Foto: profilo Facebook Xavier Jacobelli

L’ultima volta che parlarono di “ultima spiaggia” data la crisi di risultati, Sinisa rispose che l’aveva sentito così tante volte che sarebbe andato in montagna. Sicuramente il tecnico serbo ne ha vissute talmente tante che è temprato, fondamentale che la squadra non si faccia condizionare da certi “rumori” e reagisca come lui. Quel Mihajlovic che – ricordiamo – è entrato nel cuore dei bolognesi, prima per la salvezza, poi per la malattia. Certe cose non si dimenticano, e vale per entrambe le parti. Quello che ora Sinisa domanda alla squadra è semplicemente di tirarsi su le maniche e lavorare a testa bassa perchè nel lunch match di domenica si troverà difronte una Lazio sulle ali dell’entusiasmo per aver appena vinto il derby.

Biancocelesti che verranno affrontati apportando una variazione alla linea arretrata. Mihajlovic starebbe pensando di passare a una difesa a tre; schierando Medel, Soumaoro e Theate dietro e alzando la posizione di De Silvestri, a destra, e uno tra Hickey e Dijks a sinistra. Ed è proprio su questo reparto che si sofferma Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport, nell’intervista esclusiva di mondocalcionews.it:

Jacobelli, la crisi del Bologna pensa sia dovuta alla politica di valorizzazione dei giovani oppure ad un calciomercato dove non sono stati trovati i giusti innesti per fare il salto di qualità?

“Quando si registrano questi momenti di crisi, c’è un evidente concorso di responsabilità. Ma nel caso del Bologna, in parte maggiore ricade sulla difesa: 19 gol  subiti fra Coppa Italia (5 dalla Ternana) e campionato (2 dalla Salernitana, 6 dall’Inter 2 dal Genoa e 4 dall’Empoli) sono lì a dimostrarlo”.

La svolta offensiva doveva arrivare da Arnautovic, quando esploderà definitivamente il talento austriaco?

“Arnautovic è un ottimo acquisto e sta facendo molto bene la sua parte (7 presenze, 4 gol di cui 3 nelle 6 gare di campionato), tuttavia non è e non deve essere considerato il salvatore della patria. Non esiste giocatore che vinca le partite da solo”.

Sinisa si prende tutte le colpe, dicendo che la sua squadra col Genoa meritava di vincere mentre con l’Empoli ha fatto tutto l’opposto. E’ d’accordo?

“Sinisa è un signore generoso e leale. Lo apprezzo e lo stimo sempre di più per la sua onestà intellettuale e perché dice sempre ciò che pensa, pensando a ciò che dice”.

Approva la decisione societaria del ritiro?

“E’ impossibile esprimere una valutazione dall’esterno: soltanto i giocatori, il tecnico e la società possono valutare  – e hanno evidentemente valutato – la necessità di un ritiro dopo la sconfitta con l’Empoli. Ci sono momenti in cui bisogna ritrovarsi a faccia a faccia, soprattutto per ricaricare le pile, dirsi tutto ciò che ci si deve dire, con uno spirito critico costruttivo”.

Il Bologna a suo avviso potrà cambiare rotta se…

“Cambiare modulo in difesa: non è un caso che Mihajlovic stia sperimentando lo schieramento a tre, rilanciando Soumaoro. Credo non possano bastare 9 minuti e la sia pur pessima gara di Coppa Italia con la Ternana, per giubilare un calciatore a titolo definitivo”.

Articolo precedenteMilan, senti Gilardino: “Pioli ha un grande carisma. Il percorso in Champions League non è ancora finito”
Articolo successivoJuventus, Allegri: “Queste sono le partite che dovremmo giocare più spesso, fanno parte della crescita”