Storie Mondiali – Croazia: generazioni di fenomeni a confronto

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La Croazia, dopo aver eliminato i padroni di casa della Russia ai calci di rigore nei quarti di finale, affronterà domani sera l’Inghilterra per le semifinali di Russia 2018. Un grande risultato che coincide con il ventennale del terzo posto ottenuto ai Mondiali del 1998, dove la nazionale croata, nata soltanto nel 1991 in seguito alla dissoluzione della Jugoslavia, fu eliminata dai padroni di casa della Francia (che vinceranno poi quel mondiale) ma vinse la finale di consolazione contro l’Olanda.

I croati si presentarono ai Mondiali di Francia, stremati da una sanguinosa guerra civile scoppiata dopo la dichiarazione d’indipendenza dalla Jugoslavia nel 1991, ma dopo aver raggiunto i quarti di finale al suo debutto negli Europei del 1996 (dove vennero eliminati dalla Germania) con una squadra ritenuta una delle più forti d’Europa, formata da giovani talenti come ad esempio Zvonimir Boban, Robert Prosinecki, Davor Šuker o Robert Jarni, i quali avevano fatto parte della nazionale jugoslava partecipando ai Mondiali del 1990 e vincendo i Mondiali Under 20 nel 1987. Dopo aver ottenuto la qualificazione per i Mondiali vincendo lo spareggio contro l’Ucraina, i Vatreni (“focosi” dal soprannome croato della squadra, ndr) divennero la rivelazione anche di Francia ’98, superando la fase a gironi come seconda classificata alle spalle dell’Argentina (battendo 3-1 l’esordiente Giamaica, 1-0 il Giappone e perdendo l’ultima partita proprio contro gli argentini), eliminando poi la Romania agli ottavi e la Germania nei quarti. Il sogno dei croati venne poi infranto in semifinale dai padroni di casa della Francia che batterono la selezione guidata all’epoca da Miroslav Blažević in rimonta per 2-1 grazie alla doppietta di Lilian Thuram. La spedizione francese fu comunque un successo, visti il terzo posto finale (dopo la vittoria 2-1 contro l’Olanda nella “finalina” di consolazione) e Šuker capocannoniere del torneo con sei reti segnate.

Dopo il mondiale del 1998, per la Croazia ci fu un periodo difficile caratterizzato dall’addio di molti degli eroi di Francia ’98 e nel quale la Nazionale croata mancò la qualificazione a Euro 2000 e venne eliminata al primo turno dei Mondiali di Corea e Giappone nel 2002, ai successivi Europei del 2004 e infine ai Mondiali del 2006. Nel biennio 2008-2010, sotto la gestione di Slaven Bilić, i “focosi” croati arrivarono ai quarti di finale di Euro 2008, mancando però la qualificazione ai Mondiali del 2010 in Sudafrica, ma proprio in questo periodo cominciò a forgiare una nuova generazione di talenti che tanto ricorda quella degli anni ’90. Nonostante le eliminazioni al primo turno patite agli Europei 2012  e ai Mondiali in Brasile del 2014 (sotto la gestione di Niko Kovač che aveva rimpiazzato Igor Štimac durante le qualificazioni), la rappresentativa è tornata ad essere una della nazioni calcisticamente più forti del Vecchio continente e, dopo un buon Europeo nel 2016, si è affermata in questi Mondiali di Russia 2018, con una squadra formata da giocatori di grande classe come i centrocampisti Luka Modrić (capitano), Ivan Rakitić (uno degli assi del Barcellona) e l’interista Ivan Perišić, affiancati da calciatori di sostanza come il centravanti juventino Mario Mandžukić; giocatori abilmente guidati dall’allenatore Zlatko Dalić (subentrato a Ante Čačić il 7 ottobre 2017). Una squadra che ha impressionato per gioco e spirito combattivo espressi durante questo mondiale e che, contro l’Inghilterra domani sera, vuole riuscire nell’ardua impresa di superare la magica squadra del ’98. Ma l’ultima parola spetta al campo.

Una formazione tipo della Croazia ai Mondiali del 1998.                                                                         
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