Roma-Inter 2-2. Conte: “Non capisco perché non dovrei pescare dalla panchina. Mercato? Non voglio nessuno”

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Antonio Conte ha analizzato, ai microfoni di DAZN, il pareggio ottenuto dall’Inter in casa della Roma.

Antonio Conte, allenatore dell’Inter, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pareggio ottenuto sul campo della Roma nel lunch match della diciassettesima giornata di campionato. Queste le sue parole.

Cosa manca per fare quel salto in più? “Penso che oggi abbiamo giocato una buona partita, anche nel primo tempo, contro una Roma che ha gli stessi obiettivi nostri. Sono la terza forza del campionato, venire qui e fare questa partita contro la Roma significa comunque essere una squadra con una buona organizzazione e fisionomia. Siamo una squadra”.

Dopo i cambi la Roma ha preso più campo: “Vidal ha chiesto la sostituzione per infortunio, Lautaro ha dato tantissimo in quei 75 minuti anche perché gli chiedevo di abbassarsi accanto a Vidal in fase di non possesso. Anche Hakimi ha corso tanto e stava perdendo palloni importanti. Questa è la terza partita in sette giorni, i cambi ci stanno. L’Inter deve avere una rosa importante per ambire a qualcosa di importante. Non vedo perché non pescare dalla panchina”.

L’ultimo quarto d’ora vi siete abbassati per merito della Roma, o avresti voluto una gestione diversa? “Penso che alla fine subentri anche l’ansia del risultato importante, che ti porta mentalmente ad abbassarti. Però dalla panchina chiedevamo di pressare alti perché abbassarsi non è una buona cosa. Però resta il fatto che a livello psicologico chi perde si butta in avanti e chi vince cerca di tenere il risultato. Dobbiamo continuare a lavorare sotto questo aspetto”.

D’accordo sull’ottimo giudizio dei primi 25-30 minuti della ripresa? “La squadra ha una fisionomia e lo dimostra ad ogni partita. Mi ha colpito Fonseca quando ha detto che è difficile trovare contromosse per l’Inter, il fatto che lo dicano gli allenatori avversari fa capire che c’è qualcosa di organizzato in questa squadra che non viene riconosciuto”.

Perché non aggredite subito? “Noi prendiamo gol perché pressiamo in avanti e lasciamo spazi dove subiamo gol in ripartenza. Subiamo tanti gol in contropiede perché vogliamo pressare alto, da un lato se recuperi puoi fare gol però c’è anche la linea molto alta e ti possono attaccare e andare in porta se sbagli e perdi riferimenti”.

Avete smesso di farlo oggi, e avete subito il pari: “Era la terza partita in sette giorni dove hanno giocato sempre gli stessi, è inevitabile che alla fine venga a mancare l’energia nell’ultimo quarto d’ora e ciò porta ad abbassarti. Brozovic e Barella hanno faticato, Vidal ha avuto quel problema; con tre partite in sette giorni paghi dazio giocando ad alta intensità”.

Vidal? “Buonissima prestazione, magari è partito a rilento ma poi è salito a livello di intensità ed è stata una buona performance così come degli altri”.

Attaccante ed esterno sinistro in più dal mercato? “Quest’anno il verbo volere non esiste, che sia chiaro. Già ad agosto mi è stata dettata la linea del club, Hakimi lo abbiamo preso ad aprile poi non abbiamo comprato nessun’altro. La linea è chiara, io non voglio nessuno e lavoro coi calciatori a disposizione. Ci sono pregi e difetti in questa rosa, ma andremo a combattere con questi. Sono contento, poi dimenticate il discorso mercato per l’Inter perché a me hanno detto questo. Leggo che voglio questo o quest’altro, ma passa sempre il messaggio sbagliato. Da agosto non esiste il verbo volere, c’è il verbo lavorare che io conosco molto bene”.

Fonte dichiarazioni: Tuttomercatoweb.

Foto: Twitter ufficiale Inter.

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