14 punti persi da situazione di vantaggio: Torino, abbiamo un problema

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Se il calcio fosse una scuola di numeri in scala da 0 a 10 il Torino sarebbe al primo posto, ma partendo dal basso. Perchè ‘sempre lui, sempre il Torino, ancora una volta, meravigliosamente, il Torino’ riprendendo la cuffia (in maniera sarcastica) di Massimo Marianella su Didier Drogba nella finale di Coppa dei Campioni 2012. Ma a parte gli scherzi i Granata hanno un grosso, grossissimo problema come l’Apollo 13 nel 1970: la tenuta mentale e le rimonte subite. 14 punti persi da situazione di vantaggio ma in 8 giornate. Numeri tremendi per gli occhi del ‘positivo’ Marco Giampaolo che nel match di San Siro di ieri pomeriggio ha ancora assaporato – gusto permettendo – il sapore dei punti per 1 ora ma alla fine si è ritrovato con niente, con Zero appunto.

Se con l’Atalanta puoi permetterti di subire una rimonta, già quelle subite con Cagliari, Sassuolo, per non parlare di Lazio e Inter, non possono far dormire sonni tranquilli. Ma per un motivo molto semplice: così non ti salvi. La squadra di Giampaolo non è in grado di sopperire alla pressione, non è in grado di soffrire, non è in grado di reggere il ritmo sovrastante degli avversari che devono rimontare. E questo fa specie per una squadra ormai da diversi anni in Serie A e abituata ad affrontare certe piazze. Ma fa ancor di più specie per una formazione che poco più di un anno fa faceva i preliminari di Europa League.

La domanda ora diventa lecita: Giampaolo è l’uomo giusto per far fare un salto di qualità sotto l’aspetto mentale? Perchè tatticamente i granata senza Belotti e con i favori del pronostico del tutto contro hanno dato lezione alla squadra di Conte per 60 minuti abbondanti ritornando su quella tanto cara difesa a 3 ‘Mazzarriana’ che tanto di bene ma anche di male aveva fatto. L’ex tecnico rossonero per modo di fare calcio e modo di rapportarsi coi giocatori non da la sensazione di garantire una certa empatia col gruppo. Certo, poi ci sono i giocatori che ieri di fatto nell’ultima mezz’ora sono ritornati sulla terra facendo disastri su disastri: palle perse, marcature blande, linee spezzate e tanta confusione che hanno portato a gol evitabili (specie il secondo di Lukaku).

La classifica piange

Si perchè alla fine nel calcio parlano anche i numeri. E la classifica ora dice che il Toro è 18° a 5 punti con la peggior difesa del campionato insieme al Benevento (20 gol subiti). Manca tantissimo, ci mancherebbe. Ma la sensazione è che le concorrenti davanti siano più ‘squadre’ in questo momento per organizzazione, qualità di gioco e qualità nei singoli. Se andiamo a dare una sbirciata alla rosa granata c’è pochissima qualità, soprattutto in mezzo al campo che di fatto è il reparto che garantisce l’identità di squadra. Formazione inoltre che si aggrappa praticamente sempre sulle spalle del Gallo che fino adesso ne ha messi dentro 6 su 14 complessivi.

Insomma c’è un più di una gatta da pelare per Giampaolo, a cui fino a questo momento si può riconoscere il coraggio nell’aver lanciato Singo, terzino 2000 ivoriano che ha letteralmente fatto impazzire Young e non solo. Detto ciò c’è tempo, ma le prossime 3 trasferte dicono: Juventus, Roma e Napoli. Leccarsi le ferite e ripartire.

foto: profilo Twitter Torino

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