore resta in attesa di proposte concrete, con l’obiettivo di ripartire da un progetto che gli garantisca centralità tecnica e continuità. Una scelta che può rilanciare la sua carriera, ma anche incidere sulle strategie di mercato di diversi top club europei, pronti a valutare un affare di grande esperienza a condizioni vantaggiose.

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Dusan Vlahovic continua a rappresentare un nodo critico nella pianificazione estiva della Juventus, ostacolando l’avvio delle operazioni in entrata. Il centravanti serbo ha respinto tutte le offerte ricevute fino ad oggi, tra cui una proposta milionaria dell’Al Ahli, mettendo in stand-by le strategie della dirigenza. L’offerta araba prevedeva un contratto da 20 milioni di euro a stagione fino al 2028, cifra superiore di oltre 8 milioni rispetto all’attuale ingaggio percepito dal classe 2000. Tuttavia, il rifiuto di Vlahovic appare dettato più da ragioni sportive che economiche.

Il problema principale resta il suo stipendio elevatissimo, pari a 12 milioni netti, che grava sensibilmente sul bilancio bianconero. In un’estate in cui il Fair Play Finanziario impone scelte oculate, la permanenza dell’attaccante condiziona ogni margine operativo. L’interesse per profili come Jonathan David resta, ma finché Vlahovic non libera spazio salariale, ogni trattativa resta congelata.

Il club valuta anche la possibilità di ricorrere a misure drastiche, come l’esclusione temporanea dell’attaccante dal progetto tecnico, per forzare una soluzione che permetta di sbloccare il mercato e garantire sostenibilità economica. In attesa di offerte più convincenti o di un eventuale cambio di posizione del giocatore, la Juventus resta ancorata a un limbo gestionale complicato.

Strategie frenate e obiettivi rinviati: effetto domino sulla rosa bianconera

Il “no” di Vlahovic all’Al Ahli frena l’intera operazione di rinnovamento offensivo della Juventus, mettendo a rischio gli affondi su obiettivi di lungo corso. Jonathan David, prima scelta per sostituire il serbo, resta in attesa di una chiamata che non può ancora arrivare. Lo stesso vale per altre piste come Kolo Muani o il ritorno di Alvaro Morata, soluzioni ipotizzate ma impraticabili senza prima risolvere il nodo ingaggi.

La rigidità del centravanti serbo ha effetti anche sullo spogliatoio e sull’atteggiamento dello staff tecnico: l’incertezza sul futuro del numero 9 ostacola la definizione del modulo tattico e delle rotazioni, creando un clima d’attesa che il nuovo ciclo sportivo bianconero non può permettersi. Il rischio è che i giorni passino senza che si riesca a finalizzare alcun colpo, perdendo terreno rispetto alla concorrenza.

Anche la Juventus, dal canto suo, riflette sull’opportunità di abbassare le pretese economiche in fase di cessione, pur di liberare spazio e costruire una rosa più funzionale. Il tempo stringe e la priorità resta quella di sbloccare almeno un’uscita strategica per ricalibrare l’intera campagna acquisti. Se non ci saranno svolte rapide, la sessione estiva rischia di trasformarsi in un boomerang per le ambizioni di rilancio bianconere.

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Nico Paz ha deciso il suo futuro: ecco dove giocherà la prossima stagione

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Nico Paz ha deciso il suo futuro: ecco dove giocherà la prossima stagione

Nico Paz ha deciso il suo futuro: ecco dove giocherà la prossima stagione

Il Como trattiene Nico Paz almeno per un’altra stagione, respingendo l’assalto dell’Inter e la possibile recompra da parte del Real Madrid, che ha deciso di non esercitare l’opzione entro la scadenza fissata. Il talento spagnolo, uno dei protagonisti della rivelazione lariana in Serie A, sarà ancora al centro del progetto tecnico guidato da Cesc Fabregas. La conferma arriva direttamente da Sky Sport, che sottolinea come il Real abbia rinunciato per quest’anno al diritto di riacquisto, nonostante le pressioni dovute alla sua crescita.

Il motivo della rinuncia da parte dei Blancos è legato all’arrivo di Franco Mastantuono, ritenuto il profilo ideale per il futuro delle Merengues. Una scelta che permette al Como di blindare Nico Paz fino al 2026, come da accordi contrattuali. L’Inter aveva tentato con forza il colpo, ma la solidità economica della proprietà lariana ha fatto la differenza, garantendo stabilità e continuità in un progetto ambizioso.

Il diritto di recompra rimane valido fino al 2027, ma il prezzo salirà progressivamente: da 9 milioni l’anno prossimo a 10 nel 2027. In questo scenario, Fabregas potrà contare ancora su uno dei migliori giovani della Serie A, elemento chiave per un Como che vuole consolidarsi nella parte sinistra della classifica. Il club brianzolo manda così un segnale forte al mercato: non svenderà i propri gioielli.

Il Como punta in alto: Fabregas riparte dalle sue certezze

La conferma di Nico Paz rappresenta il primo tassello per rilanciare l’ambizioso progetto tecnico del Como, che vuole migliorare l’ottimo rendimento della scorsa stagione. Il tecnico spagnolo potrà contare su un gruppo collaudato e su una dirigenza solida, che ha saputo respingere le offerte delle big senza sacrificare il talento. La scelta di puntare su continuità e valorizzazione interna si contrappone a quella di molti club italiani, spesso costretti a cedere per necessità economiche.

Nico Paz non è solo il simbolo di questa filosofia, ma anche un elemento tattico imprescindibile, capace di muoversi tra le linee, con qualità tecniche che lo rendono determinante sia in fase di rifinitura che in zona gol. L’obiettivo di Fabregas è costruire un’identità forte, basata su possesso palla e verticalità rapida, e per farlo serve continuità di interpreti e idee.

Il rifiuto del Real Madrid e il no all’Inter rafforzano il ruolo del Como in Serie A, evidenziando come anche i club medio-piccoli possano trattenere talenti se supportati da una visione manageriale chiara. Il messaggio è chiaro: il Como non vuole essere una meteora, ma una realtà in crescita con ambizioni concrete. E con Nico Paz ancora al centro del progetto, la strada sembra tracciata.

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Quanto risparmia la Juventus con la fine dei prestiti e la situazione degli svincolati: la cifra esatta

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Quanto risparmia la Juventus con la fine dei prestiti e la situazione degli svincolati: la cifra esatta

Quanto risparmia la Juventus con la fine dei prestiti e la situazione degli svincolati: la cifra esatta

La Juventus taglia parte del costo rosa liberandosi di due contratti onerosi al 30 giugno, risparmiando circa 5,9 milioni di euro tra stipendi e ammortamenti. Si tratta di Renato Veiga, rientrato al Chelsea dopo la fine del prestito, e di Mattia De Sciglio, il cui contratto termina a fine mese. Entrambe le operazioni consentono un alleggerimento immediato del bilancio 2025/26, fattore strategico nella gestione delle risorse in ottica Fair Play Finanziario.

Nel dettaglio, il prestito di Veiga – che comprendeva anche il pagamento del suo ingaggio – è costato 3,8 milioni in totale. De Sciglio, invece, pesava circa 2,1 milioni tra quota ammortamento e stipendio, nonostante fosse in prestito all’Empoli, con parte dell’ingaggio ancora a carico della Juve. Con la chiusura ufficiale della stagione, questi costi spariscono dai registri, offrendo al club bianconero un piccolo ma prezioso margine operativo in più sul mercato estivo.

Oltre agli addii già definiti, altri scenari rimangono in fase di valutazione. In particolare, tutto dipenderà dalle scelte post Mondiale per Club in merito ai prestiti di Francisco Conceição e Randal Kolo Muani. Le loro situazioni contrattuali, se risolte con il mancato riscatto o rientro ai rispettivi club, comporterebbero un ulteriore risparmio di 12,6 milioni nella prossima stagione.

Juve al lavoro sul monte ingaggi: ora via agli incastri di mercato

Con oltre 18,5 milioni potenzialmente liberati tra scadenze e mancati riscatti, la Juventus potrà affrontare il mercato con maggiore flessibilità, muovendosi alla ricerca di rinforzi senza dover sacrificare top player. Tuttavia, il risparmio netto sarà influenzato anche dai rientri in rosa da altri prestiti, che potrebbero generare costi inattesi.

Lo staff bianconero dovrà valutare nei prossimi giorni le proposte in arrivo per i giocatori rientranti e lavorare su prestiti o cessioni mirate per evitare appesantimenti di bilancio. La priorità resta quella di costruire una rosa sostenibile, ma competitiva, che possa garantire rendimento sul campo e compatibilità con i parametri UEFA.

La dirigenza spera ora di finalizzare altre operazioni in uscita, sfruttando il risparmio ottenuto per accelerare su profili seguiti da tempo. In questo scenario, ogni scelta diventa decisiva per mantenere equilibrio tra sostenibilità economica e ambizione sportiva.

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Quanti milioni di euro risparmia l’Inter con gli addii di Arnautovic e Correa: la cifra

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Quanti milioni di euro risparmia l’Inter con gli addii di Arnautovic e Correa: la cifra

Quanti milioni di euro risparmia l’Inter con gli addii di Arnautovic e Correa: la cifra

La data del 30 giugno segna la fine ufficiale dell’avventura in nerazzurro di Marko Arnautovic e Joaquin Correa, due operazioni che si chiudono senza aver soddisfatto le aspettative ma con impatto positivo sul bilancio. Con l’uscita dei due attaccanti, la dirigenza dell’Inter libera quasi 25 milioni di euro a bilancio per la stagione 2025/26, tra stipendi lordi non più dovuti e ammortamenti residui azzerati.

Nel dettaglio, l’uscita di Correa genera un alleggerimento di oltre 14,9 milioni, mentre quella di Arnautovic vale altri 9,7 milioni. Due cifre rilevanti in un’estate cruciale per il club anche in ottica Fair Play Finanziario e sostenibilità futura. Entrambi i giocatori, arrivati tra entusiasmo e aspettative di rinforzo offensivo, lasciano il club senza aver inciso nei momenti chiave e con rendimenti ben al di sotto delle attese.

Con queste operazioni, l’Inter può affrontare il mercato con maggiore margine d’azione, concentrandosi su profili giovani e funzionali. È il caso di Ange-Yoan Bonny, centravanti in arrivo dal Parma, destinato a prendere il posto di Arnautovic, e del promettente Francesco Pio Esposito, che potrebbe occupare lo spazio lasciato da Correa nel reparto avanzato.

A incidere sui numeri anche il contratto in scadenza del terzo portiere Raffaele Di Gennaro, ma l’impatto in termini economici è minimo (meno di 300mila euro), e il club valuta un possibile rinnovo. Svalutato in anticipo, Eddie Salcedo non è stato inserito nel conto, avendo già pesato nel bilancio 2023/24.

Nuove cessioni all’orizzonte: l’Inter studia come consolidare i risparmi

La dirigenza nerazzurra avrà tutta la sessione estiva per ottimizzare ulteriormente i costi, considerando anche i rientri da prestiti che potrebbero generare nuove plusvalenze o evitare spese accessorie. Se non saranno trovate nuove destinazioni, alcuni di questi calciatori torneranno ad appesantire il bilancio con stipendi elevati o ruoli marginali.

A tal proposito, è probabile che l’Inter cercherà di piazzare altri esuberi, favorendo formule flessibili come i prestiti con diritto di riscatto o la risoluzione consensuale dei contratti. Ogni operazione potrà essere decisiva per mantenere l’equilibrio economico, ora fondamentale dopo i grandi investimenti effettuati in vista del Mondiale per Club.

Le uscite già concluse rappresentano però una base solida da cui ripartire, soprattutto in un contesto internazionale in cui la sostenibilità finanziaria è sempre più sotto osservazione. L’alleggerimento da 25 milioni in un colpo solo dà ossigeno immediato ai conti del club, permettendo allo stesso tempo di preservare la competitività del gruppo squadra grazie a sostituzioni mirate e a basso impatto economico.

Con una strategia ponderata, l’Inter punta così a consolidare la propria posizione tra le big d’Europa, rispettando al contempo i parametri finanziari imposti dalle normative UEFA. Una sfida complessa ma necessaria per garantire continuità sportiva e stabilità gestionale nel lungo periodo.

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Multiproprietà nel calcio europeo: la UEFA esclude un altro club dalle coppe, in bilico il Lione

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