Sacchi: “Conceicao lasciato solo. Questo Milan paga le colpe di una società non presente”
Arrigo Sacchi ha recentemente espresso le sue preoccupazioni sul Milan e sulla gestione del club, sottolineando le difficoltà che l’allenatore Conceicao sta affrontando. In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Sacchi ha evidenziato come la mancanza di una dirigenza presente e solida stia pesando sulle prestazioni della squadra rossonera.
La mancanza di una società presente
Sacchi ha sottolineato l’importanza di avere una società alle spalle capace e presente. Ha ricordato i suoi anni al Milan, quando poteva contare su Berlusconi e Galliani, due figure di grande spessore che lo supportavano in ogni decisione. “Nel calcio una delle cose più importanti per un allenatore è avere una società e una dirigenza alle spalle solida, capace e presente. Ecco, non credo che Conceicao ce l’abbia”, ha detto Sacchi.
Confronto con il Bologna
In confronto, Sacchi ha elogiato la gestione del Bologna, evidenziando come negli ultimi anni abbiano operato molto bene e stiano ottenendo risultati positivi anche quest’anno. “Mi pare che in questi anni abbiano operato molto bene e che stanno facendo bene anche quest’anno”, ha osservato Sacchi. Per la partita di recupero tra Bologna e Milan, Sacchi ha dichiarato che “con questo Milan può succedere di tutto”, mostrando così il suo scetticismo riguardo alla squadra rossonera.
Critiche alla gestione del mercato
Sacchi ha anche criticato la strategia di mercato del Milan, evidenziando come l’acquisto di venti giocatori senza un’idea chiara non porti a buoni risultati. “Il fatto che abbiano comprato una ventina di giocatori mi suona malissimo. Prima devi avere un’idea e lavorare su quello. Se prendi i giocatori per il nome che hanno hai poche speranze”, ha commentato l’ex allenatore.
Riflessioni finali
Infine, Sacchi ha ribadito l’importanza di avere una visione chiara e un progetto solido per costruire una squadra vincente, facendo riferimento al suo successo con il Milan degli anni ’90. “Io volevo lavorare, i giocatori mi seguivano, la stampa era un po’ titubante. Berlusconi mi chiese di cosa avevo bisogno, gli dissi che se ogni tanto veniva a parlare ai giocatori… venne un sabato, ci convocò nella sua sala, parlò per 27” dicendo solo ‘ho una totale fiducia e stima in Arrigo’. Punto. Da lì iniziammo a essere squadra e a vincere”, ha concluso Sacchi.