Izzo: “Ho giocato con figli di mafiosi e pregiudicati, il calcio mi ha salvato la vita”

Fonte foto: Profilo Twitter Izzo

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Il difensore napoletano del Torino, Armando Izzo, ha rilasciato un’intervista alla rivista online ‘Cronache di spogliatoio‘, in cui ha parlato della sua infanzia e della sua vita prima e dopo il calcio:

“Le scale della palazzina D erano intervallate da enormi pozzanghere dovute alle infiltrazioni di umidità. Le salivo a due a due con in mano le casse dell’acqua. Erano le consegne che odiavo di più. Quando mio zio, proprietario di una salumeria nel quartiere, mi mandava lì, al decimo piano, era un calvario. Per me la parola alternativa non era contemplata. Quando nasci a Scampia non sai cosa c’è fuori, non vedi altre prospettive. Per me l’unica parola era sopravvivenza. La maggior parte degli amici con cui condividevo quei pomeriggi in piazza è finita in galera. C’era chi spacciava, altri rubavano. Non li ho mai giudicati e loro mi hanno tenuto lontano da quella vita. Scappare dalla droga? Mettevamo due buste per terra e pensavamo al calcio, non c’era tempo da perdere. Le partitelle erano una guerra. C’era di tutto, nessuno voleva perdere. C’erano bambini, c’erano figli di mafiosi, c’erano pregiudicati, e soprattutto c’era tanta competitività. Entrate dure, agonismo puro. Io il rispetto me lo sono guadagnato sul campo. Ero bravo e per questo mi rispettavano. E un posto in squadra per me c’era sempre”.

FONTE: www.tuttosport.com

 

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