Germania all’ultimo “Kroos”, la Svezia si arrende

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“…E alla fine vince sempre la Germania”. Forse si potrebbe spiegare così Germania – Svezia, parafrasando le ormai famose parole di Gary Lineker sul significato del calcio. La Mannschaft vede i fantasmi fino al 95′, rimonta la formazione scandinava e rivendica la propria presenza in questa rassegna iridata in terra russa.

Dopo il sorprendente esordio con sconfitta contro il Messico, la gara di questa sera era già decisiva per i tedeschi con lo spauracchio di dover salutare anzitempo il Mondiale da campioni in carica. Low rimescola le carte del suo mazzo e sceglie Reus titolare nei tre dietro Werner, con Draxler e Muller. A centrocampo trova spazio Rudy di fianco a Kroos. La Svezia propone il solito 4-4-2 robusto e contratto con la coppia Toivonen-Berg a dar fastidio alla retroguardia teutonica.

Come da pronostico l’andazzo del match è dalla parte dei tedeschi che per lunghi tratti girano palla cercando di scardinare le fortezze svedesi, con Draxler subito pericoloso dopo 3′. Nel primo tempo, tuttavia, la Germania va sotto. Minuto 32: passaggio suicida di Kroos a metà campo, palla immediata di Claesson per Toivonen che controlla di petto e batte con un bel pallonetto Neuer in uscita, antipando l’intervento di Rudiger. La Germania si scuote con Boateng ma al 2′ minuto di recupero, l’incornata di Berg sugli sviluppi di un calcio piazzato chiama al miracolo Neuer.

Dopo 45′ la Germania è virtualmente fuori dal Mondiale. La storia dice che nelle ultime 4 edizione, ben 3 volte i campioni in carica sono stati eliminati ai gironi (Francia nel 2002, Italia 2010, Spagna 2014), la stessa storia però ci dice che mai la Germania nella sua storia è uscita dal Mondiale dopo appena 3 partite.

E allora, al rientro dagli spogliatoi, la squadra tedesca prova a riscrivere o quantomeno posticiparla la storia. Dentro subito  Mario Gomez al posto di Draxler e dopo appena due minuti la Germania ristabilisce la parità: azione dalla sinistra, tocca Gomez che involontariamente serve Reus che di ginocchio batte Olsen per l’1-1. Da qui in poi è forcing Germania, con la Svezia arroccata nella propria metà campo ma mai doma nelle ripartenze orchestrate perlopiù da Forsberg.

Al minuto 82 la brutta entrata di Boateng su Claesson costa il cartellino rosso al difensore tedesco del Bayern. La partita sembra rimettersi sui binari svedesi, ma la Germania continua ad attaccare anche grazie all’inserimento di Brandt al posto del terzino Hector e con le punte Werner-Gomez-Muller-Reus tutti insieme in campo. L’arbitro polacco Marciniak concede 5 minuti di recupero e proprio allo scadere si apre la sliding door tedesca: fallo ingenuo del neo entrato Thelin che concede una punizione invitante alla Germania. Sul pallone va Kroos che si fa perdonare l’errore del primo tempo e disegna un arcobaleno che si infila alle spalle di Olsen e fa tornare il Sole sul Mondiale della Germania.

La squadra di Low ora deve battere la Corea del Sud sperando che la Svezia non superi il Messico con un passivo maggiore rispetto all’eventuale risultato positivo della Germania contro gli asiatici.La Germania è ancora viva.

 

Tabellino

GERMANIA (4-2-3-1) – Neuer 6; Kimmich 6,5, Rudiger 5,5, Boateng 5, Hector 5 (87′ Brandt 6); Rudy 6 (31′ Gundogan 6), Kroos 7; Muller 6, Draxler 5 (46′ Gomez 5), Reus 7; Werner 6. A disposizione: Trapp, Ter Stegen, Hummels, Ginter, Plattenhardt, Sule, Khedira, Goretzka, Ozil, Brandt, Gundogan, Gomez. Commissario tecnico: Joachim Low.

SVEZIA (4-4-2): Olsen 6,5; Lustig 6, Granqvist 6, Lindelof 6, Augustinsson 5; Claesson 6,5 (74′ Durmaz 5), Larsson 6, Ekdal 6,5, Forsberg 6,5; Berg 6,5 (90′ Thelin s.v.), Toivonen 7 (78′ Guidetti s.v.). A disposizione: Johnsson, Nordfeldt, Olsson, Guidetti, Svensson, Helander, Hiljemark, Krafth, Jansson, Rohden, Durmaz, Kiese Thelin. Commissario tecnico: Janne Andersson.

ARBITRO: Marciniak (Polonia)

MARCATORI: 32′ Toivonen (S), 47′ Reus (G), 95′ Kroos (G)

NOTE: Ammoniti Ekdal, Boateng, Larsson. Espulso Boateng all’82’ per doppia ammonizione

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