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Sergio Ramos: “Addio Ronaldo al Real Madrid? Ci hanno perso entrambi”

Sergio Ramos: “Addio Ronaldo al Real Madrid? Ci hanno perso entrambi”

Foto: profilo Twitter Sergio Ramos

Il difensore e capitano del Real Madrid, Sergio Ramos, ha rilasciato un’intervista a Chatting Quietly dove ha parlato dell’addio di Cristiano Ronaldo ai “Blancos“:

In quella storia hanno perso tutti,sia Cristiano sia il Real Madrid. Io non lo avrei lasciato andare via perché è uno dei migliori giocatori del mondo e ci avrebbe aiutato a vincere ancora. Sono quelle relazioni che devono durare per la vita. Prima della finale di Kiev ha preso questa decisione, ma fino alla fine speravo che cambiasse idea. Non potevamo comunque biasimarlo: sapevamo che avrebbe dato tutto in ogni caso, è un giocatore determinante e questi giocatori hanno il diritto di prendere certe decisioni. Ho un affetto particolare per Laporta perché mi piace molto, ma non c’è alcuna possibilità che io possa andare al Barcellona. Nella vita ci sono cose che i soldi non possono comprare. Alla stessa maniera non vedrei mai gente come Xavi o Piqué a Madrid. Messi? Lui lo riceverei volentieri. Nelle prime settimane lo ospiterei in casa mia – ha scherzato Ramos -, lo abbiamo sofferto nei suoi anni migliori e non averlo più contro sarebbe una cosa buona”. Il difensore ha poi fatto chiarezza sul suo rinnovo: “Io sono una persona molto ottimista e credo nel lavoro, quando ti sforzi le cose arrivano. Come ho già detto, non ci sono novità. So che ci sono molte aspettative, ma posso assicurare che se ci fossero delle novità sarei il primo ad annunciarle per far stare tranquilla la gente. In questo momento sto pensando solo a tornare in campo e a chiudere la stagione con qualche titolo. Ciò che mi piacerebbe è andare via con la coscienza pulita, avendo dato tutto per un club. Non so se sarà oggi, domani, o tra cinque anni. Spero tra molto tempo. Non dipende soltanto da me, ma vorrei andare via dalla porta più grande. Il calcio si è evoluto in meglio a livello fisico. I miei 34 anni sono i 28 di dieci anni fa. Mi sento più forte, più veloce e con più esperienza. E, in futuro, credo che lascerò il calcio per una questione mentale, non fisica. In questo momento sono tranquillo, la mia mentalità fa la differenza nella quotidianità e curo molto il mio fisico. Credo che potrei arrivare al Mondiale di Messico 2026: sarei l’unico giocatore a disputare 6 Mondiali. Avrei 40 anni, ma sarei ancora utile. Ma vediamo giorno dopo giorno. Mi piacerebbe avere in squadra Mbappè e Haaland. Per il primo la strada mi sembra più complicata, credo che in questo momento sia più facile arrivare a Haaland. Per il Real non sarebbe male rinforzarsi con lui. Avrebbe un grande rendimento. Lo stesso vale per Mbappé, ma in quel caso le condizioni economiche sarebbero più complicate”.

FONTE: sport.sky.it

 

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Gravina: “Riapertura stadi? Farlo per un numero limitato non comporterebbe rischi”

Gravina: “Riapertura stadi? Farlo per un numero limitato non comporterebbe rischi”

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto in video conferenza con la Commissione dello Sport del Comune di Firenze per parlare della possibile riapertura degli stadi:

Parlare di calcio in questo periodo ci dà energia in un momento così critico. Stiamo vivendo un momento di grande difficoltà e sicuramente il calcio di base è quello che sta soffrendo maggiormente. Stiamo cercando con grande tenacia di far capire quanto sia fondamentale la pratica dello sport. Io credo che non ci sia nulla di offensivo nel declinare un concetto a me tanto caro che ‘Lo sport è cultura’. In stadi da sessantamila posti fare entrare qualche migliaio di persone non credo sia un pericolo per la salute dei nostri tifosi e per la salute dei nostri atleti. Considero che il mondo del calcio debba potenziare settore giovanile e infrastrutture. Ho scritto con piacere al presidente Draghi come avevo fatto con il presidente Conte, accettando le urla giunte a Roma da Firenze da Barone e Commisso che si sono sentiti penalizzati per la realizzazione della casa nuova della Fiorentina. Un luogo dove potersi vedere e incontrare, da vivere quotidianamente. Il nostro paese è molto indietro dal punto di vista delle infrastrutture. Oggi non possiamo più pensare di andare avanti nelle condizioni attuale, serve il cambiamento. Le infrastrutture significano diffondere la possibilità di offrire ai nostri figli e nipoti di svolgere la pratica sportiva in sicurezza e maggiore dignità. Ho incontrato il sindaco di Firenze, Nardella e abbiamo ragionato sulla questione stadio. Ha piacere di coinvolgere sport e cultura. Riteniamo che dovremo rientrare nelle schede del Recovery Fund perché lo sport è cultura. Dedicare gli spazi al Museo sarebbe molto importante per far conoscere la storia delle nostre nazionali a milioni di appassionati. Per un’ottica anche di un tour turistico: dalle gallerie fiorentine ai musei dentro il gioiellino del nuovo Franchi che Nardella sta progettando. Da parte nostra massima vicinanza al sindaco e alla Fiorentina. Guai a chi non agevolasse percorsi di questo tipo con società che hanno voglia di investire“.

FONTE: www.calciomercato.com

 

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Calciomercato Lipsia: preso Brobbey dall’Ajax

Calciomercato Lipsia: preso Brobbey dall’Ajax

Il Lipsia mette a segno il suo primo colpo di mercato. Nella giornata di oggi, il club tedesco ha ufficializzato l’acquisto dell’attaccante olandese Brian Brobbey attualmente in forza all’Ajax.

Il calciatore, si trasferirà al Lipsia a parametro zero. Dopo i tanti contatti nelle ultime settimane tra il club tedesco e Mino Raiola (agente del giocatore) l’ufficialità è finalmente arrivata. L’attaccante classe 2002, ha messo a segno 4 gol e due assist in 11 presenze con la maglia del club di Amsterdam in questa stagione. Sua la rete del 3-0 nell’andata degli ottavi di finale di Europa League contro lo Young Boys nella giornata di ieri.

Fonte: GianlucaDiMarzio.com

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Juventus, Padovan: “Pirlo resterà ma il fallimento è nei fatti”

Juventus, Padovan: “Pirlo resterà ma il fallimento è nei fatti”

Foto: logo Juventus

Giancarlo Padovan, per Calciomercato.com, ha analizzato l’attuale momento della Juventus e il futuro dell’allenatore bianconero Andrea Pirlo.

Queste le parole di Padovan sul momento della Juventus: “Fuori dalla Champions oggi come un anno fa. Mentre nell’agosto scorso, Andrea Agnelli provvide prontamente ad esonerare Maurizio Sarri, fresco vincitore del suo primo scudetto (nono per la Juventus), ora non accadrà nulla. Andrea Pirlo, quello che molti chiamano il maestro preconizzandone una grande carriera solo perché è stato un formidabile centrocampista, resterà sulla panchina della Juventus almeno fino a fine stagione e, magari, anche l’anno prossimo. Difficile che il presidente sconfessi la sua scelta nonostante il fallimento sia nei fatti ancor prima che nelle parole. Lo scudetto è ormai dell’Inter, la Champions è andata, l’unica sfida che rimane aperta è la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, un misero contentino al pari della Supercoppa conquistata ai danni del Napoli. Senza contare che il posto per la prossima Champions, va preso battendo una concorrenza agguerrita. Il fallimento non è solo sportivo, ma anche economico: solo l’eliminazione è costata dieci milioni e mezzo di euro“.

Fonte: Calciomercato.com

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Marelli sulla rete di Kessie: “Il gol non doveva essere annullato”

Marelli sulla rete di Kessie: “Il gol non doveva essere annullato”

L’ex arbitro Luca Marelli, ha commentato la rete di Franck Kessie contro il Manchester United annullata con  l’ausilio del VAR per un presunto  tocco di mano del giocatore rossonero.

Queste le parole dell’ex arbitro: “Kessie riceve il pallone da rimessa laterale, controlla il pallone e poi segna. La rete viene annullata per un presunto fallo di mano dell’ivoriano, ma da tutte le inquadrature non si vede il tocco di braccio del giocatore rossonero. Sappiamo che nelle azioni offensive, se c’è un tocco di mano, in caso di gol, la rete va sempre annullata. Quindi in queste situazioni non si deve fare nessuna valutazione, ma solo rilevare se c’è stato o meno un tocco di mano. Vincic ha annullato la rete su indicazione del VAR, quindi l’errore non è dell’arbitro che si è fidato dei suoi colleghi al VAR. Per cambiare la decisione dell’arbitro, ci dovrebbe essere un chiaro ed evidente errore, ma da tutte le inquadrature, che ricordiamo sono le stesse immagini che vedono nella sala VAR, non si vede chiaramente il tocco di mano di Kessie. Se non c’è la certezza del tocco di mano, deve essere confermata la decisione presa in campo dall’arbitro“.

Fonte: MilanNews.it

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