TJ – Juventus, Marocchino non fa drammi: “Portare a casa due trofei non sarebbe un fallimento”

Fonte foto: Logo Juventus
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Intervistato in esclusiva da Tuttojuve.com, l’ex giocatore della Juventus ha parlato del momento difficile dei bianconeri, con un possibile bilancio in caso di vittoria della Coppa Italia.

L’ex giocatore della Juventus Domenico Marocchino, intervistato in esclusiva da Tuttojuve.com, ha fatto il punto sulla situazione difficile in casa bianconera, delineando un possibile bilancio in caso di conquista della Coppa Italia. Queste le sue considerazioni.

La tua idea su questo periodo? “E’ normale un periodo di transizione, non si possono vincere decine e decine di scudetti di fila. L’importante è centrare la qualificazione in Champions League, poi se riesci a vincere la Coppa Italia tanto meglio. Calcolando che questa non è la Juve dei Pogba, Pirlo e Tevez, riuscire a portare a casa due trofei non sarebbe un fallimento. Nel calcio, ahimé, possono vincere anche gli altri”.

La vittoria del campionato dell’Inter non sembra lontana: “E’ ironico, perché qualora l’Inter dovesse vincere il campionato è come se lo facesse una parte di Juventus visto che sono presenti Conte e Marotta”.

Con un allenatore esperto, la Juve avrebbe vinto il campionato come negli altri anni? “Il problema non è l’allenatore, Pirlo non è l’imputato principale. Non è mai successo che abbiano esordito così tanti giovani in una sola annata, a memoria ricordo solo Del Piero e Galderisi. Uno al massimo, non così tanti. E questo è stato un problema della rosa attuale dei bianconeri. La verità è che questa squadra è meno forte in molte individualità, se pensiamo al centrocampo di Allegri e questo non c’è confronto. Se lo scorso anno era riuscita ad apportare i giusti cambiamenti per continuare a vincere lo scudetto, quest’anno non è andata così”.

Campagna acquisti decisa in sintonia tra allenatore e dirigenza? “Sicuramente no, perché nel momento in cui prendi Pirlo avevi già in mente dei giocatori da prendere. La Juve degli ultimi anni ha sempre operato bene sui parametri zero, a volte riesci a prendere il campione ma non succede sempre. Bisogna ripartire da Chiesa, de Ligt, Kulusevski, Demiral e qualcun altro, qualche innesto giovane è stato inserito”

Confermeresti Pirlo lasciando andare tutti i giocatori a fine corsa? “Non bisogna mai fare tabula rasa, bisogna sempre rinforzarsi con criterio. C’è da dire che Pirlo è stato sfortunato a livello di infortuni, Dybala ad esempio è fermo da alcuni mesi e non è mai stato sui suoi livelli. Lui è uno di quei giocatori in grado di risolvere la partita da solo, per cui è stato un bel problema. A livello tattico non è semplice collocarlo, però con Paulo le cose sarebbero cambiate”.

Il periodo di transizione potrebbe essere di un solo anno o ci vorrà più tempo per riaprire un ciclo così? “Normalmente quando finisce un ciclo ci vuole sempre un po’ per rialzarsi, ma questo è un super ciclo e non possiamo parlare attualmente di un cicletto poiché la Juve ha comunque la possibilità di finire l’anno con due titoli. Dipenderà, poi, da come sarà la concorrenza e quali saranno le disponibilità economiche delle altre società”.

Fonte dichiarazioni: Tuttojuve.com.

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