Commisso:”In Italia troppa burocrazia”

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Commisso, il presidente dei due mondi

Rocco Commisso sta trascorrendo la sua quarantena negli Stati Uniti, ma anche oltre oceano il suo pensiero va alla sua Fiorentina. E lo fa attraverso le colonne del Corriere dello Sport in una intervista dove ha toccato diversi argomenti. Dalle origini calabresi, all’amore con la Fiorentina fino al suo gioiello Federico Chiesa.

Commisso:”Con la Fiorentina affare perfetto”

Sulle sue origini e sulla passione per il calcio, il presidente dei viola Rocco Commisso racconta:«Mi avevano avvicinato alla Roma, poi al Milan ma non ero pronto. Con la Fiorentina è stato un affare perfetto. Volevo solo l’Italia perché volevo far qualcosa per il Paese in cui sono nato perché a differenza dei vari Di Benedetto, Pallotta e Tacopina, io sono italiano di nascita»

L’Italia e il calcio con il Coronavirus

Il tema caldo dell’attualità è la ripresa dei campionati dopo l’emergenza Covid-19. Ecco la visione dell’imprenditore italo-americano:«Bisogna ripartire, non possiamo restare fermi ancora a lungo. Basta non compromettere la prossima stagione. L’Italia sta andando verso una pesante recessione, ma la cosa fondamentale è la salute. Dobbiamo pensare alla salute e al calcio In questo paese ci sono troppi passaggi burocratici. Se uno vuole fare uno stadio, ci sono troppi passaggi. Nelle mie aziende si prendono decisioni in pochi minuti evitando lentezze, ritardi e inutile burocrazia e se una cosa è buona si fa. Si dovrebbe dare più potere a Paolo Dal Pino.», afferma Commisso.

Rocco Commisso e il futuro del suo gioiello Chiesa

Infine, il mercato e il futuro di Federico Chiesa a tenere banco. E qui Commisso rimane categorico:«Chiesa è come un figlio. La sua cessione può avvenire solo a due condizioni: prima di tutto, me lo deve chiedere lui. La seconda condizione è che chi lo vuole dovrà fare una valutazione congrua con quella che noi gli attribuiamo. 

FOTO: AC Fiorentina Twitter.

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