Federico Bernardeschi, tra incoscienza e mistero: Juve, che fai?

Federico Bernardeschi e l’ombra del suo mistero

Federico Bernardeschi può essere definito come il più grande mistero del nostro campionato. Letteralmente un fantasma questa stagione. Un po esterno ma non troppo, ala ma non fluidificante, mezz’ala mai provato, un incoscienza un po depravante: mettici tutti questi ingredienti e viene fuori Federico di Carrara. Da punto fermo nello scacchiere di Massimiliano Allegri a punto vago con Maurizio Sarri. Finito nel vortice della polivalenza per la sua duttilità si è affermato nella sua accezione più negativa: un ibrido, e quindi mai prima scelta. O meglio, a causa delle gambe-vetro di Douglas Costa, è diventato un obbligo di prima scelta. Nel calcio odierno saper fare più cose è importante, ma improntarsi in un ruolo e sfruttare le caratteristiche di ciò che hai può essere più risolutivo. Un esempio si ha a Manchester con Kevin De Bruyne. 27 anni, terza stagione alla juve e i numeri dicono così: 87 presenze e 9 gol in 3 anni. 29  presenze su 38 nel 2019/20 in A e 1 solo gol nella partita con scudetto già in tasca contro la Sampdoria. Andare al tiro per 43 volte e farne 1 è un bottino troppo misero. L’ombra di un mistero, e la sensazione è che per essere confermato alla Juventus bisogna fare ben di più.

Juve, ora che fai?

Bernardeschi è una mina vagante ora come ora. In un annata completamente strana, dal 1° settembre al 5 ottobre il mercato si infuocherà. Ma è già tempo di giocare in anticipo, visto che il campionato riprenderà il 19 settembre e il tempo della preparazione verrà fatto con l’acqua alla gola. E venerdi c’è Juventus-Lione. Il discorso è semplice: alla Juve serve una punta e tra i papabili il nome perfetto è quello di Milik. Anche perchè al Napoli un esterno di destra farebbe comodo. L’età è alla pari. E in un emergenza causa pandemia, ogni club cercherà di fare scambi. Per bilancio il Napoli, per monte ingaggi la Juve. Ora ci vuole occhio e competenza. Bernardeschi o è tutto o nulla. Una via di mezzo non c’è. Parola a Giuntoli e Paratici.

Foto: Twitter Bernardeschi

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