Juventus, Sconcerti “assolve” Pirlo: “Non è solo lui il problema. Meglio un crollo ora che un declino”

Fonte foto: Profilo Twitter Juventus
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Intervistato da TMW Radio, il direttore ha parlato della Juventus e delle conseguenze dell’ennesimo risultato negativo di questo periodo, alla luce della delicata sfida di mercoledì contro il Napoli.

Il direttore Mario Sconcerti, intervenuto su TMW Radio, ha parlato della situazione in casa Juventus, alla luce del deludente pareggio nel derby contro il Torino e della delicata sfida in arrivo contro il Napoli. Queste le sue considerazioni a riguardo.

Juventus, è bufera: “Non è solo Pirlo il problema. Credo che si debba sempre partire dal diritto della Juventus di sbagliare una stagione. L’errore non è grandissimo ma è dovunque. Pirlo è una delle parti ma le responsabilità vanno suddivise. Ci sono state tante leggerezze, a partire dal caso Suarez, per arrivare poi alla scelta di Pirlo e agli errori sul mercato. Ci sono state tante leggerezze in questa stagione, non ultima la festa con alcuni giocatori. Si è allenato il concetto di squadra e quello di società sulla squadra. Pirlo si sapeva che fosse una scelta azzardata. Sta venendo meno tutta la sapienza collettiva della Juventus. Meglio un crollo ora che un declino, perché questo ti lascia delle speranze, che magari possono non arrivare. Prima che sulla squadra, le mani vanno messe nella società”.

Può comunque arrivare al quarto posto? “Nessuno lo discute questo. Una squadra che arriva quarta è una squadra che ha perso la stagione. Porta solo soldi e ribalta in un’altra stagione”.

Le altre? “Anche l’Inter non sta facendo un campionato eccezionale. Ha fatto il campionato di una che vuole vincere, le altre non hanno mai fatto concorrenza se non il Milan, che ha mollato da qualche giornata. Siamo un campionato fallito, con 4 miliardi di debiti. Siamo condannati alle seconde scelte. Sono 11 anni che non vinciamo nulla. La Nazionale negli ultimi tre mondiali sappiamo cosa ha fatto. La Juve è un problema all’interno del sistema calcio. Stiamo vedendo come i magnati americani stanno conquistando il calcio italiano. Gli americani non mettono 50-70 milioni in mano a un manager. L’affare lo fanno loro. Non c’è più il presidente mecenate, oggi ci sono imprenditori che vogliono vederci chiaro e vogliono vedere direttamente loro senza dare soldi a qualcuno”.

Fonte dichiarazioni: Tuttojuve.com.

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