Sig. Lippi, Stefano Pioli sta facendo un ottimo lavoro sulla panchina del Milan. Che cosa l’ha sorpresa del tecnico rossonero?
“Non mi ha sorpreso niente, io l’ho sempre stimato. Mi è sempre piaciuto il suo modo di fare, è molto preparato, ha sempre dato un buon organizzazione alle sue squadra. Quest’anno la cosa che lo ha fatto migliorare ancora di più è stata la capacità di gestire i momenti di difficoltà, come quando la società stava parlando con altri allenatore e lui sembrava vicino all’addio. Pioli ha saputo gestire la situazione con grande saggezza e intelligenza e ha costruito un capolavoro, riportando il Milan in alto. La squadra rossonera si giocherà il campionato fino alla fine della stagione, questo è sicuro”.

Si aspettava che Paolo Maldini potesse fare subito così bene anche da dirigente?
“Anche di Paolo ho sempre avuto grande stima. E’ sempre stato un grande e i grandi, anche quando cambiano cambiano lavoro, continuano ad essere grandi persone. Quindi mi aspettavo assolutamente grandi cose da lui anche da dirigente”.

Tra le scelte di Maldini c’è anche Zlatan Ibrahimovic. Lei si ricorda di un giocatore così decisivo a 39 anni?
“Sinceramente no. Ibra è sempre stato decisivo comunque. Vi racconto questo aneddoto: per il centenario del Manchester United, era stata organizzata una partita amichevole tra i Red Devils di quel periodo e una selezione europea guidata da me in panchina. In quella squadra c’era anche Ibrahimovic e mi ricordo che mi disse che voleva giocare con me. Io in quel periodo allenavo la Juve e quindi gli risposi che per farlo doveva venire in bianconero. Abbiamo scherzato un po’. Ibra è un grande fuoriclasse, un trascinatore. Si sta divertendo, è un punto di riferimento per tutti. Ha trasmesso una grande autostima a tutti i suoi compagni di squadra”.

Lei in carriera ha allenato tanti grandi portiere. Cosa consiglierebbe a Gigio Donnarumma per il futuro?
“Io non consiglio niente a nessuno, faccio solo delle valutazioni dall’esterno. Lui ha un grande procuratore che fa il suo lavoro. Io penso che alla fine prevarrà la saggezza e l’intelligenza di Gigio, che è cresciuto nel Milan. Lui sa bene di essere diventato un grandi portiere, diventerà un punto di riferimento come Paolo Maldini. Quindi credo che prevarrà il buonsenso e che alla fine rimarrà tutta la carriera in rossonero”.

Lei verrà ricordato da tutti soprattutto per il successo con l’Italia nel Mondiale del 2006. Quanto furono importanti i giocatori del Milan in quel gruppo?
“Sono stati tutti grandissimi, avevo tanti fuoriclasse e tanti grandi uomini. Gattuso non aveva i piedi di Pirlo, ma era una grande importanza nel gruppo. Tutti sono stati importanti in quella impresa”.

E’ mai stato vicino al Milan?
“Da calciatore sono stati vicino al Milan, era il primo anno che giocavo alla Samp. Nelle prime partite mi misi in evidenza. Il Milan di Rocco venne a Genova a giocare e prima della partita il tecnico milanista mi disse: ‘A te ti compro io’. Io gli risposi: ‘Speriamo…’. In quel periodo c’ero io alla Samp e Turone al Genoa, che eravamo due giovani, e alla fine il Milan decise di prendere Turone. Anche da allenatore sono stato vicino al Milan. Sono un grande amico di Adriano Galliani e mi ha chiesto più volte di andare al Milan, ma ero alla Juventus. Qualche anno fa sono stato vicino al Milan, andai a cena ad Arcore da Berlusconi e se ci mettemmo d’accordo che se i risultati non fossero stati positivi quella volta sarei arrivato per davvero sulla panchina rossonera”