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Rivalità Storiche: Hertha vs Union, il Derby di Berlino e il muro che separò 2 squadre mai in guerra tra di loro

Rivalità Storiche: Hertha vs Union, il Derby di Berlino e il muro che separò 2 squadre mai in guerra tra di loro

La storia di una partita, che si lega inevitabilmente soprattutto a quella di un paese e di una città. Hertha vs Union, il derby di Berlino

Domani sera alle 20.30 l’anticipo di Bundesliga offre un match molto suggestivo. Si tratta di un derby, quello di Berlino tra Union e Hertha. Scontro sentito più che altro per motivi geopolitici, ma che sta iniziando a diventare una sfida sempre più stabile e presente nel campionato maggiore tedesco. I “ferrei” dell’Union sono alla seconda Bundesliga della loro storia e hanno iniziato molto bene quest’anno, attualmente al sesto posto e imbattuti dalla seconda giornata. Dall’altra parte, l’Hertha Berlino sta affrontando un periodo complesso, che ha costretto la squadra a trovarsi a soli 3 punti dalla zona retrocessione. “La Vecchia Signora” di Germania non ha ancora vinto in casa e sicuramente il derby di domani potrebbe essere un ottimo palcoscenico per guadagnare i primi 3 punti della stagione all’ Olympiastadion. Ma quali sono le origini di queste 2 squadre e di questa sfida affascinante e piena di storia?

DUE SQUADRE VICINE, MA CHE PER ANNI NON SI SONO MAI INCONTRATE

Gesundbrunnen e Oberschönweide sono i quartieri dove nacquero ,rispettivamente, Hertha e Union. Entrambe indossavano maglie a tinte bianche e blu all’inizio della loro storia. L’Union poi cambiò i colori, e scelse di sostituire il blu con il rosso. Nel 1892 avviene la nascita dell’Hertha, seguita dalla comparsa dell’Union dopo 14 anni nel 1906. La squadra più “anziana” è certamente la più prestigiosa, nonché una delle fondatrici della federazione nazionale tedesca DFB. Già negli anni precedenti alle 2 guerre Mondiali, nelle competizioni regionali prevaleva quasi sempre l’Hertha Berlino, con pochi successi però a livello nazionale. La rivalità principale non era con l’Union, che invece militava in serie inferiori, ma maggiormente con il Tennis Borussia Berlin, club preferito della bohème berlinese. Si parla addirittura di un clima di amicizia e fratellanza tra Union e Hertha, con i tifosi dei “fabbri ferrei” spesso impegnati a sostenere i bianco-blù durante le loro partite.

I successi delle 2 berlinesi iniziano ad arrivare soprattutto negli anni 20, dopo la Prima Guerra Mondiale. L’Hertha è stabilmente tra le finaliste della competizione nazionale e vince il suo primo titolo nella stagione 1929-1930. L’Union invece ottiene successi nei tornei regionali, dopo un periodo cupo dovuto alla chiamata alle armi per molti suoi giocatori durante la Grande Guerra.

Dopo una prima riorganizzazione delle competizioni attuata dal regime nazista, il calcio Mondiale subisce un duro tracollo in seguito al secondo conflitto Mondiale. La fine della guerra segna una spaccatura profonda nella città di Berlino, che rappresentò il simbolo della spartizione della Germania tra gli Alleati ,usciti vincitori dal conflitto. Le 2 squadre erano ormai diventate praticamente Germania-Ovest e Germania-Est; ovvero Hertha e Union. All’Hertha furono vietate sin da subito match contro squadre del polo orientale e si iniziò a creare una distanza politica tra i 2 club. La rivalità per l’Union (allora chiamata TSC Berlin) fu prevalentemente contro la Dinamo Berlino; una rivalità nella quale l’Union rappresentava “la squadra della dissidenza”, che ripudiava gli amici del potere. Sempre in questo periodo cambiarono i colori societari del club, che divennero quelli attuali, cioè bianco e rosso. La costruzione del Muro di Berlino nel 1961 fortificò questa situazione di distanza tra due tifoserie amiche, che non poterono soffrire e gioire insieme per lo sport che amavano per i successivi 30 anni.

IL “WIEDERVEREINIGUNGSSPIEL”, LA PARTITA DELLA RIUNIFICAZIONE

Il 9 Novembre del 1989 avvenne il crollo del Muro di Berlino. 30 anni di spaccature nel popolo tedesco, ma soprattutto quello berlinese, vennero interrotti da un evento storico e memorabile. Nel calcio tedesco ci furono subito cambiamenti importanti. La RDT venne cancellata e tutte le squadre appartenenti alla Federazione orientale entrarono a far parte della Germania federale. Dopo 3 anni ci fu anche la prima edizione della Bundesliga, ma sicuramente l’episodio calcistico più importante per il paese fu la “partita della riunificazione”.

Il 21 Gennaio 1990 all’Olympiastadion Union e Hertha scesero in campo insieme, da avversari ma soprattutto da uomini appartenenti alla stessa patria. 51270 spettatori assistettero alla partita amichevole, che simboleggiava la rappacificazione tra 2 squadre in realtà mai state in guerra tra di loro. Il match finì 2-1 per l’Hertha e il momento cruciale fu la rete del pareggio momentaneo dell’Union, siglato da Andrè Sirocks, che mise a segno il primo gol del club in un territorio non appartenente alla vecchia RDT. Il clima di festa e vivacità pervase tutto lo stadio e gli applausi dei tifosi non facevano distinzione tra i bianco-rossi e i bianco-blu. E questo momento storico e decisivo precedette di pochi mesi il successo della Germania ai Mondiali in Italia, coronamento della forza di questa riunificazione.

I PRIMI SCONTRI IN CAMPIONATO: LA RIVALITA’ INIZIA AD ACCENDERSI

Cori di scherno e insulti. Nel 2010 il primo match tra Union e Hertha in competizioni ufficiali fu probabilmente il primo episodio di rivalità vera tra le 2 tifoserie. I 2 club erano allora entrambi in 2.Bundesliga e l’andata si disputò allo Stadion A der Alten Försterei. Fu sorprendente per molte persone sentire frasi poco eleganti e sfottò, ma dopotutto si trattava di un derby. E forse solo nel 2010 iniziò veramente questa rivalità, che non c’era mai stata. Ma come tra Inter e Milan, Roma e Lazio, City e United, tra Hertha e Union è inevitabile che inizi ad esserci un po’ di sano antagonismo. L’Union nella stagione 2019-2020 ha conquistato per la prima volta la promozione in Bundesliga e il primo derby berlinese nella massima serie tedesca è finito 1-0 per i bianco-rossi. “La Vecchia Signora” di Germania si era arresa nella gara di andata, ma rimediò con il 4-0 nella partita di ritorno.

E domani ci sarà un altro importante atto per la formazione del giusto clima di rivalità tra le due squadre, in un match all’Olympiastadion che promette tante emozioni. E la distanza in classifica verrà annullata dalla solita atmosfera delle stracittadine, proprio come venne annullata nel 1989 quella distanza creata da un Muro di separazione e divisione. Un Muro che il 9 Novembre 1989 ha smesso di spaccare in due una città. Una riunificazione che dopo 30 anni continua a riecheggiare nella memoria di Hertha e Union. Nella memoria della “Die Alte Dame” e dell’ “Eisern-Union”

Fonte foto: IlFoglio.it

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La Premier League va in soccorso ai club di terza e quarta divisione inglese per via dell’emergenza Coronavirus che ha influito molto sulle casse dei club più piccoli. Il massimo campionato inglese ha stanziato un fondo di 50 milioni di sterline che verrà utilizzato per aiutare tutte le piccole società nei loro pagamenti. Ma non solo perchè verranno stanziati anche 200 milioni che potranno essere prestati sempre a questi piccoli club senza alcun tasso di interesse. Vedremo una cosa simile anche in Italia?

foto: Profilo Twitter Premier League

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Pradé su Ilicic: “A Firenze andò in depressione e volle andare via”

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Pradé su Ilicic: “A Firenze andò in depressione e volle andare via”

Pradé su Ilicic: “A Firenze andò in depressione e volle andare via”

Ai microfoni di RTV38, il dirigente della Fiorentina Pradé ha raccontato un retroscena riguardo al periodo di Josip Ilicic in viola

Non aveva un buon rapporto con i tifosi viola. Andò in depressione e volle andare via“. Daniele Pradè, intervistato da RTV38, ha svelato una piccola curiosità sul passato in viola di Josip Ilicic. Anche nella sua esperienza alla Fiorentina, lo sloveno aveva avuto alcuni problemi di depressione che lo spinsero poi ad andare via da Firenze.

Gli insulti che prendeva nel corso del tragitto dal centro sportivo al campo erano una cosa incredibile. Proprio per questo cadde in depressione e dopo quattro mesi voleva già andare via“. Adesso, per fortuna Ilicic, dopo aver passato un periodo difficile a causa del Covid-19, è tornato ad essere felice.

Bergamo è per lui come una seconda casa e anche Gasperini lo ha sempre trattato come un figlio, dandogli la possibilità di giocare anche nei momenti in cui era meno in forma. Una settimana fa ha ritrovato anche il goal contro il Liverpool e proprio a lui spetterà il compito di riportare l’Atalanta ai livelli della passata stagione.

Foto: Profilo Twitter Corriere della Sera

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Letizia: ” La Juventus non fa più paura”

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Gaetano Letizia, ha messo a segno il suo secondo gol in campionato nella gara contro la Juventus. Gol fondamentale per il pareggio ottenuto dai campani.  Il terzino del Benevento è uno dei protagonisti del buon inizio di stagione da parte dei giallorossi. I campani hanno raccolto 10 punti nelle prime 9 giornate e si trovano  al quindicesimo posto in classifica.

Letizia: ” La Juventus non è più la stessa”

Intervistato in occasione di Sportitalia Mercato, Letizia ha parlato così dei bianconeri: ” Io penso che questa Juve non faccia più paura. Non è la stessa squadra di 3-4 anni fa“.

Parole forti del terzino del Benevento che ha aggiunto: ” Quando affrontavi i bianconeri eri praticamente certo di perdere. Oggi non è più così. Hai la sensazione di potertela giocare, anche se si tratta comunque di una squadra molto forte. Penso che non abbiano schierato Ronaldo perchè ci hanno sottovalutato. Credevano di poterci battere anche senza di lui“.

Conclude dicendo: ” Non bisogna mai sottovalutare l’avversario nel calcio, altrimenti vai incontro a brutte sorprese. Per lo scudetto infatti penso che non sia più solo un discorso valido solo per Juventus e Inter, anche il Napoli può dire la sua“.

Leggi anche: Juventus-Dinamo Kiev 3-0. Pirlo: ” Mai vista una squadra dominare per 90 minuti”

FOTO: PROFILO UFFICIALE TWITTER LEGA SERIE A

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Frappart, buona la prima anche in Champions

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Frappart, buona la prima anche in Champions

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Una signora per la Vecchia Signora, Stéphanie Frappart e il suo primo arbitraggio Champions in Juve-Dinamo Kiev

Stéphanie Frappart è stata l’arbitro della sfida di Champions League ieri sera tra la Juventus e la Dinamo Kiev. Una storica prima volta per una donna arbitro in una partita della massima competizione continentale per club. Gli occhi degli addetti ai lavori erano tutti puntati su di lei, ma ancora una volta l’arbitro transalpino non ha deluso le aspettative.

L’ennesima prima volta di Stéphanie Frappart

Del resto il suo curriculum parla chiaro. Stéphanie Frappart è stata la prima donna ad arbitrare una partita di Ligue 2 e prima donna ad arbitrare in Ligue 1. Poi una serie di competizioni internazionali come il Mondiale Under-20 femminile e i Mondiali di calcio femminile. L’apice lo scorso anno quando diresse la finale di Supercoppa Europea tra Liverpool Chelsea. In tutte le occasioni ha ricevuto elogi bipartisan per il suo arbitraggio e anche stavolta è andata così. Le sono bastati dieci minuti per prendere in mano la gara dell’Allianz Stadium di Torino. Poche parole e incredibilmente poche proteste in campo. Personalità e piglio deciso come nell’ammonizione di Bentancur dopo tre minuti e 15 secondi. Insomma, decisamente buona la prima.

Il normale non diventi notizia

Certo qualche scettico dirà che la partita non era molto difficile da arbitrare. Vero, ma è altrettanto vero che anche in partite decisive come la finale di Supercoppa Europea o dei Mondiali Femminili, madame  Frappart ha ben figurato. In conclusione, gli elogi sono meritati. Forse anche i più scettici dovranno abituarsi all’idea. Il normale non potrà più fare notizia. Stéphanie Frappart ha tracciato il solco. Un solco che può diventare elogio della normalità.

FOTO: UEFA Twitter.

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