MN – Jacobelli a 360° sul Milan: “I rossoneri oltre ogni più ottimistica previsione. Aver preso Mandzukic significa credere nello scudetto. Maldini-Massara? Coppia perfetta”

Fonte foto: Logo Milan
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Il direttore di Tuttosport, in un’intervista rilasciata a MilanNews, ha fatto il punto sul Milan e la stagione fin qui eccezionale dei rossoneri.

Il direttore di Tuttosport Xavier Jacobelli, in un’intervista rilasciata in esclusiva a MilanNews, ha fatto il punto sulla stagione fin qui estremamente positiva del Milan. Queste le sue parole.

Si aspettava di vedere il Milan in testa dopo 21 giornate? “Mi aspettavo certamente un grande campionato da parte del Milan perchè nell’anno solare è stata la squadra migliore. Certamente la formazione rossonera sta andando al di là di ogni più ottimistica previsione. Ha superato tante difficoltà e tanti problemi, come i giocatori positivi al Covid, gli infortuni, in primis quello di Ibrahimovic, e tutto quello che sta succedendo in questa stagione che è assolutamente anomala. Il Milan è primo in classifica perchè se lo merita e perchè i suoi numeri e il suo rendimento legittimano il primato. Il Milan ora ambisce allo scudetto e credo sia normale per una squadra che dopo 21 giornate di campionato è primo in classifica”.

Il mercato di gennaio conseguenza delle nuove ambizioni da scudetto? “Mi aspetto molto da Mandzukic, secondo me potrà dare un grande apporto alla squadra di Pioli. Ovviamente avrà bisogno di un po’ di tempo per tornare al top della forma, ma prenderlo è stata una decisione molto saggia da parte del Milan. Negli ultimi anni si è spesso parlato di mancanza di leadership. Attorno a Ibra è cresciuta tutta la squadra, aver preso Mandzukic invece significa che i rossoneri credono nello scudetto. Tomori promette di essere una grande rivelazione in questa seconda parte di stagione. Non dimentichiamo poi che tra poco il Milan ricomincerà l’Europa League, una competizione che, in caso di successo finale, ti porta direttamente in Champions League”.

I meriti maggiori di Pioli? “La sua coerenza e la sua grande capacità di resilienza. Ricordo bene che dopo la sconfitta per 5-0 sul campo dell’Atalanta sono iniziate a circolare le voci su Rangnick. A marzo 2020, Boban ha confermato che il tedesco era stato veramente contattato. Per fortuna non è stato preso Rangnick che ricordo che un giorno disse: ‘Se fossi io l’allenatore del Milan non prolungherei il contratto di Ibrahimovic’. Diciamo che, con tutto il rispetto, non aveva capito molto Rangnick… Pioli ha dimostrato grande serietà, mi piace molto il suo stile, è un allenatore che parla con i fatti. Non va mai sopra le righe e non cerca mai alibi anche dopo una sconfitta. E’ un allenatore molto seguito dal gruppo rossonero perchè ogni giorno nei fatti dimostra la sua coerenza”.

Il lavoro di Maldini? “Voglio sottolineare il lavoro di Maldini e anche quello di Massara. Passare dal campo alla scrivania non è mai facile, soprattutto in un club come il Milan che punta a tornare in alto Eppure, Maldini, dopo averlo fatto da giocatore, ha bruciato le tappe anche da dirigente. E Massara è il suo ideale alter ego, sono una coppia perfetta. Non è uno che ama i riflettori, ma con Maldini è andato a prendere grandi giocatori come per esempio Theo Hernandez”.

Se lo aspettava così bravo anche da dirigente? “Sì. Nutro grande ammirazione per lui fin da quando lui giocava e io seguivo il Milan per il Corriere dello Sport. Maldini mi ha sempre dato l’impressione di essere, oltre che un fuoriclasse in campo, anche una persona perbene fuori. Aveva bisogno di questa opportunità e l’ha colta al volo. Indipendentemente da come finirà la stagione, l’ottimo lavoro di Paolo sarà sotto gli occhi di tutti. Il Milan sta avendo una regolarità incredibile e in una stagione anomala come questa, con un calendario martellante, è fondamentale. Il Milan è una squadra che ha un gioco e questo induce ad avere grande fiducia”.

Questo Ibrahimovic merita il rinnovo? “Assolutamente sì. La cronaca di questi giorni sta confermando come il fatto anagrafico conti sempre più relativamente. Faccio l’esempio di Brady che ha vinto il settimo anello nell’NFL. Ibra ha 39 anni e ha tutto per continuare. E spero che lo faccia nel Milan. E’ un leader nato, un trascinatore, è un giocatore che ha fatto capire agli altri giocatori rossoneri la loro forza. Questo vuol dire avere carisma”.

Quando tornò disse che il Milan con lui avrebbe lottato per lo scudetto, alla fine aveva ragione: “Mi ricordo bene quelle parole e anche tutte le ironie. Allo United si infortunò gravemente, qualcuno parlò addirittura di carriera finita. Se Ibrahimovic non si fosse stato convinto di poter dare ancora un contributo importante in campo, non sarebbe tornato al Milan. Lui ha una grande onestà intellettuale soprattutto nei confronti di sé stesso. Ora vuole tornare anche a giocare in Nazionale. Quello che sta facendo Ibra è la testimonianza che se tu vuoi davvero qualcosa nulla è impossibile. Certo devi avere la forza, la determinazione e la voglia di allenarti duramente ogni giorno. Gente come Ibra è una grande esempio per tutti, soprattutto per i più giovani”.

Cosa succederà nelle prossime settimane per i rinnovi di Calhanoglu e Donnarumma? “Mi auguro per il Milan che venga trovato un accordo con entrambi. Il Milan non può permettersi di fare a meno di un fenomeno in porta come Donnarumma e di un giocatore fondamentale come Calhanoglu. Un grande Milan ha bisogno di entrambi. E’ evidente che se questa squadra punta allo scudetto e a tornare nell’Europa che conta non può pensare poi di ricominciare da capo e di trovare sostituiti all’altezza del portiere e del turco. Anche perchè in giro, sinceramente, di questa levatura, non vedo chissà chi”.

Fonte dichiarazioni: MilanNews.it.

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