Mondiali 2018: La Spagna abbatte il muro iraniano

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E’ bastato un gol di Diego Costa ad inizio ripresa ma quanta sofferenza per la Spagna! Arriva il terzo 1-0 di giornata in questo Mondiale al termine di una partita molto più complicata del previsto per le Furie Rosse contro l’organizzatissimo Iran di Queiroz.

Ormai si è capito: l’Iran ti fa giocare male. Così come fu nel 2014, con la squadra di Queiroz che fu eliminata ai gironi con un solo punto ma facendo soffrire tutte le avversaria, compresa l’Argentina, anche in Russia gli asiatici fanno sfoggio della loro grande solidità e dell’acume tattico del proprio allenatore. Il portoghese, in questa difficoltosa esperienza iraniana, dove è stato più volte sul punto di mollare per le difficoltà di rapporti con la federazione e per i problemi organizzativi, è riuscito finalmente a raccogliere, quantomeno dal punto di vista delle prestazioni, ciò che aveva seminato in una carriera difficile. Apprezzatissimo come collaboratore, più volte lodato da Ferguson che lo aveva voluto al proprio fianco per le grandi conoscenze tattiche, Queiroz aveva invece sempre fallito le proprie esperienze come primo allenatore, sia in sella alle Nazionali di Portogallo e Sudafrica che nei vari club (tra cui il Real Madrid). In Iran ha trovato un gruppo di giocatori pronti a seguirlo ovunque e comunque, che credono ciecamente nel lavoro che stanno portando avanti e che sembrano pronti quasi a morire sul campo pur di difendere l’onore della propria bandiera. Abilissimo a schierare la propria squadra a specchio dell’avversario, dopo il 3-4-3 che ha imbrigliato il Marocco, Queiroz si è adeguato alla Spagna mettendo in campo un 4-2-3-1 comunque molto abbottonato. Più volte nel corso del bruttissimo primo tempo, si è visto il reparto difensivo iraniano addirittura a 6, con i due esterni alti che ripiegavano fino alla linea bassa e con il solo Azmoun a sbattersi davanti e, a volte, a sbuffare spazientito per il poco appoggio ricevuto. La Spagna, invece, non si è mai scomposta, ha continuato imperterrita a giocare per principi, sfruttando il proprio concetto di calcio basato sul possesso palla e sul quasi totale azzeramento del concetto di transizione. Pur passando i minuti e pur vedendo le difficoltà crescere, gli uomini di Hierro non hanno mai forzato la giocata nel corso del primo tempo, arrivando a creare poco se non un paio di spunti di Silva rimpallati dalla difesa. E’ sembrata palese la mancanza di uno specialista sui calci piazzati, visto che gli iberici hanno battuto diverse punizioni dal limite senza creare niente di pericoloso.

Ben più veemente la spinta spagnola nel corso dei primi minuti della ripresa, con una maggiore occupazione dell’area di rigore sui cross dal fondo e un ritmo che è sembrato crescere rispetto alla prima frazione. Tuttavia, dopo una serie di mischie in area, la prima grande occasione del secondo tempo è capitata all’Iran, che per la prima volta si è affacciata in zona De Gea e ha sfiorato il colpaccio con un destro con Ansarifald che ha fatto gridare al gol tutti i presenti, salvo poi scoprire che la sfera era finita sull’esterno della rete. Gol mangiato e gol subito, perchè sul ribaltamento di fronte la Spagna sblocca finalmente la gara e lo fa ancora una volta con Diego Costa. Il centravanti dell’Atletico Madrid, spesso criticato in passato nelle sue esibizioni con la Nazionale perchè ritenuto inadatto al gioco di fraseggio e possesso tipicamente spagnolo, sta finalmente trovando la sua giusta dimensione anche con la casacca delle Furie Rosse e dopo la doppietta al Portogallo ha sfruttato, fortuitamente, un rimpallo in area con Rezaien con la palla che è carambolata in rete. Si poteva pensare ad un Iran incapace di reagire dopo aver visto saltare il banco e incapace di cambiare strategia rispetto a quella preparata a bocce ferme ma così non è stato: anche in questo caso Queiroz ha dimostrato di aver lavorato in maniera minuziosa e approfondita con i suoi che, pur mantenendo un assetto attendista, hanno iniziato ad affacciarsi con maggiore pericolosità e frequenza dalle parti di De Gea e hanno fatto tremare la Spagna. Prima Teremi di testa al 59′ non ha trovato lo specchio di poco, poi al 61′Ezatolahi ha siglato il clamoroso pari in mischia ma l’immensa gioia iraniana è durata solo pochi secondi perchè l’arbitro ha annullato per fuorigioco dopo aver anche consultato la Var. Al 69′ pazzesca palla gol per la Spagna per chiudere il match: schema da corner dal quale nasce una furiosa mischia di fronte alla porta di Beiranvand e una serie di incredibili batti e ribatti con l’arbitro che alla fine fischia un fallo di confusione a favore della difesa. Al 75′ ancora Teremi arriva con un attimo di ritardo su un cross tagliente dalla sinistra a pochi passi da De Gea ma la più grossa palla gol per gli iraniani arriva all’82’ ancora con il trequartista, che raccoglie di testa un cross di Amiri (dopo un irresistibile tunnel a Piquet) e svetta più in alto di Jordi Alba ma sul punto di impatto del pallone chiude gli occhi e finisce per alzare troppo la mira. L’apprezzabile forcing finale dell’Iran non produce il pareggio e alla fine la Spagna può tirare un sospiro di sollievo e salire a quota 4 con la stessa differenza reti del Portogallo.

Qualificazione che andrà blindata per le Furie Rosse nell’ultimo match con un Marocco già eliminato mentre l’Iran dovrà battere il Portogallo. Queiroz ritrova un pezzo della sua storia, saprà imbrigliare la partita anche a Cristiano Ronaldo e soci?

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