Inter, Inzaghi si presenta: “Una sfida che mi ha convinto subito. Lotito? Nella vita vanno fatte scelte”

Foto: Profilo Twitter Lazio

Il nuovo allenatore dell’Inter è stato presentato oggi nella sua prima conferenza stampa da tecnico nerazzurro.

Il neo allenatore dell’Inter Simone Inzaghi è intervenuto oggi in conferenza stampa nel giorno della sua presentazione come nuovo tecnico nerazzurro. Queste le sue dichiarazioni.

Che sensazione prova ad allenare i Campioni d’Italia? “Grandissimo entusiasmo e motivazioni, so che si prospetta un lavoro importante, ma è una bellissima sfida che mi ha convinto subito. I dirigenti mi hanno dimostrato grande motivazioni nel volermi. So che i tifosi ci staranno vicini”.

Cosa significa lasciare la sua casa, la Lazio? “Questo cambiamento sono le motivazioni che me lo hanno dato. Ho trovato delle persone che in pochi giorni mi hanno fatto capire di volermi a tutti i costi. So che ci saranno delle difficoltà perché dobbiamo difendere il titolo, ma siamo l’Inter e faremo di tutto per restare campioni anche prossima estate. Colgo l’occasione per fare i complimento a mister Conte e alla sua squadra”.

Come restare competitivi viste le cessioni? “Di Hakimi sapevo, ma mi è stato promesso che la squadra resterà competitiva, ci sentiamo quotidianamente, sappiamo dove intervenire, puntiamo a fare un percorso in Champions migliore perché so che dal 2011 l’Inter non va agli ottavi”.

Lukaku? “L’ho sentito diverse volte, era deluso per l’eliminazione dall’europeo, è una garanzia e l’ha dimostrato sul campo”.

Eriksen? “Ci siamo sentiti prima del torneo europeo, dopo non ci ho parlato, ci contavo, è dell’Inter che è stata brava a prendere Calhanoglu che è un giocatore importante. Christian ha tutto il tempo per tornare, lo aspetto a braccia aperte”.

In cosa ci sarà continuità rispetto al lavoro di Conte? “Vogliamo dare continuità dopo lo scudetto, abbiamo tutte le motivazioni che servono”.

Come immagina il ritorno all’Olimpico? “Ho scritto una lettera a proposito, sono stati 22 anni importantissimi, sono stato molto bene, ho avuto la fortuna di vincere con la Lazio sia da giocatore che da allenatore, ma era arrivato il momento di cambiare ed eccomi qua”.

Le caratteristiche della sua Inter? “Intensità, stare dentro la partita e riuscire a reagire agli episodi. La mia squadra sa vincere anche in pieno recupero”.

Ha chiesto di non cedere qualcuno in particolare? “Sapevamo di questa partenza di Hakimi dopo solo un anno, era il più richiesto, allo stesso tempo resteremo competitivi”.

Contento di ritrovare De Vrij? “L’ho allenato, ho giocato con Kolarov e Handanovic. Un piacere ritrovarli, ma anche con gli altri avrò un grandissimo rapporto”.

Il momento di cambiare è arrivato in ritardo? Cosa l’ha convinta ad accettare l’Inter? “In questi anni ci sono state delle richieste, non lo nego, ma non ero il momento di cambiare. Lavoravamo al meglio a Roma, poi è normale che a un certo punto quel momento arriva. E non ci ho pensato troppo”.

Come si potrà fare meglio in Europa con una rosa potenzialmente più debole? “L’obiettivo è passare il girone, giocare ogni tre giorni sarà molto dispendioso ma ci faremo trovare pronti”.

Il suo rapporto con la passione? “A Roma è stata una bella palestra, la pressione è quotidiana e mi piace, altrimenti non avrei accettato l’Inter campione d’Italia che potrebbe perdere qualche campione. Abbiamo un grande rapporto con i direttori, la stagione sarà lunga, dovremo essere bravi quando ci saranno delle difficoltà a compattarci bene”.

Aveva dato la parola a Lotito che sarebbe rimasto a Roma? “Nella vita vanno fatte delle scelte, Lotito è un ottimo presidente con grandi idee, c’è stato un ciclo, ne abbiamo parlato a cena come in tutte le famiglie, mi ero preso una notte per pensarci su e mattina dopo ho avvertito questo desiderio. Ho subito informato il presidente”.

Ci saranno ulteriori uscite? “Dobbiamo fare qualcosa in entrata, gli esterni per me sono importanti e proveremo ad agire di conseguenza”.

Pronto per vivere il derby di Milano? “Sappiamo cos’è il derby a Roma, ma anche a Milano c’è una rivalità fortissima. Il Milan ha fatto un ottimo campionato, in testa per venti giornate, sarà una sfida entusiasmante”.

Calhanoglu può essere il nuovo Luis Alberto? “Ha caratteristiche simili, ha qualità e quantità, bravo sui piazzati. Eriksen al ritorno è stato molto importante, ma Hakan farà molto bene”.

Dimarco e Perisic possono essere importanti? “Ha fatto bene a Verona, cresciuto nel nostro settore e ne siamo orgogliosi. Ci puntiamo. Ivan è in quarantena al momento, ma lo aspetto a braccia aperte e può fare molto bene nel nostro sistema”.

Ci sono incedibili? “Normale che in società stiamo vedendo come migliorare la rosa, valuteremo a tempo debito con lo staff”.

Cosa hai apprezzato di più dell’Inter da avversario? Porterebbe qualcuno dalla Lazio? “Ho apprezzato tanto dell’Inter in questi due anni. Una squadra solida che dava l’idea di essere molto compatta, difficilmente si poteva far gol. Questo ha dato i suoi frutti. Per quel che riguarda il mio passato ho avuto una squadra che ha sempre fatto divertire i tifosi e fatto gol. Spero di farlo anche qui”.

Cosa pensa della Nazionale? “Faccio i complimenti a Roberto (Mancini, ndr), sapevo avrebbe potuto far bene. Aspettiamo la finale e incrociamo le dita”.

Sensi sarà importante per te? “Ho stima in lui e lo sa, è intelligente, ho parlato con lui, dovremo essere bravi a farlo allenare bene. Secondo me sarà una grande risorsa dell’Inter.

Fonte dichiarazioni: Tuttomercatoweb.

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