Saponara, di genio e regolatezza

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Notizia degli ultimi giorni è che Riccardo Saponara, trequartista classe ’91 pagato due anni fa 8 milioni dalla Fiorentina, sia fuori dai piani tattici di Stefano Pioli. Strano a dirsi, dato che nel girone di ritorno con la Viola, Saponara aveva acquisito una certa centralità nelle manovre offensive della squadra toscana. Con Simeone ad attaccare la profondità, e Chiesa libero di partite largo per poi accentrarsi con le sue devastanti e folli conduzioni, la Fiorentina nell’ultimo periodo si disegnava in campo con un 4-4-1-1 non del tutto speculare, in cui Saponara aveva il delicato ruolo di collegare i reparti e di creare occasioni negli spazi spesso congestionati delle difese italiane.
Nessun goal per lui quest’anno, ma qualche assist e svariate buonissime prestazioni. Nonostante il rendimento positivo e la ritrovata titolarità, Saponara era sempre il primo ad essere sostituito, indice che Pioli, probabilmente, chiedeva qualcosa in più al ragazzo.

Saponara è un trequartista abbastanza classico, uno dei pochi rimasti ancora circolazione.
In un calcio che ormai propende sempre più verso l’esasperazione del lato fisico del gioco, e dell’intensità ad ogni costo, Saponara è una specie di animale esotico in via d’estinzione.
Il calcio di Saponara, fatto di sponde di grande qualità, dinamismo, verticalizzazioni visionarie, conduzioni sulla trequarti a testa alta, dribbling eleganti, di grande tecnica nel primo controllo, ha trovato la sua consacrazione nell’Empoli di Sarri prima, e di Gianpaolo poi, in un contesto tattico, il 4-3-1-2, che sembra disegnato sulle sue caratteristiche.
Poi anni scialbi, sempre ad Empoli, dove Saponara giocava senza voglia ed in un contesto molto meno competitivo di quello degli anni passati.
In quegli anni il suo neo sotto l’occhio destro sembrava quasi una lacrima, in quel viso triste e sognante.
L’approdo alla Fiorentina, voluto fortemente da Pantaleo Corvino, sempre alla caccia di giocatori esteticamente belli ed efficaci, sembrava potesse essere il rilancio di una carriera fatta di più bassi che alti.

Adesso, la notizia dell’imminente cessione pare che su di lui sia piombato il Parma- potrebbe segnare una nuova fase della sua carriera: forse in una piazza con ambizioni di salvezza, in una squadra in cui potrebbe essere il fulcro attorno a cui costruire, Saponara potrà ritrovarsi, e tornare ad essere uno dei giocatori più interessanti dell’ultima serie A. Del resto sono molti i casi, nel recente passato, di giocatori capaci di confermarsi in provincia come veri e propri feticci -vedi Domenico Morfeo, passato anche lui da Firenze e da Milano, sponda Inter, confermatosi poi proprio a Parma- e di restare ancora nel cuore dei tifosi e degli appassionati. Notizia di poche ore fa, invece, è un interessamento da parte della Sampdoria, in uno scambio con Gianluca Caprari, che riporterebbe Saponara alla corte di Giampaolo e del suo 4-3-1-2. Una prospettiva sicuramente più allettante per il calciatore, che alla Samp avrebbe un’altra possibilità per confermarsi in una squadra con ambizioni europee. Te lo auguriamo, Ricky.

AUTORE: Giuseppe Angelo Caracausi

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