Hellas, Juric: “Il calcio non è come l’NBA, qui parliamo di cultura, amore e passione”

Fonte foto: Profilo Twitter Hellas Verona

Il tecnico dell’Hellas Verona, Ivan Juric, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Fiorentina. L’allenatore si è anche soffermato sulla nascita della Superlega, queste le sue parole:

La Fiorentina attraversa un momento difficile. Come avete preparato la partita? Un commento sulla Superlega?

“Ieri abbiamo fatto scarico, domani faremo i calci piazzati e via, si gioca subito. Vediamo come siamo messi coi recupero, domani sceglieremo come presentarci. Sull’altra domanda: è veramente un discorso ampio. Secondo me il calcio è un’altra cosa rispetto ad altri sport, è molto più profonda e radicata. Non è come l’NBA, qui parliamo di cultura, di amore e passione. Così va verso il business, puntando verso tifosi di altri paesi, dove questa cultura del tifo non è radicata. Sarebbe un peccato. Dopo il Covid si sono persi dei soldi che magari queste squadre cercano di recuperare”.

Aveva espresso perplessità sul futuro prima della Samp, nel post-partita sulla condotta delle squadra. Cosa chiede per essere più sereno?

“Essere sereno è la mia morte. Oggi leggevo un’analisi molto bella, interessante: secondo me in questi due anni si sono fatte le cose perché sono nervoso, maleducato, mi scontro. Se divento bello, sereno, nella confort zone, si guadagna bene e si vive bene a Verona, perdo le mie caratteristiche. Tutto gira intorno a quello, questo bisogno di crescere, di mettersi in dubbio e di migliorare: questo ti porta avanti. Questa è la mia idea. Speriamo di finire bene, in questi due anni si sono fatte cose bellissime con la voglia, con i litigi e gli scontri”.

A Genova non avete avuto grande tensione, grande rabbia:

“Nel primo tempo abbiamo fatto proprio bene, ho visto il calcio che voglio io, con pressing alto, ripartenze veloci. Abbiamo fatto tutto e bene, una sensazione di calcio che io voglio fare, che vogliamo fare tutti. Nel secondo tempo, al di là della qualità perché sono entrati giocatori forti, condivido il fatto che ci sia stata un po’ di paura. Questo un po’ mi è dispiaciuto, perché l’espressione di gioco nel primo tempo è stata di livello molto alto. Hanno buttato via una grande occasione, perché abbiamo dominato nel primo tempo.”

Ceccherini e Ilic come stanno?

“Ceccherini ha un vecchio problema all’adduttore, non ci sarà nemmeno domani. Ilic è stato fuori per scelta tecnica, ho messo Salcedo che ha fatto una partita molto seria per un 2001. Poteva far meglio, ma ho visto un ragazzo molto presente per la sua età”.

Ivan Juric a Verona comanda molto:

“Ma non è vero. Mi rimprovero che quest’anno dovevo essere più cattivo, dovevo rompere di più all’inizio. Il pres è l’opposto, vede tutto positivo e non vuole stress, tutto quello che vorrebbe mia moglie da me. Abbiamo commesso errori che ci sono costati economicamente, io sono sempre nervoso, cerco di capire come migliorare. Non comando tanto, fino a un certo punto”.

Sente di incidere?

“Arrivi a un certo punto. Abbiamo alzato tutto, perché c’era poco, senza offendere. È diverso il modo in cui si trattano i giocatori che arrivano. Poi arriva il succo della storia, come migliorare la società nei prossimi anni: io le mie idee le ho. Se pianifichi anno per anno non puoi andare avanti, non è possibile. Rimani nel limbo e aspetti una morte lenta. Se pianifichi su tre anni, con fiducia, allora puoi fare belle cose. Se Barak costa sei, e noi lo paghiamo in tre anni, allora costa due, per fare un esempio. Speri che il giocatore renda bene, e poi lo puoi girare. Se ti fermi perché costa sei non va bene. Io parlo dal lato sportivo, senza compromettere la società economicamente. Ma devi avere coraggio: devi stare attento agli stipendi, ma sul mercato devi pensare che Barak è costato due, non sei. Poi lì puoi fare cose belle, ma ci vuole fiducia del presidente nel suo direttore e nel suo allenatore”.

Fonte: TuttoMercatoWeb

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