Inter-Juventus 2-0. Conte: “Favoriti ora? Pensate se avessimo fatto mercato ad agosto… Per vincere serviva quasi la perfezione”

L’Inter torna a vincere contro la Juventus dopo oltre quattro anni dall’ultima volta, spinta dai gol dell’ex Vidal e di un monumentale Barella. Nerazzurri momentaneamente in testa insieme al Milan, Juventus ora più lontana.

L’Inter torna a vincere il derby d’Italia a oltre quattro anni di distanza dall’ultima volta. I nerazzurri dominano l’incontro per tutti i novanta minuti, aggiudicandosi il match grazie alle reti dell’ex Vidal e di un inesauribile Barella, autore di una prestazione totale. Conte per la prima volta batte la Vecchia Signora da allenatore, successo che gli consente di raggiungere momentaneamente in testa il Milan a quota 40. I bianconeri, invece, si allontanano parecchio dalla vetta.

Le parole di Conte

La cosa migliore di questa serata? “Per vincere contro una squadra contro la Juve, che in Italia è un parametro importante, devi sfiorare la perfezione. Stasera abbiamo fatto un’ottima partita e la più grande soddisfazione è che abbiamo visto che alcune cose che potevano fare male alla Juve poi si sono rivelate azzeccate. Bravi i ragazzi a mettere in campo quello che avevamo preparato, contento per loro perché queste sono partite che ti danno autostima e che ti fanno capire che la strada è giusta. Una strada che sta dando frutti importanti. E loro lo sapevano che per noi la Juve era un riferimento importante, una squadra che domina da nove anni. Il gap tra loro e tutti gli altri esiste ancora, ma in tanti stiamo lavorando per ridurlo sotto tutti i punti di vista”.

Potete vincere lo scudetto? “Ho visto un’Inter credibile, ed è la più grande soddisfazione dopo un anno e mezzo di lavoro. E parlo sia a livello nazionale che internazionale. Dispiace per l’eliminazione in Champions, un neo che ci porteremo sempre dietro perché potevamo fare di più: bastava un gol per passare il turno. Ma i ragazzi lo sanno: anche dalle delusioni gravi poi bisogna migliorarsi in modo da non commettere gli stessi errori”.

Quanto è complicato non pensare alla situazione societaria? “on possiamo dire non ci interessi, sarebbe una grossa bugia. Al tempo stesso, sono stato molto chiaro con tutti quelli che lavorano con noi: pensiamo a lavorare, a cercare di rendere orgogliosi i nostri tifosi, provare a fare il massimo. E poi vediamo. Mi auguro che la situazione si risolva nel migliore dei modi, ma io lo sapevo già da agosto. C’erano delle problematiche che abbiamo affrontato, ora ci auguriamo che vada tutto per il meglio”.

Oggi sono mancati i gol delle punte: “Sì ma solo per sfortuna, Lautaro e Lukaku hanno avuto diverse occasioni. Creiamo tanto, ma spesso non siamo freddi sotto porta e per segnare abbiamo bisogno di 3-4 chance. Però portiamo tanti giocatori alla conclusione. Magari qualcuno non vede o non vuole vedere il lavoro che facciamo. Queste sono partita in cui devi “sentire il sangue”, in cui devi “ammazzare l’avversario”, un po’ come avevano fatti gli juventini l’anno scorso. Ma siamo all’inizio, ci vogliono conferme. Chiaro che sono contento: non avevo mai battuto la Juve da allenatore”.

Non pensi che il gap sia colmato? “I cicli finiscono se non sei bravo a rinnovarti, cosa che invece non è capitata alla Juve che si è rinforzata sempre negli anni. Hanno una visione e gente competente, quindi bisogna vedere se i cicli finiscono: penso che loro abbiano fatto qualcosa di incredibile per dominare 9 anni. Detto questo, per me il gap continua a rimanere e non solo nei confronti dell’Inter. Ma ripeto: tutti stiamo cercando di lavorare per avvicinarsi”.

Stasera però il gap sembrava a vostro vantaggio: “Una rondine non fa primavera, ma è chiaro che vincere contro una squadra di grandi campioni ti deve dare consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta. Se siamo favoriti ora, figurarsi se avessimo fatto il mercato ad agosto…”.

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