Giovanni Cervone “A Roma tifosi veri. La mia carriera frenata da piccoli uomini”

Giovanni Cervone Roma
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Giovanni Cervone, ex portiere della Roma negli anni 90, è intervenuto ai microfoni di Roma Talk Radio, ha rilasciato importanti dichiarazioni. Eccone un estratto.

GIOVANNI CERVONE E LE RADIO A ROMA

E’ un Giovanni Cervone come sempre senza peli sulla lingua quello che ha parlato stamattina, in diretta, ai microfoni di Roma Talk Radio. L’ex portiere giallorosso ha, infatti, svelato alcuni importanti aneddoti della sua lunga esperienza capitolina e ha dato un parere su alcuni ex numeri 1 romanisti. Ecco le sue parole:

“Il mio carattere ha pesato tanto durante la carriera e pesa tuttora. Io sono fuori da tutti i giochi, si sono dimenticati tutti di Giovanni Cervone. Ci sono sicuramente anche persone più brave di me ma io non ho mai abbassato la testa. Mio padre mi ha sempre insegnato che nella vita bisogna avere le spalle larghe, non bisogna mai piergarsi. Mi diceva che se non ero in grado di rialzarmi da ogni difficoltà, potevo anche restare a casa e farmi mantenere da lui, anche fino a 100 anni. Io ho seguito mio padre sempre e comunque e sono orgogliosi di averlo fatto. A noi figli ci ha cresciuto in un certo modo. E lui non era un scienziato o chissà chi, ma era un semplice muratore. Io l’ho ascoltato sempre e non mi sono mai piegato davanti a certi personaggi, anche nel mondo del calcio”

Un carattere schietto che ha portato diversi problemi a Giovanni Cervone durante la sua avventura a Roma:

“Non ho mai leccato nè i piedi e nè qualcos’altro. A Roma ho avuto problemi, tanti piccoli uomini che avevano modo di parlare in tv o alle radio nelle loro trasmissioni del cavolo, mi offendevano e mi facevano la guerra. Mi misero contro tutta la curva sud un periodo. Io a Roma sono stato fischiato da 80 mila persone e se non hai le spalle larghe non ti rialzi. Ne sono venuto fuori da solo e il pubblico romanista l’ha capito e si è schierato con me, ho vinto io. La gente me lo riconosce tuttora. Ho subito contestazioni mica da poco, anche per novanta minuti. Non era facile e ci sono riuscito. Anzi, il rapporto con i tifosi si è rinforzato”.

I PORTIERI DELLA ROMA E NON SOLO

Nel corso della sua intervista a Roma Talk Radio, Giovanni Cervone ha poi parlato anche di alcuni portieri del passato e del presente, alcuni dei quali visti in azione con la maglia della Roma. Anche in questo caso, il numero 1 nativo di Brusciano non ha lesinato giudizi netti:

“I problemi che ho avuto si sono riflessi anche sulla mia carriera. In Nazionale c’erano ottimi portieri come Tacconi, Zenga, Peruzzi, Pagliuca o Marchegiani. Quest’ultimo veniva spesso criticato ma era un grande portiere e a me piaceva molto, era tra i migliori. Poi, però, se penso che hanno avuto delle chance anche portieri come Bucci o Rossi, allora credo che qualcosa avrei potuto fare anche io. Con tutto il rispetto per loro, buoni professionisti ma non erano inferiori a me. A Roma poi devi avere un grande carattere.

Ricordate Antonioli l’anno dello scudetto? Lui è un portiere che ha fatto bene ovunque, tecnicamente era inappuntabile. Eppure qui ha fatto male, tanti errori che quasi ci costavano lo scudetto. Però io l’errore tecnico lo capisco, è quello tattico che non capisco. Se tu sei coraggioso e interpreti bene la situazione, hai fatto la cosa giusta. Poi puoi sbagliare la presa, l’intervento, quello ci sta. Ma la forza sta nel rialzarsi.

Pau Lopez non mi ha ancora convinto del tutto, manca un pò di coraggio. Mi aspettavo di più. Ha fatto buone parate ma credo che nel complesso debba crescere. L’errore nel derby deve far riflettere molto, ci sono tre errori clamorosi nella stessa azione. Alisson, invece, è un alieno. Trovatemi un solo portiere, ora al mondo, forte come lui. Non come quello del City, non lo vorrei mai: fenomeno con i piedi, tra i pali lasciamo stare. Tra i portieri italiani, l’unico giovane che trova spazio è Donnarumma. Meret quest’anno è stato messo un pò da parte, Cragno dopo l’infortunio non è tornato ancora ai suoi livelli”.

GLI ALLENATORI DELLA ROMA

Giovanni Cervone ha anche speso alcuni pensieri sugli allenatori avuti nella sua avventura a Roma:

“A Roma il primo anno avevo Radice. Lui mi aveva già cercato quando allenava al Torino. Il suo secondo mi aveva avuto ad Avellino e ovunque andava faceva il mio nome. Con Radice sono stato benissimo. Fino alla rottura dei legamenti avevo fatto benissimo. Sono stato alla grande anche con Mazzone anche se all’inizio abbiamo avuto grossi problemi, ci furono grossi litigi. Ci furono delle prese di posizione, fui messo fuori rosa per tanto tempo. Gli allenatori fanno gli allenatori e fanno le loro scelte. Però a volte dovrebbero capire anche la situazione che vivono i loro portieri.

A me non mi aveva capito assolutamente, non avevo mai mancato di rispetto a nessun allenatore, tranne uno (Ottavo Bianchi) che se lo meritava. Ho avuto rispetto anche per Carlos Bianchi, l’argentino, che pure non si era comportato bene nei miei confronti. Non ho mai fatto niente per creare problemi. Con Mazzone sono stato tre anni, ma il primo fu buttato via perchè fui sostituito da Lorieri e Pazzagli. Mi fecero rimanere a Roma perchè mi aveva promesso che avrei giocato. Poi a Roma dissero un sacco di fregnacce, come succedeva sempre. Ogni anno in società c’erano storie e problemi.”

Infine, Giovanni Cervone ha espresso un suo parare anche sulla situazione societaria della Roma, partendo da un suo ex presidente, tanto criticato:

“Ciarrapico? E’ stato un grande presidente, la gente sparla ma non capisco il motivo. Parliamo di calcio e non di altre cose perchè a noi interessa il calcio. Il resto sono cose sue. Lui è stato con noi, ha speso e investito e ha portato giocatori importanti come Caniggia e Mihajlovic.

Non si sono fatti risultati ma non si sono fatti quasi mai i risultati a Roma. Si sono vinti 3 scudetti in oltre 90 anni. Purtroppo abbiamo vinto poco. Era sempre presente, anche quando era ai domiciliari, venne in pigiama al campo dopo la partita di Coppa col Milan. Io ad un presidente così non posso dire niente, l’impegno ce l’ha messo. Il calcio ora è cambiato, anche se cambiasse la proprietà non so se cambierebbe molto. A meno che non arrivi un signorotto dai paesi del Golfo, non ci dobbiamo fare illusioni. Chi verrà non lo farà per amore della Roma ma per fare affari e interessi personali”.

in definitiva, il solito Giovanni Cervone, un portiere mai dimenticato a Roma, un uomo vero che dice sempre ciò che pensa.

 

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