Il Giudice Sportivo ha inflitto alla Salernitana la sconfitta per 0-3 a tavolino contro la Sampdoria, in seguito agli episodi di violenza avvenuti durante il ritorno dei playout di Serie B. La gara, interrotta al 21° minuto del secondo tempo, è stata definitivamente sospesa per il lancio di petardi, fumogeni e seggiolini da parte dei tifosi granata, in particolare dalla Curva Sud e dai Distinti. Il tentativo di forzare i cancelli d’accesso al campo da parte di alcuni sostenitori ha aggravato la situazione, costringendo le forze dell’ordine a intervenire per evitare l’invasione.
Il comunicato ufficiale della Lega Serie B ha confermato la decisione di assegnare la vittoria a tavolino alla Sampdoria, che al momento della sospensione conduceva già per 0-2. Inoltre, la Salernitana dovrà disputare le prime due gare ufficiali della prossima stagione a porte chiuse, come ulteriore sanzione per la gravità dei fatti. Il club campano è stato ritenuto responsabile oggettivamente, secondo l’articolo 26 del Codice di Giustizia Sportiva, nonostante le attenuanti previste dagli articoli 29 e 10.
La decisione arriva dopo un’attenta analisi dei rapporti dell’arbitro e della Procura federale, che hanno documentato in dettaglio le intemperanze sugli spalti. Il tentativo di riprendere la partita è fallito a causa della ripresa dei disordini, rendendo inevitabile la sospensione definitiva. Una pagina nera per il calcio italiano, che riaccende il dibattito sulla sicurezza negli stadi e sulla responsabilità dei club.
Le motivazioni del Giudice Sportivo: responsabilità oggettiva e violazioni gravi
Il Giudice Sportivo ha motivato la sanzione con la gravità e la reiterazione degli episodi di violenza, che hanno messo a rischio l’incolumità di giocatori, ufficiali di gara e forze dell’ordine. Il rapporto arbitrale ha evidenziato il lancio di oggetti pericolosi e il tentativo di invasione del campo, elementi che hanno portato alla sospensione definitiva della gara. Il club granata è stato punito anche per non aver garantito l’ordine pubblico all’interno dello stadio, come previsto dalle normative federali.
Il provvedimento include l’obbligo di disputare due gare a porte chiuse, una misura che avrà un impatto economico e sportivo significativo sulla Salernitana. Il club dovrà ora affrontare anche le conseguenze disciplinari e organizzative, in vista della prossima stagione in Serie C. La decisione del Giudice Sportivo rappresenta un segnale forte contro ogni forma di violenza negli stadi, e potrebbe costituire un precedente per casi simili in futuro.
Il comunicato ufficiale sottolinea che la responsabilità oggettiva del club è stata accertata, nonostante l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e degli steward. La Salernitana potrebbe valutare un ricorso, ma le possibilità di ribaltare la decisione appaiono limitate, vista la documentazione raccolta. Il caso ha suscitato reazioni contrastanti tra tifosi e addetti ai lavori, alimentando il dibattito sulla gestione dei playout e sulla necessità di riforme strutturali.