Mohamed Salah celebra Luciano Spalletti come il miglior allenatore della sua carriera, superando nomi illustri come Mourinho e Klopp. In un’intervista rilasciata a France Football, il campione egiziano rivela: “Con lui sono migliorato tantissimo, sia tatticamente che mentalmente. Mi ha dato fiducia e mi ha permesso di esprimere il mio talento”, riferendosi al periodo condiviso alla Roma. Spalletti, ora CT della Nazionale, riceve così un tributo personale e tecnico da uno dei migliori giocatori al mondo.
Salah sottolinea il ruolo centrale di Spalletti nel suo percorso calcistico, un allenatore capace di valorizzare il talento e di contribuire alla crescita dell’uomo oltre che del giocatore. A differenza dell’esperienza con Mourinho al Chelsea — dove non fu valorizzato — e di quella con Klopp, il legame con Spalletti è stato decisivo per il salto di qualità. Un riconoscimento che non solo onora il tecnico italiano, ma rilancia il valore formativo dei club di Serie A nel panorama internazionale.
Salah si racconta: il calcio, i miti africani e i sogni incompiuti
Nel corso dell’intervista, l’attaccante del Liverpool non ha esitato a definirsi “il miglior giocatore africano di sempre”, senza falsa modestia. Pur riconoscendo l’eccellenza di leggende come George Weah, Samuel Eto’o, Didier Drogba e Yaya Touré, Salah sostiene con orgoglio la sua posizione al vertice, forte dei successi raggiunti. La Champions League vinta con il Liverpool rappresenta l’apice delle emozioni vissute in carriera.
Tra i difensori più difficili affrontati, Salah cita Sergio Ramos, ma ammette di non riuscire a scegliere un singolo nome. Quando si parla del compagno ideale, svela: “Eden Hazard, anche se non abbiamo giocato insieme nel mio periodo migliore. Mi sarebbe piaciuto condividere il campo con Steven Gerrard e Thierry Henry.” Una frase che rispecchia la dimensione internazionale e il sogno mai realizzato di affiancare icone del calcio inglese e francese.
Le parole di Salah risuonano come un manifesto d’autenticità, e rilanciano il ruolo dell’Italia nel formare talenti globali. Spalletti, in particolare, ne esce come figura centrale nella narrazione di un campione che continua a scrivere pagine indelebili nella storia del calcio.