Allegri a Sky Calcio Club: “Ritorno alla Juve? Non credo. Vi dico i veri motivi dell’addio…”

Fonte foto: Screen da video di "Goal Italia"
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Nella serata di ieri Massimiliano Allegri è stato ospite di Caressa & e co nella trasmissione Sky Calcio Club. Tanti i temi toccati dall’ex allenatore di Juventus e Milan

Del futuro non so ancora niente. Ma a giugno voglio tornare, mi diverte ricominciare ad allenare“. Queste le dichiarazioni di Massimiliano Allegri a Sky Calcio Club. L’ex allenatore della Juventus si è raccontato a 360°, dal suo passato in bianconero fino ad arrivare a chiarire le voci riguardo il suo futuro. Poi, un siparietto su un tema tanto dibattuto al momento: la costruzione dal basso…

Spesso si parlava di me in contrapposizione ai “giochisti”. Io sono cresciuto con allenatori vecchio stile e credo che non sia tutto da buttare né questo né quello. Il calcio è roba seria, serve equilibrio. Bisogna mettere al centro di nuovo il giocatore e lavorarci. La tattica serve, ma poi in Europa affronti giocatori che passano la palla a 100 all’ora, bisogna tornare a lavorare sui settori giovanili e sulla tecnica individuale“.

A me dispiace dirlo, ma i giocatori sono diventati uno strumento per dimostrare che gli allenatori sono bravi. Io sono stato innamorato perso dei miei giocatori, ieri ho visto con mio figlio un servizio su Ronaldinho e mi sono emozionato. Non si può mettere al centro la tattica se non hai i giocatori giusti”.

Bisogna fare un passo indietro e tornare a lavorare dall’Abc. Chi è che non fa la costruzione dal basso? La Juventus è stata sfortunata, forse nelle due gare avrebbe anche meritato di passare, ma io ne faccio un discorso globale. I giocatori bravi tecnicamente è un piacere vederli e bisogna curare questo aspetto soprattutto nelle giovanili. Bisogna avere dieci giocatori che si passano bene la palla, se no diventa un problema”.

Sull’addio alla Juventus: “Sono stato cinque anni benissimo, la chiusura è arrivata in modo naturale – dice -. Mi dispiace che la Juventus abbia perso, ma dobbiamo dare meriti al Benevento. Non guardiamo sempre le cose negative, il Benevento oggi ha fatto una partita importante. Parliamo anche di chi fa le cose in maniera positiva. Cosa è successo con Andrea Agnelli quando ci siete divisi? C’è stata una diversità di vedute. Non sapevo di Sarri, assolutamente. Non ce ne siamo nemmeno resi conto, è stata una chiusura naturale. La scelta è stata del presidente ovviamente, ma con lui sono rimasto in ottimi rapporti”.

Su un possibile ritorno in bianconero: “Alla Juve? No, c’è Pirlo che sta facendo bene. Quando allenavo guardavo poche partite, mi annoiavo. Ora invece tante, anche per cercare di capire le sostituzioni, ma non ne indovinavo una. Ho fatto delle riflessioni, penso che per il calcio italiano dobbiamo rimboccarci tutte le maniche, le eliminazioni delle italiane debbano farci riflettere“.

Cosa manca alla Juve per tornare in finale di Champions? “Non lo so. Una cosa che mi ha insegnato Fabio Capello (presente in collegamento video da Marbella, ndr) è che vedendo i giocatori dall’esterno forse li avrei mandati via, mentre allenandoli poi è un’altra cosa. Come faccio a dire cosa manca? Io dico che la Juventus ha lavorato bene, è in finale di Coppa Italia quindi può vincerla e entrare nelle prime 4 in campionato, non sarebbe male“.

Sull’Inter: “Ha la potenzialità per fare un’ottima Champions il prossimo anno. Barella e Bastoni sono cresciuti molto, Conte sta facendo un gran lavoro già dallo scorso anno”.

Tra Ronaldo e Messi: “Se scelgo Ronaldo o Messi? Sono due giocatori diversi. Uno è più grande (CR7), uno è più forte (Messi). Su Haaland si può lavorare tecnicamente, ma ha un potenziale incredibile, su 10 metri te ne leva 7“.

Sulla difesa a 3 o a 4: “A 3 con la Juve mai giocato. Galliani mi diceva che nessuno in Europa ha mai vinto la Champions giocando a tre“.

Tra Iniesta e Pirlo: “Due giocatori diversi, potevano giocare insieme. Dico Pirlo perché l’ho allenato, ma anche Iniesta… Quel Barcellona me lo sognavo di notte, in un anno l’ho affrontato quattro volte“.

Tra Suarez e Morata: “Per carriera Suarez. Però Alvaro è cresciuto molto. Lui le partite secche le decide. Noi andiamo in finale nel 2015 perché lui fa il gol col Real e poi in finale. È micidiale nelle gare secche“.

Su Bentancur: “A mio modesto parere, non può giocare davanti alla difesa. Ci può giocare una partita. È come una riserva che gioca 1-2 partite ma non può farne 5. Lui anche con me giocava davanti la difesa, ma poi tornava a far la mezz’ala. Ha un tempo di gioco non adatto, perché stoppa, pensa e poi gioca“.

Centravanti preferiti?: “Benzema, Lewandowski, Ibrahimovic ora che fa il centravanti come gli avevo chiesto io. Kean? Bravo ma deve crescere, non è al loro livello. Haaland? C’è da lavorarci tecnicamente ma ha uno strapotere fisico incredibile. E poi Higuain, ha una tecnica strepitosa“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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