Ecco il calcio che vedremo alla ripartenza

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Ora calcio chiuso, poi si vedrà: intanto parla Rezza

Apriti cielo.Il 3 Maggio è diventato l’obiettivo per tutti noi appassionati. Nella giornata di ieri sono arrivate le parole di Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore della Sanità: “il calcio è uno sport di contatto, quindi comporta dei seri rischi di trasmissione. Sento parlare di controlli da effettuare sui giocatori con test quotidiani, ma a me sembra un ipotesi tirata. Se dovessi dare un parere tecnico non sarei favorevole”. Insomma una reazione alquanto prevedibile, ma che ci lascia ancora col fiato sul collo visto che prevarrà una maggioranza (gentlemen agreement?), anche sulla base di dati oggettivi causa Covid.

Che tipo di calcio vedremo alla ripartenza?

Diverso, sarà diverso. Ma dulcis in fundo una cosa è certa: bisognerà adattarsi. Esplorare terre sconosciute, accettare decisioni scomode e abbandonare la propria gente. Questo è il punto di ripartenza. Che poi sia discutibile o meno, ma almeno si riparte. E trovare un altra soluzione in così poco tempo  credo sia impossibile. Non sarà il calcio vero di prima, ma bisogna dare una scossa.

Le idee: 5 sostituzioni, niente spogliatoi, partite in campo neutro, mascherine in panchina.

Visto che le squadre saranno costrette a scendere in campo a distanza ravvicinata, c’è la possibilità che si passi da 3 a 5 sostituzioni a partita. Questo potrebbe essere un iniziativa giusta per dare una boccata d’ossigeno. Quando gli allenamenti saranno consentiti, i giocatori non potranno condividere uno spazio chiuso, quindi niente spogliatoi. Ognuno si cambierà e farà la doccia per conto proprio. Altro fattore sarà porte chiuse in campo neutro. Quindi massima flessibilità anche sul fattore campo per evitare rischi. Infine verranno fatti tamponi su giocatori e staff. I giocatori che partiranno dalla panchina molto probabilmente saranno obbligati a indossare mascherine.

Foto: twitter Serie A

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