41 gol nelle 9 partite disputate: si è cambiato il modo di pensare in Serie A?

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In quattro giornate di campionato siamo arrivati a 136 gol segnati, un dato che nelle ultime annate non si era mai visto. E allora, è solo un caso causa scarsa preparazione estiva per le varie tempistiche o abbiamo proprio cambiato il modo di pensare e vedere calcio?

Dalla stagione 2016-2017 ad oggi – nelle prime quattro giornate – si sono registrate rispettivamente 111, 114, 105, 123 e 136 reti. E mancano ancora due partite, se vogliamo essere pignoli, da recuperare e che potrebbero incrementare ancor di più il dato dei gol all’attivo. Diciamo 130 in linea di massima se non contiamo quelle due vittorie a Tavolino di Verona e Juventus. Detto ciò la media si è decisamente alzata: da 2,80 a 3,70 gol a partita fino adesso. Un numero impressionante. E fa strano come il nostro movimento, dall’essere i fautori e malati di tattica “difensivista” sia decisamente cambiato.

Noi che con le nostre difese blindate abbiamo esportato in Europa e nelle Coppe una filosofia che negli anni, si, ha pagato (ma anni e anni fa) ma che con l’evoluzione del calcio moderno e  “offensivo”, inteso quello come dicono tutti “con i terzini che fanno le ali e i difensori che fanno gli attaccanti” ha avuto più di un problema. La sensazione è che si stia andando in un altra direzione: la regola di poter incominciare l’azione da dietro con i propri difensori che possono stare in area sul rinvio del portiere ha dato la testa a molti allenatori che accettano il rischio pur di far vedere qualcosa di bello, di “esteticamente apprezzato”, il voler rincorrere un calcio Europeo. E quindi palleggio, uno-due nello stretto e uscita palla al piede. Poi però bisogna vedere la media tra gol presi e fatti con un uscita palla pulita da dietro.

La verità Atalanta

In Italia c’è una mezza verità che può essere la risposta a queste domande e incognite sul perchè si segna tanto. E la verità si chiama Gian Piero Gasperini che, secondo molti e il sottoscritto, ha avuto un influenza enorme sui vari allenatori italiani. Dal primo all’ultimo. Ma in tutto. Nei metodi di fare allenamento e di fare la partita. E veder l’Atalanta che al suo primo anno in Champions League stava per buttare fuori Neymar e compagni ha aumentato tantissimo l’autostima di tutti quegli allenatori che inseguono la spettacolarità.

Come lo è stato Guardiola da 10 anni a questa parte a livello Europeo, Gasperini, Sarri, De Zerbi e tanti altri sembrano che abbiano dato un input e una svolta al modo di pensare calcio da noi in Italia. Una svolta che si è vista nella sua accezione più negativa nel Derby di Milano di Sabato per Antonio Conte che con Perisic da una parte e Hakimi dall’altra ha sì fatto male al Milan ma poi ha subito enormemente le ripartenze dei rossoneri. Diceva Allegri che “è tutta una questione di equilibrio”, parola fondamentale sia per offendere che per difendere nel calcio di oggi. Staremo a vedere come ci evolveremo anche su palcoscenici Europei, a partire da domani che ritorna la Champions League!

foto: Profilo Twitter Serie A

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