Bologna, Soriano a Dazn: “L’incontro con Mihajlovic ai tempi della Samp mi ha cambiato la vita”

Foto: profilo Facebook Bologna Fc 1909
E’ stato il capitano del Bologna, Roberto Soriano, il protagonista del format di Dazn, “Uno contro uno”. 
Il centrocampista rossoblù, nelle parole raccolte dal giornalista Alessio De Giuseppe, ha parlato della sua esperienza al Bologna, del rapporto con Sinisa Mihajlovic che gli ha cambiato la vita e dell’Europeo sfumato.

Sulla fascia da capitano. “Mi piace fare il capitano, cerco di dare tutto quello che ho alla squadra e alla società. So comunque che ci sono tanti altri ragazzi con esperienza e carattere, con cui ci dividiamo questo compito. Ci sono giocatori provenienti da posti diversi, io stesso mi faccio capire con tre-quattro lingue. So bene cosa significa per uno straniero arrivare in un Paese dove non conosci la lingua, ci sono passato: voglio che si sentano subito in una famiglia”.

Soriano è nato e cresciuto in Germania da genitori campani che gli hanno sempre trasmesso una forte ‘italianità’. “Per la mia carriera la Germania mi ha aiutato e devo dire che non ho mai sentito tanto la mancanza dell’Italia: lì avevo tanti amici italiani, in casa parlavamo soltanto il dialetto campano. All’inizio facevo fatica a parlare in perfetto italiano. Con gli arbitri a volte mi scappa qualche parola in campano o in tedesco quando sono nervoso. Con Arnautovic comunico in tedesco, soprattutto quando c’è qualche punizione dal limite,così gli avversari non capiscono il modo con cui vogliamo calciarla”.
L’incontro con Mihajlovic ai tempi della Sampdoria gli ha letteralmente cambiato la vita. “Fino a quel punto lì non avevo giocato sempre con continuità e quindi è importante per un giovane avere un allenatore che concede tutta questa fiducia, si ha la possibilità di sbagliare. Mi ha aiutato molto. Ricordo il primo allenamento, abbiamo fatto una partitella dove avevo giocato veramente bene e lui mi ha detto: ‘Se giochi libero come oggi sarai uno dei miei titolari’. Per un ragazzo è bello sentirsi dire queste cose da un mister come Sinisa, sicuramente ha dato una bella spinta alla mia carriera”.
Rispetto alla scorsa stagione, i compiti di Soriano in fase difensiva sono aumentati e, a risentirne, è la lucidità in zona goal. “Mi manca giocare più vicino alla porta, ma vogliamo prendere meno goal e quindi dobbiamo correre e difendere tutti di più, sacrificandoci. Quest’anno comunque c’è Marko (Arnautovic, ndr) che vede sempre lo specchio della porta”.
L’esclusione dalla lista dei 26 che hanno vinto gli Europei è stata una piccola delusione, cancellata dalla gioia per il trionfo azzurro a Wembley. “A dire la verità l’anno scorso ci ho creduto molto, proprio perché ho vissuto una buona stagione a livello personale con dei numeri positivi per un centrocampista/trequartista. Il calcio è così, il mister Mancini ha fatto delle scelte e le ho rispettate. Ho tifato Italia come se avessi giocato, quindi ho gioito come un bambino di cinque anni alla vittoria degli Europei. Non ho mai gufato, anche perché in Germania io e i miei amici italiani eravamo quasi dei piccoli ultras quando giocava l’Italia: non è cambiato niente per me”.
Nicola Sansone è più di un semplice compagno di squadra.
“Io sono contentissimo di aver trovato un fratello calcistico, più o meno abbiamo la stessa storia familiare. Ci siamo subito trovati bene insieme, è come se parlassi con mio fratello. Parliamo di tutto: quando le cose vanno male siamo lì a discutere di cosa possiamo far meglio”.
Una partita che vorrebbe cancellare? “Bologna-Frosinone”.
Il suo idolo da bambino? “Non ne avevo uno in particolare, anche se Ronaldo il ‘Fenomeno’ lo seguivo tanto”.