Napoli, la storia si ripete 31 anni dopo con un copione diverso (e amaro)

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Il Napoli vince e si qualifica agli ottavi, Ancelotti esonerato

Fine amara di una storia iniziata un anno e mezzo fa fra tante aspettative. Carlo Ancelotti non è più l’allenatore del Napoli. L’esonero è arrivato ieri sera dopo una vittoria rotonda in Champions contro il Genk. Vittoria che ha regalato ai partenopei l’accesso agli ottavi di finale. Vittoria dal retrogusto amaro, dopo due settimane di veleni e spaccature dalle parti di Castel Volturno.

Napoli, il precedente con Ottavio Bianchi

E la memoria scivola verso quel 1988. L’anno dello scudetto incredibilmente sfuggito a favore del Milan di Sacchi. L’11 maggio si consumò la faida con il portiere Garella che leggeva un comunicato scritto con una biro azzurra in un italiano rivedibile:«Premesso che siamo professionisti seri e nessuno questo può negarlo..”», così cominciava quel famoso comunicato con il quale i giocatori azzurri sfiduciavano il loro allenatore Ottavio Bianchi. I “ribelli di maggio” furono individuati in Garella, Bagni, Giordano Ferrario. I quattro capi rivolta furono ceduti a fine stagione, mentre Bianchi rinnovò il contratto vincendo la Coppa UEFA la stagione successiva. Tanti misteri rimangono ancora su quell’ammutinamento su cui si allungò anche la mano della camorra.

Un finale più triste quello di Ancelotti

Ciò che è successo ieri, ha forse un sapore ancor più amaro di ciò che accadde trentuno anni fa. Nessun comunicato da parte dei giocatori, divisi in varie fazioni. La società che prende provvedimenti contro i calciatori ribelli, multandoli pesantemente. La stessa società, però, ha scaricato l’allenatore che aveva cercato di fare da mediatore tra la polveriera dello spogliatoio e il presidente Aurelio De Laurentiis. Ma i risultati hanno pesato e così l’avventura di Carletto all’ombra del Vesuvio è diventata una nemesi. Un freddo addio nella città del calore per antonomasia.

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