Commisso pone il veto alla cessione di Chiesa…per quest’anno

Rocco Commisso, presidente della Fiorentina
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Commisso-Chiesa, continua il duello

Rocco Commisso, neo presidente della Fiorentina, è tornato ancora a parlare del tormentone legato alla possibile cessione di Federico Chiesa. L’imprenditore italo-americano, dal suo insediamento come proprietario della Viola, si è trovato a gestire la spinosa questione relativa al futuro del giovane talento della Nazionale. Il calciatore viola, infatti, è da sempre nel mirino di diversi top clubs europei, in particolare della Juventus. Oggi è arrivata una netta presa di posizione del patron dei gigliati.

Il veto di Rocco

In un’intervista rilasciata all’emittente newyorchese SiriusXM,  Commisso ha ribadito la sua opposizione ad una eventuale cessione di Chiesa alla Juventus, con queste parole: «Chiesa rimane con noi per almeno un altro anno, a meno che non ci sia un contratto o qualcos’altro di cui non sono a conoscenza. Ma non credo ci sia. Mi è stato garantito che non ci fosse nessun accordo con la gestione precedente», ha dichiarato l’italo-americano riferendosi alla precedente proprietà dei Della Valle. Dunque, il nuovo management a stelle e strisce chiude le porte ad una cessione del suo giocatore simbolo agli odiati rivali bianconeri. Almeno per quest’anno.

Le ambizioni della nuova Fiorentina

Inoltre, Commisso ha parlato anche degli obiettivi della squadra di Firenze:« Mi piacerebbe regalare ad ogni bambino nato a Firenze una maglietta della Fiorentina da consegnare al papà e alla mamma», ha proseguito il magnate di origini calabresi, facendo anche un paragone con la Premier LeagueI club di Premier guadagnano in media 250 milioni, mentre la Fiorentina meno di 100. Dobbiamo aumentare i ricavi, esportare il brand nel mondo, ma per farlo bisogna giocare l’Europa League o la Champions.» Un Commisso ambizioso che aspetta negli States i suoi giocatori simbolo Chiesa, Pezzella Milenkovic per la International Champions Cup. Un’occasione per far conoscere il “brand” Fiorentina in America e misurarsi con squadre di livello internazionale.

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