Russia 2018 – Il mondiale delle “Cenerentole” e delle sorprese

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I mondiali di Russia 2018 si sono contraddistinti, almeno in queste prime partite, per il clamore e la simpatia suscitate dalle due debuttanti assolute (Islanda e Panama), ma anche per le prove sorprendenti di squadre meno blasonate che nella prima partita hanno messo seriamente alla prova le grandi favorite.

Il filosofo francese Jean Paul Sartre, principale esponente dell’esistenzialismo, diceva che nel calcio tutto è complicato dalla presenza della squadra avversaria e, a vedere come sono andate alcune partite di questo primo turno della fase a gironi, mai come in questi mondiali la teoria del grande intellettuale del secolo scorso ha trovato un riscontro. Si potrebbe ormai dire che non esistono più le squadre “materasso” di una volta, un fenomeno che per la verità si sta verificando già da una ventina d’anni a questa parte, come dimostrato da alcuni casi verificatisi nelle precedenti edizioni della Coppa del Mondo, come ad esempio la Bulgaria semifinalista a Usa ’94, la Croazia semifinalista da esordiente nei mondiali di Francia del 1998, il Senegal arrivato ai quarti di finale al debutto assoluto nel 2002 (e che ieri è tornato di nuovo ai mondiali superando nel primo match del  suo girone la Polonia per 2-1), così come il Ghana eliminato dal Brasile agli ottavi o l’Ucraina eliminata dall’Italia ai quarti nei magici mondiali 2006 ed entrambe alla loro prima partecipazione ad un Campionato del Mondo di calcio.

Quanto a questa edizione che si sta svolgendo in Russia, spiccano tra le altre, le prove dell’Islanda che, dopo aver disputato un ottimo europeo all’esordio due anni fa (eliminata ai quarti dalla Francia dopo aver eliminato l’Inghilterra agli ottavi), si è presentata al suo primo mondiale in assoluto fermando l’Argentina di Messi, considerata una delle favorite per la vittoria finale. Aldilà dei demeriti della  Selección albiceleste, si tratta di un risultato storico per una nazione di appena 300 mila abitanti, ma il cui movimento calcistico ha avuto una crescita esponenziale a partire dagli anni 2000 e a prescindere da come si concluderà la competizione iridata per gli islandesi. L’altro risultato a sorpresa è stato sicuramente la vittoria del Messico contro i campioni in carica della Germania: si tratta forse di un risultato non così clamoroso come quello della rappresentativa vichinga, visto che i messicani hanno già una buona tradizione calcistica e sono sicuramente tra le più forti del continente americano, ma battere una squadra come quella teutonica può essere una grande iniezione di fiducia per la nazionale “Tricolor“.

Interessanti anche altre partite che hanno visto nazionali meno titolate mettere seriamente in difficoltà alcune delle favorite, come è accaduto per esempio alla Svizzera che è riuscita a fermare il Brasile di Neymar  & co. con un pareggio 1-1, oppure la Francia che è riuscita ad avere la meglio sull’Australia soltanto grazie a due goal convalidati dal VAR e dalla Goal Line  Technology  e l’Inghilterra che ha vinto soltanto nei minuti di recupero grazie ad una doppietta di Harry Kane dopo aver subito il gol del momentaneo 1-1 dalla modesta Tunisia ed aver sprecato alcune clamorose occasioni da goal. Infine, la prima tornata della fase a gironi ha visto, tra le altre, il Giappone vincere contro la Colombia accreditata da molti come una delle possibili outsiders del torneo. Non va poi dimenticata la prova della debuttante Panama che per 47 minuti è riuscita a tener testa al temibile Belgio per poi soccombere sotto i goal di Mertens e Lukaku (doppietta).

Intanto ieri, è già arrivato un verdetto (anche se non ancora ufficiale), riguardante due nazionali “underdogs”, per dirla all’inglese come una famosa canzone dei Kasabian, come la Russia ormai qualificata agli ottavi di finali (cosa che non accadeva dai tempi dell’URSS) e l’Egitto di Mohamed Salah virtualmente eliminato in virtù delle due sconfitte patite all’esordio contro l’Uruguay in extremis e la sconfitta di ieri 3-1 proprio contro i padroni di casa. Insomma, tempi duri per le grandi del calcio mondiale, come dimostrato in questo mondiale, infatti, non esistono più avversari facili e partite scontate, specialmente in competizioni come quella iridata e specialmente all’esordio che può nascondere molte insidie.

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