Roma-Spalletti: eppure c’eravamo tanti amati

Foto: profilo Twitter Inter

C’è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui la Roma e Luciano Spalletti si sono amati e per un periodo anche alla follia.
Un’amore viscerale che per anni ha portato un sodalizio importante, fino a quel caotico e rocambolesco 14 gennaio 2016.

2005-2009. L’idillio tra spettacolo e trofei

Nel caldo dell’estate 2005 Roma raccoglieva le macerie di una disastrosa stagione, quella del 2004-2005. La squadra capitolina infatti aveva rischiato addirittura la retrocessione con quattro allenatori cambiati in corso d’opera.
Fu l’inizio di un sogno, non solo per Spalletti, ma anche per la Roma e nonostante un inizio complesso, eliminato il disturbatore Cassano, i giallorossi cominciarono ad incantare, fino a ricongiungersi con quella tifoseria tanto delusa ormai dalla logora gestione dei Sensi.
Quel 4-2-3-1 non si scorda e seppur la squadra non presentasse individualità colossali come quelle di Fabio Capello, i giallorossi seppero esaltarsi sotto la guida di uno Spalletti, spesso psicologo, padre e amico, ma soprattutto un tecnico brillante e sempre pronto a cambiare in corso d’opera.
L’emblema di quella Roma? La coppia Francesco Totti e lo stesso Luciano Spalletti, grandi in Europa e in Italia.

Un amore spezzato

Spalletti lascia la Roma in modo turbolento nel settembre del 2009 e qualcosa cambia per sempre. Due coppe Italia consecutive, una Supercoppa italiana, due quarti di finali consecutivi di Champions League e gli infiniti testa a testa con l’Inter di Mancini restano però impressi nella memoria di tutti.
Le dimissioni del tecnico toscano però risultano tutt’ora un mistero e dopo anni di cambiamenti societari e fallimenti, l’allora gestione Pallotta ricontatta l’ultimo allenatore vincente. 14 gennaio 2016.
Non sarà più la stessa cosa, non stiamo parlando di risultati sportivi, ancora oggi infatti l’ultima Roma di Spalletti detiene il record di punti maggiore della storia giallorossa, 87.
Si tratta del suo rapporto umano con l’ambiente e con il simbolo di Roma, Francesco Totti. Uno scontro che nessuno si sarebbe mai immaginato, neanche i più sadici e fantasiosi.
La piazza da lì si è spaccata e molti dei tifosi più accaniti hanno annullato ogni forma di stima e passione verso il tecnico.
Il tecnico tutt’ora è visto come colui che ha interrotto la carriera del simbolo di Roma e pochi in città hanno ancora stima per lui.

Un piccolo sogno

Eppure c’è chi ancora sogna, almeno il sottoscritto, di vedere prima o poi, Spalletti e il capitano camminare fianco a fianco sotto la Curva Sud con una sciarpa in mano giallorossa, annullando ogni rancore e ricordando i tempi più felici e grintosi.
Quelli di una Roma che correva e che con poche alternative in panchina affrontava tre competizioni fino alla fine.

Un pensiero utopistico e romantico che ci accompagna ad un Roma-Napoli dalle sfaccettature opposte, ma con un pensiero in mente, Spalletti e la Roma non saranno mai del tutto nemiche.

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