Crudeli: “Che ricordi da milanista. Preso a calci per il mio tifo,ma io rimango cosi. Su Suma e Pellegatti…”

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Ai microfoni di Mondocalcionews c’è il famigerato giornalista e opinionista Tiziano Crudeli, tifosissimo del Milan, conosciuto da tutti per le appassionanti ed emozionanti telecronache nella trasmissione “Diretta Stadio” sul canale 7Gold. Crudeli ha rilasciato dichiarazioni riguardanti l’attuale situazione della squadra rossonera e la personale esperienza nel mondo calcistico, tra un passato da terzino nelle giovanili del Milan e un presente da commentatore sportivo.

Sulla nuova dirigenza del Diavolo e i nomi per il calciomercato

“L’immagine che si sta creando è sicuramente molto bella, con due figure importanti della storia rossonera nella società. C’è competenza e serietà, e sono molto fiducioso e pieno di speranze. Sul calciomercato che si sta facendo, bisogna tener conto che siamo una realtà in rilancio, la quale dovrà partire da una situazione non esaltante. La logica degli acquisti è evidente, dato sono tutti nomi utili per rinforzare il centrocampo, un reparto in cui è mancata nell’ultima stagione la qualità necessaria per costruire il gioco. Inoltre Giampaolo molto probabilmente vorrà giocare con un 4-3-1-2, modulo offensivo, che richiede buone capacità tecniche in mezzo al campo”

Importante è anche il cambio sulla panchina dei rossoneri. Le parole di Crudeli su Giampaolo e l’addio di Gattuso

” Secondo me è un buon allenatore, che sta entrando in una società, come quella del Milan, abituata ad essere tra le più importanti. Sa utilizzare i giocatori nel modo giusto, dando un gioco alla squadra, e mi auguro che riesca a farlo anche con noi. Avrà la possibilità di essere supportato da gente competente, come Maldini, Boban e ,probabilmente, anche Massara. L’obbiettivo comunque non può essere ,attualmente, lo scudetto. Sull’addio di Gattuso, parlo da persona affezionata a Rino e al suo attaccamento al Milan. Ha fatto un lavoro discreto, ma con molti errori. Un esempio è la semifinale di Coppa Italia a San Siro contro la Lazio, in cui, davanti a 60000 spettatori, la squadra è stata eliminata, facendo solamente 1 tiro. Un disastro. Invece in campionato abbiamo mancato la qualificazione alla Champions per 1 punto, e abbiamo buttato varie partite, come quella contro il Parma, per le quali Gattuso ha dei demeriti. Ritengo comunque che abbia lasciato il Milan da grande signore, capendo la situazione, e questo gli fa onore”

Sull’episodio-chiave che ha determinato la mancata qualificazione alla Champions League del Milan

“C’è stata una serie di episodi. Pur avendo avuto un ottimo rendimento nel girone di ritorno, con 37 punti totalizzati, abbiamo fatto enormi passi falsi nel rush finale. Dopo il derby c’è stato un calo notevole, e abbiamo sprecato molte occasioni per fare punti importanti”

Sull’altra sponda di Milano la situazione è più serena. L’Inter ha preso Antonio Conte come allenatore e si è qualificata per il secondo anno consecutivo alla Champions League. Il pensiero di Crudeli sul gap che si potrebbe creare tra nerazzurri e rossoneri e sulle difficoltà del Milan nei recenti derby

“Secondo me Conte è il miglior allenatore italiano, in questo momento. L’avrei voluto da noi, e penso che sia il profilo adatto per gestire l’organico dell’Inter. Sulle difficoltà nei derby, ritengo che il Milan faccia fatica , in generale, con le altre Big. Soprattutto nell’ultima stagione,in cui sembravamo avere un complesso di inferiorità. Sicuramente gli episodi sono stati a nostro sfavore, come il gol all’ultimo minuto nel derby di andata. Serve però una mentalità diversa da parte dei giocatori”

Grandissimo tifoso rossonero, Crudeli parla di come sia partita la propria passione per il Diavolo e delle sue esperienze da milanista

“Da piccolo mio fratello mi portava a vedere le partite del Milan, e , inoltre, ho giocato nelle giovanili. Da calciatore, posso dire di essere stato un “terzinaccio“, dotato di grande grinta. Un ricordo indelebile risale ad un Milan-Santos, in cui, prima dell’inizio della partita, vidi Pelè palleggiare durante il riscaldamento. Altra emozione, che ha determinato la mia fede, fu la maestosità dello stadio di San Siro, che potei osservare gremito di persone, all’entrata in campo per un’amichevole”

Amato da molti, ma anche giudicato negativamente per il suo tifo rossonero molto acceso, ritenuto da alcuni esagerato per un giornalista. La risposta di Crudeli a queste critiche

“C’è sempre il pensiero che il giornalista tifoso non riesca ad essere obbiettivo e all’altezza del proprio lavoro. A me non è mai fregato nulla, e sono sempre andato avanti in questo modo. Mi sono tolto grandi soddisfazioni, come gli applausi del pubblico durante il giro di campo che feci per festeggiare uno scudetto. Allo stesso tempo, sono stato spesso insultato in giro per gli stadi, come quando andai a Bergamo per un Atalanta-Milan. I tifosi avversari mi presero a calci, per la mia fede calcistica. Io, comunque, non rinnego la mia passione e continuerò a lavorare in questa maniera. Poi è normale che alcune persone mi amino e altre mi disprezzino. Serve ovviamente l’esperienza e la competenza in questo lavoro, ma non ci si deve fossilizzare troppo. Il giornalista,inoltre, deve sempre cercare di imparare cose nuove”

Sui suoi “colleghi” milanisti Mauro Suma e Carlo Pellegatti

“Con Pellegatti abbiamo iniziato insieme a Radio Peter Flowers. In quel periodo si occupava delle telecronache per il Milan in trasferta. Poi l’emittente decise di fare anche quelle da San Siro, e fu proprio lui a chiamarmi per questo incarico. Insieme a Carlo Pellegatti ho lavorato spesso, condividendo la passione per il Milan, che ci ha uniti, e ci unisce ancora oggi, notevolmente. Penso che sia una persona molto preparata ed esperta. Per quanto riguarda Suma, ci vediamo spesso; recentemente sono stato ospite da lui a Milan Tv. Anche lui molto competente e tifoso acceso rossonero

Su Elio Corno, ex collega interista, protagonista di molte sfide contro Crudeli nel programma “Diretta Stadio”

Elio è un grande amico. Adesso è andato in pensione, ma ci sentiamo spesso. Il nostro rapporto dura da tanto tempo, dato che è da anni che lavoriamo insieme, avendo collaborato anche con Aldo Biscardi. Lo rispetto come persona e come professionista, e lo ritengo molto preparato. Le nostre litigate sono quelle che si fanno tra amici, anche se molto spesso abbiamo trasceso. Alla fine c’è stato sempre un abbraccio tra noi due”

Infine Crudeli spiega la propria definizione di “Milanismo”, concetto che sta a cuore a tutti i tifosi rossoneri

“E’ sentimento. Possono passare molti giocatori, importanti e meno, ma il Milan rimane sempre nel cuore. Deve essere, come prima cosa, attaccamento alla maglia”

 

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