Foto: Profilo Facebook Alessandro Melli

Dotato di ottimi tempi di inserimento e senso della posizione, Alessandro Melli giunge alla Samp nel 1994, al termine di una trattativa non semplice e dispendiosa, orgoglioso di essere il partner di attacco di un campione come Roberto Mancini. Passato alla Sampdoria, il 10 novembre 1994 è al centro di uno scambio con il Milan, con Melli a Milano e Ruud Gullit a Genova. Dopo 6 presenze e una rete in rossonero, il 14 agosto torna a Parma dove rimane per il successivo biennio.

Mondocalcionews lo ha contattato per una intervista esclusiva:

Ha sempre definito la Sampdoria, la seconda squadra del suo cuore, dopo il Parma. Nonostante la sua breve esperienza in blucerchiato, non ha mai nascosto di continuarla a seguire con affetto. Se la sente di raccontare cosa era accaduto?

“La Samp era stata la mia scelta perché, all’epoca, mi sembrava di andare a trovare una squadra molto similare come ambiente e tipologia di società e tifosi a quello che era il mio grande amore, il Parma. Io scappai dal Parma in un momento di rabbia verso Scala e la mia preferenza fu subito la Samp, nonostante la possibilità di andare in altri club anche tecnicamente più importanti. Mi sentivo giusto, pensavo mi cascasse a pennello la Sampdoria. Purtroppo non andò bene per tanti motivi, per carità anch’io ho le mie colpe, ma diciamo che sono stato molto più vittima di una situazione complicata che ho trovato lì alla Samp che poi si è chiusa con il desiderio e la voglia di Gullit di tornare a tutti i costi e, passami il termine, il mio ‘sacrificio’. Ho provato in tutte le maniere a non andare via ma il Milan, in cambio, voleva la mia persona. Capello aveva fatto questa scelta e sono stato costretto ad andare in un posto, dove sono stato bene, ma che non era il mio abito. Il mio abito in quel momento era la Sampdoria”.

Cosa può trasmettere mister D’Aversa, che conosce bene ed ammira, alla squadra? Può portare al salto di qualità? 

“In maniera molto strana, dovuto allo spezzatino che c’è nel calcio in televisione dove è difficile vedere sempre la stessa squadra, ho visto tutte le partite della Samp e ho visto sempre delle buone prestazioni, tra l’altro contro squadre di primo livello. Mi è piaciuto sia l’atteggiamento che il modo di proporre calcio. Credo che D’Aversa sia un allenatore che potrà far bene, mi pare di vedere una squadra che ha buone qualità e una buona attitudine al lavoro e sono cose che il tecnico sicuramente saprà valorizzare”.

Dopo un settembre da incubo in cui la Samp ha affrontato tutte le “big”, si apre un calendario alla portata dei blucerchiati: l’Udinese in casa, trasferta a Cagliari, Spezia e Atalanta tra le mura amiche ed infine il Torino fuori. Partiamo dal match con l’Udinese, che gara si aspetta ed un pronostico? Cosa temere degli uomini allenati da Gotti?

“Fare pronostici è molto difficile, teniamo presente – come ho detto poco fa – che la Samp ha affrontato squadre importanti e si è comportata bene, il difficile del calcio è vincere le partite che devi vincere, che sono le prossime che deve affrontare la Samp. La prima è l’Udinese: una squadra organizzata, che conosce bene il campionato, con un allenatore che conosco molto bene, preparato. Ogni partita fa storia a sè e va giocata, non c’è niente di semplice. Ancor di più se le squadre sono del tuo livello. Detto questo, alla lunga sono convinto che la Samp arriverà almeno a metà classifica, questo è il mio ottimistico pronostico”

Fino allo scorso anno alla Samp mancavano i crossatori, da quest’anno ci sono ma necessita di finalizzatori. Quale potrebbe essere l’acquisto utile alla causa per gennaio?

“Direi Ansaldi del Torino, come consiglio per un altro crossatore, invece Lucca del Pisa (convocato dall’U21 che piace tanto a Mancini), che ho visto la scorsa domenica, come colpitore”.

Ad oggi Quagliarella, nonostante si sacrifichi per la squadra, raramente riesce a rendersi pericoloso. Quando pensa verrà fuori?

“Quagliarella non si può criticare perché conosciamo tutti il suo valore. Sappiamo tutti quanti la sua data di nascita e, se in questo momento sta facendo fatica, è comprensibile e può capitare. Il suo contributo lo sta dando a prescindere dai gol, ma poi arriveranno anche quelli. E’ un giocatore che io adoro, ha delle doti che non ha nessuno. Ho visto fare dei gol a Quagliarella che nessuno ha mai fatto. Che si tenga ben stretto Quagliarella la Sampdoria”.

Ferrero chiede la riapertura degli Stadi al 100% , qual è il suo punto di vista su questa situazione?

“Gli stadi vanno riaperti totalmente, io sono favorevole. Vedo delle incoerenze clamorose in questo paese e non riesco a farmene una ragione. Ho visto comizi di politici con un sacco di gente, senza distanziamento, e poi gli stadi sono ancora semichiusi o semiaperti, come preferite. Nelle curve poi, fondamentalmente che senso ha il distanziamento se, quando segnano, la gente si abbraccia e va sotto ad esultare coi giocatori? Una volta che hai il green pass credo che non abbia nessun senso. Però si entra poi in un discorso molto complicato dove si può anche andare a discutere con chi ha altre idee.. per me è tutta una follia e credo che fino ad adesso tante cose siano state sbagliate. Detto questo, che lo stadio abbia le sue riaperture totali”.

Dato il gemellaggio tra Samp e Parma, la domanda sui gialloblù sorge spontanea: il campionato di serie B è uno dei più competitivi degli ultimi anni, il Parma ha le potenzialità per ritornare subito in serie A?

“Il Parma l’ho visto dal vivo almeno tre volte ed in televisione altrettante, è una squadra che, tra virgolette, è ancora un cantiere. Sicuramente con del materiale di qualità, però è un cantiere. Ci vuole un po’ di tempo perchè venga organizzato e assemblato nel modo giusto. Il problema è che il tempo c’è ma non è tantissimo, dobbiamo sperare che le altre non scappino tanto e che l’assemblaggio e l’equilibrio vengano trovati il prima possibile. Dopodichè va detto che la qualità del Parma non ce l’ha nessuna squadra in serie B. Ci auguriamo tutti di rifare le partite con la Sampdoria, a Genova e a Parma”.

Articolo precedenteSampdoria, troppi gol subiti a inizio partita: D’Aversa studia i rimedi
Articolo successivoFiorentina, Commisso: “Il Napoli dovrà perdere. Meglio se contro di noi”