TMW – Roma, Petrachi torna a parlare: “Tempo galantuomo, la giustizia l’ha dimostrato. Pallotta? In parte lo giustifico”

Fonte foto: Profilo Twitter Roma

Intervistato in esclusiva da Tuttomercatoweb, l’ex DS della Roma ha parlato, tra le altre cose, della sua esperienza nella Capitale e del modo brusco in cui si è interrotta.

L’ex DS della Roma Gianluca Petrachi si è raccontato in una lunga intervista concessa a Tuttomercatoweb, in cui ha parlato anche del periodo trascorso in giallorosso, prima della brusca interruzione del rapporto. Queste le sue parole.

Sugli acquisti fatti: “Uno di quelli che andranno con tutta probabilità all’Europeo è Leonardo Spinazzola. E’ un orgoglio che ci siano tanti ragazzi nel giro azzurro la prossima estate, compreso Gianluca Mancini. Tornando a Leonardo: vero che a bilancio risulta a tanto ma c’è stata plusvalenza con la Juventus. Il differenziale, nell’affare che ha portato da loro Luca Pellegrini, è di 7 milioni. Ecco, per 7 milioni ho portato Spinazzola alla Roma. E poi Jordan Veretout”.

Su Veretout: “Per 17 milioni più 2 di bonus ho portato a Roma il centrocampista attualmente più prolifico della Serie A e un ragazzo speciale”.

Cosa l’ha colpita di Villar? “La sua postura. Si posiziona sempre nel modo corretto per ricevere il pallone, come se glielo avessero insegnato da piccolo. La postura è fondamentale, apri o chiudi il corpo e sei pronto per la giocata. E’ una virtù incredibile ma è un fattore sul quale Fonseca lavora tanto. Vuole giro palla veloce ma con lo scarico del centrocampista. Se la postura è sbagliata, scarichi sempre indietro”.

Due capolavori Smalling e Mkhitaryan a zero? “Henrikh come gol e assist anche in questa stagione è tra quelli col miglior rendimento. E Smalling, insieme a Mancini e Ibanez, a mio modesto avviso forma una delle migliori linee difensive del panorama internazionale”.

Pau Lopez un rimpianto? “Sfato un ‘luogo comune’. Diciamo che non l’ho pagato 30 milioni ma che è la cifra a bilancio. Di mezzo c’è stata la metà di Sanabria: l’ho pagato 18, che comunque sono sempre tanti. Non sono dispiaciuto di aver preso Lopez, è un buon portiere e con caratteristiche giuste, scelto anche per come gioca coi piedi condividendo la scelta con Fonseca e con Savorani. Solo che ha avuto come un black out e quando sei un portiere è dura rialzarti. Immagino come abbia sofferto: fa grandi parate, decisive, come ieri, e a volte perde la serenità nel giocare coi piedi che era la sua miglior virtù”.

Sulla decisione di cosa fare dell’avventura a Roma: “Credo che nella vita le separazioni consensuali siano quelle meno dolorose. Ognuno va per la propria strada, quando non c’è più amore finisce tutto. Solo che lì la separazione non è stata consensuale. La giusta causa non c’era e la giustizia l’ha dimostrato. Mi sono buttato a capo fitto in quel progetto, ho dato tutto e ci sono rimasto male. Ora però il tempo è passato, è stato galantuomo: la giustizia ha raccontato come sono andate le cose. E sono pronto, siamo pronti per un nuovo capitolo della nostra carriera”.

Su Pallotta: “In parte lo giustifico. Pallotta ha commesso degli errori, affidandosi a persone sbagliate a distanza di tanti chilometri. E’ stato poco presente, doveva respirare l’umore della piazza ma vi confesso una cosa: avrebbe voluto restituire tutto coi risultati per poi ripartire. Voleva riprendere da lì, da quello che aveva tralasciato. Ci teneva particolarmente alla Roma ma così, a distanza, è tutto più difficile e spesso si sbagliano valutazioni e decisioni”.

Fonte dichiarazioni e intervista completa: Tuttomercatoweb.

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