Il designatore di Serie A e B, Gianluca Rocchi, ha parlato all’inaugurazione del nuovo centro VAR a Lissone:

“Sarà la casa degli arbitri e lavorare in un posto come questo sarà la possibilità di esprimersi al meglio. Il VAR è la migliore innovazione del calcio, i risultati sono più corretti e gli arbitri vivono meglio. Dietro al VAR ci sono comunque delle persone che possono sbagliare, questo non vuole dire che la tecnologia non funzioni. L’errore ci può stare ma non sposta l’idea del lavoro”.

Quanto è soddisfatto di questi primi mesi?

“Molto, sia al periodo che all’ultimo weekend, soprattutto per l’atteggiamento degli arbitri che stanno rispondendo bene. Ci vuole pazienza e collaborazione e i club sono molto aperti. In futuro avremo arbitri ancora migliori, anche perché adesso sono tutti giovani”.

Ci sono stati errori ai quali non eravamo più abituati?

“Ho chiesto agli arbitri di ragionare come se non ci fosse la tecnologia. Non vorrei che si facesse solo affidamento al VAR, questo deve essere un percorso mentale”.

Quando si dice “perchè non va a rivederlo” si sbaglia?

“Certo, non ci si può rifiutare di andare al monitor, altrimenti un direttore di gara non arbitrerebbe di più. Poi si possono essere delle valutazioni diverse e le immagini possono anche non mettere d’accordo tutti. L’arbitro che sta al VAR è un professionista e non si fa condizionare. Decide da solo e spera che possa prendere le migliori decisioni”.

Il rosso ad Handanovic?

“Non voglio parlare di episodi ma va lasciata l’oggettività e l’interpretazione che l’arbitro prende in campo. Se non vede il discorso è diverso e in quel caso interviene il VAR”.

Che comunicazione c’è tra arbitro e VAR?

“Spero di poter fare ascoltare presto il tutto. A volte si chiede ai direttori di gara di non concedere determinati rigori”.

Fonte: TMW

Leggi anche: Juventus, Morata fissa la data del rientro: il 24 ottobre per la sfida contro l’Inter

Articolo precedenteJuventus, Morata fissa la data del rientro: il 24 ottobre per la sfida contro l’Inter
Articolo successivoInter, senti Bergomi: “Dzeko? Ne ero sicuro che il bosniaco sarebbe partito cosi”