Come cambia la Roma con Claudio Ranieri?

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E’ Claudio Ranieri il “traghettatore” scelto dalla società capitolina in sostituzione dell’esonerato Eusebio Di Francesco. Un ritorno, a distanza di 9 anni, per il tecnico testaccino. Vediamo come può cambiare la Roma con lui in panchina

RANIERI E LA SUA PRIMA ROMA

Arrivato sulla panchina giallorossa dopo due giornate, in seguito alle dimissioni di Spalletti dopo le prime due partite perse, Claudio Ranieri affrontò la nuova avventura con grande entusiasmo e, soprattutto, con grande intelligenza. Sapendo perfettamente che quella squadra era reduce da 4 stagioni con Luciano Spalletti in panchina e aveva un tipo di calcio preciso inculcato nella testa, Ranieri partì dal lavoro del predecessore. Lavorò con costanza sulla fase difensiva mentre davanti confermò il modulo con i tre trequartisti alle spalle del centravanti. Tutti gli elementi della rosa furono impiegati dal tecnico, che riuscì a ricavare qualcosa di positivo anche dai giocatori ai margini come Andreolli, Cerci, Okaka e l’oggetto misterioso Pit. La grande cavalcata di quella Roma si concluse a tre giornate dalla fine del campionato, quando la Samp espugnò clamorosamente l’Olimpico permettendo all’Inter di Mourinho il contro sorpasso decisivo.

Feeling assoluto tra due romani veri come Totti e Ranieri. Si dice che la mediazione dell’ex capitano sia stata decisiva per il ritorno di Sor Claudio in panchina.

Nella stagione seguente, d’incanto, la magia svanì e Ranieri si trovò tra le mani una vera bomba ad orologeria. Una squadra svuotata, forse imborghesita dall’impresa sfiorata nel campionato precedente che quasi mai, ad eccezione di qualche sporadica situazione, riuscì a dimostrare il proprio valore. Ranieri, potendo lavorare dall’inizio con la rosa, pensò di portare qualcosa in più di suo e accantonò sempre più il 4-2-3-1 di spallettiana memoria preferendo il suo classico 4-4-2. Saltuariamente la sua Roma fu anche schierata a 3, come ad esempio nelle trasferte di Napoli contro la squadra di Mazzarri oppure col 4-3-1-2. L’avventura di Claudio Ranieri terminò in un malinconico pomeriggio a Genova, quando la squadra riuscì nell’impresa di perdere 4-3 dopo aver avuto tre gol di vantaggio. Da lì inizio la storia di un altro traghettatore: Vincenzo Montella.

La sua prima Roma 4-2-3-1: J.Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan (Mexes), Riise; De Rossi, Pizarro; Menez (Taddei), Perrotta, Vucinic; Totti (Toni)

1) 4-2-3-1

Vedendo la rosa a disposizione sembra essere l‘ipotesi più plausibile. Come accaduto 10 anni fa, anche in questa occasione Claudio Ranieri potrebbe optare per il sistema di gioco che fece grande la Roma di Spalletti e che spesso è stato utilizzato in questa stagione anche da Di Francesco. Dando per scontato che il portiere continuerà ad essere Olsen, nonostante qualche indecisione di troppo nell’ultimo periodo, Ranieri si vedrà costretto a rinunciare a Manolas per 20 giorni, causa infortunio. Questa tegola, sicuramente non di poco conto, darà la chance di rilancio a Federico Fazio, autore di una stagione sottotono dopo due ottimi campionati a Roma. Il centrale argentino, se ritroverà la tranquillità a lui riconosciuta nell’ambiente e la capacità di comandare la difesa, potrà essere il leader giusto per  la retroguardia di Ranieri. Uno che alla fase difensiva ha sempre tenuto particolarmente. Proprio in questo ambito, non sarà raro vedere una linea a 4 alta e ordinata, come al mister è sempre piaciuto.

Subito una tegola per Ranieri, che si vedrà costretto a rinunciare al miglior difensore della rosa Manolas, out 20 giorni per infortunio

A centrocampo tutto dipenderà da Daniele De Rossi e dal suo stato di salute. Qualora il capitano giallorosso sarà a disposizione, Ranieri ne farà il fulcro del suo reparto, altrimenti potrebbe affidarsi ancora a Nzonzi, nella speranza che il francese si scrolli di dosso il torpore di questa prima parte di esperienza romana e torni ad essere il giocatore ammirato a Siviglia. Al suo fianco favorito Pellegrini, con Cristante a fare da incomodo. Davanti Ranieri si è spesso affidato ad un giocatore “di rientro”: nella sua prima Roma erano Taddei o Perrotta, in questa squadra potrebbe essere Alessandro Florenzi, che in tal caso abbandonerebbe la posizione di terzino a favore di Santon, più bravo a difendere. Zaniolo sarebbe il trequartista con El Shaarawy e Perotti a giocarsi la maglia di esterno sinistro e con Edin Dzeko indiscusso centravanti della squadra.

4-2-3-1: Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi (Nzonzi), Pellegrini; Florenzi, Zaniolo, El Shaarawy; Dzeko

2) 4-4-2

Da sempre il sistema di gioco preferito di Claudio Ranieri, ancor di più dopo l’epica impresa sulla panchina del Leicester di tre stagioni fa. Anche nella sua prima avventura romana, Ranieri scelse il più classico dei moduli nel corso della seconda stagione. In questa Roma avrebbe anche i giocatori giusti per farlo, magari riuscendo finalmente a far convivere Schick e Dzeko, oppure impiegando Zaniolo alle spalle del bosniaco in partite più complicate per dare maggiore robustezza al centrocampo.

Qualunque sarà il sistema di gioco scelto da Ranieri, Edin Dzeko sarà il riferimento offensivo della squadra

Anche in questo caso Alessandro Florenzi potrebbe essere alzato sulla linea di centrocampo a fungere da tornante destro, mentre nel caso in cui il canterano giallorosso verrebbe riconfermato come terzino, la posizione potrebbe essere ad appannaggio dello stesso Zaniolo (adattato) oppure del rientrante Under. I vantaggi potrebbero derivare da una maggiore compattezza, che potrebbero aiutare la squadra a trovare quella solidità che quasi mai si è vista in questo campionato mentre era stata la miglior qualità nello scorso anno degli uomini di Di Francesco.

4-4-2: Olsen; Santon (Florenzi), Manolas, Fazio, Kolarov; Florenzi (Under), De Rossi (Nzonzi), Pellegrini, El Shaarawy (Perotti); Zaniolo (Schick), Dzeko

3) 4-3-1-2

Utilizzato poco in carriera da Ranieri, il modulo a rombo potrebbe essere adatto alla rosa a disposizione del tecnico Verrebbe fuori una Roma affascinante, compatta ma allo stesso tempo in grado di sprigionare il talento offensivo con Zaniolo che potrebbe agire da trequartista o addirittura da intermedio nelle gare da assalto, con Perotti che agirebbe da 10, come accaduto spesso con Spalletti. Sullo sfondo anche la possibilità di tentare un improbabile recupero di Pastore, finora inadeguato in questa sua seconda avventura italiana.

Mezzala, esterno o trequartista: a Ranieri il compito di trovare la posizione migliore per Zaniolo e il suo enorme talento

A centrocampo, con De Rossi o Nzonzi a fungere da perno basso, Pellegrini e Cristante sarebbero gli intermedi, potendo sempre contare, oltre che su Zaniolo, anche su Alessandro Florenzi, il vero jolly di questa squadra. Il maggior dubbio verrebbe dalla presenza di tanti esterni in rosa come El Shaarawy, Under o Kluivert, che sarebbero costretti a riciclarsi come seconde punte e vedrebbero gli spazi assai ridotti rispetto ad ora.

4-3-1-2: Olsen; Florenzi (Santon), Manolas, Fazio, Kolarov; Cristante, De Rossi (Nzonzi), Pellegrini; Zaniolo, Schick, Dzeko

4) LA DIFESA A 3

Ranieri sorprese tutti a Napoli, nella sua prima esperienza romana, presentandosi con un’inedita difesa a 3 contro la formazione di Mazzarri. I partenopei ne furono completamente spiazzati, non avendo previsto questa soluzione tattica da parte della Roma e trovarono enormi difficoltà nel corso del primo tempo. Nonostante la Roma fosse andata sul doppio vantaggio, nella ripresa il Napoli riuscì a pervenire al pareggio, togliendo due punti fondamentali ai capitolini nella corsa scudetto. Anche nella stagione seguente, stavolta con molto meno fattore sorpresa, Ranieri tentò la stessa mossa ma con risultati catastrofici visto che la Roma praticamente non calciò mai in porta e fu surclassata dalla squadra di Mazzarri. Successivamente Ranieri ha giocato a 3 solo in questa suo ultima e poco fortunata esperienza al Fulham.

L’esperienza di Daniele De Rossi e il rapporto con Claudio Ranieri potranno essere fattori determinanti per la ripresa della Roma

Appare, quindi, improbabile, che il tecnico testaccino opti per questa soluzione tattica, anche in considerazione delle grosse difficoltà che la Roma ha incontrato quando Di Francesco è andato verso la difesa a 3, escludendo la magica notte col Barcellona. Ma nel calcio mai dire mai e quindi in tal caso potremmo ipotizzare una retroguardia con Manolas, Fazio e Juan Jesus. Florenzi e Kolarov agirebbero a tutta fascia mentre in avanti ci potrebbero essere diverse soluzioni. O un tridente con i due esterni larghi o un sistema di gioco col trequartista, che sarebbe Zaniolo oppure, infine, un classico 3-5-2 dove il gioiellino in maglia 22 agirebbe da mezzala sinistra.

3-5-2: Olsen; Manolas, Fazio, J.Jesus; Florenzi, Pellegrini, De Rossi (Nzonzi), Zaniolo, Kolarov; Schick, Dzeko

CONCLUSIONE

Già dalla conferenza stampa di presentazione si riuscirà ad avere un’idea più chiara circa le intenzioni di Claudio Ranieri anche se il tecnico testaccino ha spesso dimostrato grande flessibilità. Il nuovo allenatore avrà sicuramente bisogno di un periodo di adattamento, per conoscere bene la rosa e capire quali siano le soluzioni più adatte per rendere nuovamente la Roma solida e vincente.

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