Sarri festeggiato a Figline Valdarno ma con la testa alla ripresa :”La Champions è un obiettivo”

Fonte foto: %author%

SEGUICI SU

Maurizio Sarri ieri sera è stato l’ospite d’onore per la festa dei 100 anni di calcio a Figline Valdarno, paese dove è cresciuto sia come ragazzo sia calcisticamente. All’inizio del suo intervento infatti esprime un grande amore per questa terra:”Io non abito più nel comune di Figline e non ci sono neanche nato dato che sono nato a Napoli  ma mi sento figlinese 100%. Torno spesso qui ma quando esco di casa vengo in piazza e mi dispiace un po’ vedere che non è più la piazza di una volta. Stiamo cercando di mettere insieme un gruppo di amici per creare qualcosa, i modi burocratici li vedremo. Abbiamo 2-3 obiettivi importanti: il primo è quello di valorizzare tutte le associazioni sportive di Figline, non solo quelle di calcio ma tutte quelle sportive che sono aggreganti.”

Sarri e la sua passione per il ciclismo e quella “gavetta” che lo lega a Max Allegri

Non nasconde La sua grande passione per il ciclismo:“Io sono strano, faccio l’allenatore di calcio ma se in tv c’è una partita e una tappa del tour de France io guardo il tour. Non ce la faccio, se ci sono i mondiali chiamo il ct dell’Italia Cassani perché voglio sapere tutto. Questo me l’ha insegnato certamente mio padre e poi mi ha insegnato il valore della vita, senza parlare”.

La serata si vivacizza quando Sarri racconta un aneddoto molto divertente su un fatto che lega lui e Allegri. Infatti sia lui che Allegri hanno fatto molta gavetta nelle squadre toscane di serie c:“Ricordo una volta Sangiovannese-Aglianese… allenatore Aglianese era Massimiliano Allegri, allenatore Sangiovannese io. Finì 0-0, nessun tiro in porta. Un mio amico mi disse: ‘Se siete due allenatori voi…'”.

L’intervista a i microfoni di Sky Sport, :”La Champions deve essere un obiettivo”, tridente? dipende dalla forma fisica…

AI microfoni di Marco Nosotti (SkySport), Sarri parla del suo 2019 che lo ha visto trionfare l’Europa League con il Chelsea e del suo inizio con la Juventus. Sulla situazione del  Napoli non si esprime dichiarando solo che resterà sempre legato alla squadra.

È indietro la tua idea di Juventus?

Siamo ancora in una fase in cui abbiamo degli alti e bassi. Abbiamo dei momenti in cui giochiamo veramente da squadra, altri in cui ci perdiamo un attimino. Rientra nella normalità, è la nostra mentalità che è malata da questo punto di vista, perché pretendiamo tutto e subito. Il Liverpool di Klopp che è campione d’Europa e campione del mondo nei primi due anni ha fatto un undicesimo e un ottavo posto. Da noi purtroppo la mentalità è diversa e un po’ più difficile per avere un’evoluzione più lenta ma più duratura. L’aspetto strano è che prendiamo i gol in quelle situazioni dentro l’area di rigore in cui prima la Juventus era fortissima. Occorre tirare su dei ragazzi acerbi, per quello che è il nostro campionato e la mentalità del calcio italiano, come Demiral e De Ligt. Quindi un po’ di pazienza la dobbiamo avere.

Cos’è successo in Supercoppa Italiana?

Siamo arrivati con poche energie e le abbiamo pagate. Ci dispiace, lasciare un trofeo dispiace sempre. La squadra si è allungata, ha perso le distanze tra i reparti e tra i singoli. Quindi la Lazio ha giocato in pochi spazi e con tempo a disposizione. Questo non ci deve capitare.

Quale dev’essere l’obiettivo della juventus di Sarri?

A livello di Juventus non si possono fare grandi graduatorie. Questa è una società che vuole vincere, pur sapendo che in Europa la situazione è complicata. La Champions deve essere un obiettivo, ma con a consapevolezza che un po’ per la forza degli avversari un po’ per il fatto di essere un torneo a eliminazione diretta ci potranno essere sempre rischi ed episodi.

Il tridente?

Dipende da chi considero in quel momento il giocatore che ci può far fare la differenza Bernardeschi in quel ruolo è quello che fa la fase difensiva migliore, Ramsey è un raccordatore di ottimo palleggio e di eguale talento.

Due 3-1 in pochi giorni: quello contro la Lazio è stato un doppio confronto che lascia il segno.

La Lazio in questo momento vive una condizione psicofisica straordinaria e come sempre quando hai entusiasmo e pensi positivo gli episodi sono tutti favorevoli. Il che vuol dire che non sono episodi. Quindi in questo momento è una squadra difficile da affrontare: se dovesse continuare per mesi e mesi su questi livelli sarebbe un avversario durissimo. Noi però dobbiamo pensare da Juventus e che dipende solo da noi. Dobbiamo diventare continui: le sensazioni in allenamento mi dicono che mi diverto molto di più rispetto a due mesi fa.

Qual è la parola per il 2020?

Continuare a vincere e convincere. 

Foto in evidenza , fonte: Facebook Juventus

 

COMMENTA L'ARTICOLO