La Juventus in versione ‘liquida’ di Pirlo: tra spirito, fame e voglia di vincere

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Ieri sera è stata senza dubbi la miglior versione fino a questo momento della Juventus di Andrea Pirlo insieme allo 0-3 di Barcellona. Un mese di dicembre in cui si è vista una crescita esponenziale sotto il piano del gioco, della fluidità di manovra e di una tenuta fisica che in questo momento sta facendo la differenza. Bravo Pirlo, bravi i calciatori. Lo 0-4 di Parma conferma 3 aspetti che fino a questo momento erano mancati: spirito, fame di vittoria e una voglia di vincere che da 9 anni gira e rigira tra i bianconeri. Il vento è cambiato e la rotta ora è quella giusta: dominio del gioco, squadra corta, la palla che viaggia (rasoterra) e pochi riferimenti. Un concetto considerato troppo difficile all’inizio ma che ora sembra essere stato ben assorbito. Con un De Ligt in più e un texano in mezzo al campo tutto fare. Se a loro ci aggiungiamo l’apporto di Alvaro Morata completiamo il puzzle, giocatore con un feeling pazzesco con la maglia bianconera: segna, fa segnare e aiuta. Meglio di così..

Numeri alla mano, i bianconeri sono la squadra con il possesso palla più alto. Mancava il punto d’arrivo, la qualità. Quella che chiedeva sempre Andrea. Una squadra in versione ‘liquida’ ma che certe volte ‘borseggia’ troppo con la palla nel segno della prevedibilità: sintomo di mancanza di cattiveria e l’Atalanta ne sa qualcosa. Poi certo, 9 scudetti di seguito sono una zavorra mica da ridere che può condizionare le scelte e i momenti in un percorso ma l’identità sembra essere segnata, l’11 tipo anche. Solo due cose da migliorare e recuperare adesso, una oggettiva chiamata continuità, una più umana chiamata Paulo Dybala.

foto: Profilo Twitter Juventus

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