Cagliari, Semplici: “Punto su un lavoro mentale, ma non mi sento normalizzatore”

Fonte foto: profilo twitter cagliari

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Si è presentato in conferenza stampa il neo allenatore del Cagliari, Leonardo Semplici: 

Dopo due allenamenti con la nuova squadra, in cosa consisterà la cura Semplici? “Ho trovato una squadra moralmente un po’ abbattuta dopo le tante gare senza risultato, che ha rappresentato un’involuzione rispetto alle aspettative. Penso che il mio compito sia soprattutto mentale, per portare di nuovo la giusta determinazione per quella che dev’essere un’impresa”.

Quali sono i punti di forza di questa squadra? “Questi ragazzi hanno dei valori che non sono ancora riusciti a dimostrare in questa prima parte del campionato. Ho accettato questa sfida per la piazza che rappresenta Cagliari, la sua storia e ho intravisto in questa rosa la possibilità di arrivare comunque all’obiettivo. Spero di portare insieme allo staff una ventata di entusiasmo e voglia di sovvertire questo momento”.

Che idea si è fatto del Cagliari fin qui e quanto crede nella salvezza? “La sfida l’ho accettata perché credo nella salvezza, non è stata una questione di soldi o contratto. Voglio portare qui la mia tipologia di lavoro, ma soprattutto voglio offrire la mia professionalità. Credo di poter liberare mentalmente questi ragazzi da alcune problemi: la rosa del Cagliari e gli investimenti fatti mi fanno intravedere i mezzi per salvarci. Ci sarà da fare un campionato con 15 finali e così dovremo affrontare gara dopo gara. In allenamento ho visto dei ragazzi che vogliono ripartire, non c’è molto da battere su modulo o aspetti tattici ma sul carattere ora”.

Lei ha vissuto l’impresa salvezza al primo anno con la Spal: su cosa si lavora con una squadra in questa posizione? “Pesa sempre l’aspetto della testa: ho rivisto alcune gare e ho visto una squadra che giocasse con il freno a mano tirato. Ma non per colpa di Di Francesco, che è un grande tecnico e che stimo e saluto. L’aspetto principale da curare ora sarà mentale, dobbiamo avere un approccio diverso di quello visto fino ad ora”.

Chi glielo ha fatto fare tornare dopo la precedente esperienza? “È una domanda che non accetto perché nella vita ci vogliono sempre delle sfide: è troppo facile presentarsi quando le cose vanno bene, se avessimo avuto 30 punti non sarei qui. Ma quando hai ricevuto da Cagliari quello che ho ricevuto io credo fosse arrivato il momento di dare qualcosa alla piazza”.

Cosa serve per la prima di queste 15 finali? “Mi ripeto serve una mentalità che ci lasci concentrati su tutti gli episodi. Sto preparando i ragazzi a quella malizia, la giusta conoscenza per preparare la gara per 90 minuti, facendo gioco ma dando equilibrio alle due fasi”.

Cambierà qualcosa in avanti e che spazio ci sarà per Nainggolan? “Voglio dare poche indicazioni ma precise, come modulo continueremo sulla falsa riga di quello già visto nelle ultime settimane. Ci saranno le mie idee ma non credo alle rivoluzioni, ho una rosa di grande valore ma non credo che il posizionamento di un singolo giocatore possa cambiare il risultato finale. Ho trovato grande disponibilità da parte dei ragazzi. Ho chiesto loro di migliorarsi per questo cammino in salita”.

Le piace l’etichetta di “normalizzatore” per questa squadra? “Non mi piace troppo come etichetta, ma mi auguro di riportare entusiasmo. Voglio far esprimere al meglio tutti, questo sì. Dobbiamo avere spirito di rivalsa, qualcuno può ritornare campione: voglio raggiungere l’obiettivo che ci siamo dati”.

Fonte: TMW

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