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Repubblica – Torino: svelati i nomi dei nuovi positivi. Torino-Sassuolo a un passo dal rinvio

Repubblica – Torino: svelati i nomi dei nuovi positivi. Torino-Sassuolo a un passo dal rinvio

Foto: logo Torino

Secondo Repubblica, la sfida tra Torino e Sassuolo sarebbe ormai prossima al rinvio, con un occhio anche alla sfida con la Lazio nel turno infrasettimanale. E inoltre, il quotidiano ha anche fornito i nomi dei nuovi positivi in casa granata.

In casa Torino tiene banco il possibile focolaio Covid. Infatti, dopo la sospensione degli allenamenti imposta dall’ASL in virtù delle nuove positività, ora il quotidiano Repubblica ha anche fornito quelli che sarebbero gli elementi che hanno contratto il virus: si tratta di BelottiBaselliSingo e Bremer. Alla luce di questa situazione, sempre secondo il quotidiano, il rinvio della sfida contro il Sassuolo sembra essere cosa certa, e anche la sfida nel turno infrasettimanale con la Lazio, al momento, sembra essere concretamente a rischio.

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Mondiali 2022, durante i lavori morti oltre 6.500 operai negli ultimi 10 anni

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Mondiali 2022, durante i lavori morti oltre 6.500 operai negli ultimi 10 anni

Mondiali 2022, durante i lavori morti oltre 6.500 operai negli ultimi 10 anni

I preparativi per i mondiali di calcio in Qatar sono iniziati nel 2010, e da quell’anno, i lavori svolti sono stati impressionanti. Secondo quanto riportato da The Guardian, durante i preparativi dell’evento oltre 6.500 operai immigrati hanno perso la vita. Da dicembre 2010 infatti, sono deceduti in media 12 lavoratori a settimana.

In tutto, sono stati realizzati sette stadi, strade, un aeroporto, hotel, trasporti pubblici e la città che ospiterà la finale. C’è da precisare però, che non si hanno dati precisi sul luogo o l’occupazione svolta dalle vittime. Ma secondo Nick McGehaan, direttore di un’associazione che si occupa di diritto di lavoro nel golfo, è verosimile che gli operai deceduti abbiano lavorato alla costruzione delle strutture necessarie per lo svolgimento dei Mondiali 2022.

Leggi anche: Champions League, Atletico Madrid-Chelsea: le probabili formazioni e dove vederla in TV

Leggi anche: Atalanta in lutto: muore a 21 anni Ta Bi, centrocampista campione d’Italia 2019

Fonte: The Guardian

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Perrone: “Il Milan deve costruirsi un futuro, soltanto Ibra non basta”

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Perrone: “Il Milan deve costruirsi un futuro, soltanto Ibra non basta”

Perrone: “Il Milan deve costruirsi un futuro, soltanto Ibra non basta”

Foto: profilo Twitter Milan

Roberto Perrone, noto giornalista, è stato intervistato in esclusiva da MilanNews. Di seguito vi riportiamo un breve estratto di questa lunga chiacchierata:

Il Milan è stato bravo a mixare nella maniera giusta vecchi e giovani, per questo sta facendo un grosso campionato. Un problema però c’è, e si chiama attacco: non so fino a che punto Ibra e Mandzukic siano funzionali in chiave futura, parliamo di due calciatori che si avviano al tramonto. Io mi auguro che lo svedese possa continuare a stupire, ma penso che non possa durare ancora per molto. E penso anche che il solo Leao non basti, bisogna continuare come negli ultimi anni e aggiungere ulteriori tasselli che permettano ai rossoneri di rimanere stabilmente al vertice“.

 

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TMW – Benevento, capitan Viola carica: “Vincere il derby ciliegina sulla torta. Salvezza? Non possiamo festeggiare”

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Mondiali 2022, durante i lavori morti oltre 6.500 operai negli ultimi 10 anni

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TMW – Benevento, capitan Viola carica: “Vincere il derby ciliegina sulla torta. Salvezza? Non possiamo festeggiare”

TMW – Benevento, capitan Viola carica: “Vincere il derby ciliegina sulla torta. Salvezza? Non possiamo festeggiare”

Foto: logo Benevento

In un’intervista esclusiva per Tuttomercatoweb, il capitano del Benevento ha fatto il punto della situazione in casa Streghe, in vista del derby campano con il Napoli.

Il centrocampista e capitano del Benevento Nicolas Viola, in un’intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb, ha fatto il punto della situazione in casa Streghe, in vista del derby campano contro il Napoli. Queste le sue dichiarazioni.

Più tranquilli dopo il pareggio contro la Roma? “Sinceramente no. La serie A insegna che non puoi dare nulla per scontato, il Genoa insegna che in poche partite può cambiare veramente tutto. A noi non resta che proseguire su questa strada senza mai abbassare la guardia, siamo sereni perché sappiamo come stiamo lavorando. Non ci possiamo permettere di festeggiare la salvezza fino a quando non avremo il supporto della matematica”.

Vincere il derby con il Napoli per entrare nella storia: “Partita che si prepara da sola, in uno stadio di prestigio come il San Paolo oggi intitolato ad un grande campione come Maradona. Ci vorrà il massimo rispetto per un avversario abituato a competere per obiettivi prestigiosi, ma sarà il solito Benevento: nessun timore reverenziale e voglia di giocarci la nostra partita dal primo all’ultimo minuto. Vincere il derby sarebbe la ciliegina sulla torta”.

Come risponde alle critiche ingenerose rivolte alla squadra? “Io guardo in casa mia. Abbiamo grandi margini di miglioramento e di crescita, 25 punti non si fanno per caso. Se non sei concentrato e se non metti in campo la cattiveria giusta non vai da nessuna parte, ci sono esclusivamente meriti del Benevento. Diremo la nostra e ci divertiremo fino alla fine, abbiamo conquistato tutto sul terreno di gioco”.

Momento e gol più bello della sua avventura a Benevento? “Avevo segnato il rigore contro il Torino, ma mi mancava il gol su azione e quindi ricordo con gioia la rete di Bologna. Anche perché quel punto ci ha permesso di dare continuità alle nostre prestazioni. Mi ha aiutato a mettere definitivamente da parte tutti i problemi fisici che mi hanno tormentato. In generale posso dire che la cavalcata dell’anno scorso resterà a vita nella storia del club, sono felice di aver fatto parte di un gruppo eccezionale”.

Le lacrime di Foulon segno di un grande gruppo? “Ho giocato in tante squadre e talvolta i risultati arrivano a prescindere dall’affiatamento, quando invece trovi uno spogliatoio come quello del Benevento riesci a goderti ogni singolo momento. Il pianto di Foulon è la fotografia perfetta di un gruppo che ha voglia di stupire e che non vede l’ora di festeggiare la salvezza”.

Peccato non avere il dodicesimo uomo in campo: “Il pubblico di Benevento è incredibile, per noi hanno sempre rappresentato un’arma in più e la loro assenza pesa e ci fa male. Si fanno sentire attraverso i social e il calore non è mai mancato, ma ovviamente non è la stessa cosa rispetto ad uno stadio pieno. L’augurio di tutti è che presto possano riaprire gli impianti sportivi, noi siamo calciatori e giochiamo per la gente. Altrimenti non ha senso”.

Come ha vissuto questi mesi lontani dal campo? “E’ stato un infortunio particolare, mi sono fatto male al menisco e ho optato per una terapia conservativa decidendo, successivamente, di operarmi. I tempi di recupero sono stati più lunghi del previsto, non so darmi una spiegazione. Purtroppo è andata così, sicuramente la fiducia del mister e della proprietà mi hanno aiutato molto. Sanno cosa ho dato e cosa potrò dare in futuro, c’è stima reciproca. Mi sono curato senza pensare a nulla, mercato compreso”.

Il rapporto con il presidente Vigorito? “Per Benevento è una figura troppo importante. Per quanto mi riguarda è stata la persona che mi ha fatto percepire maggiormente la sua stima e la volontà di farmi sposare questo progetto. Siamo cresciuti insieme, sto qui da un po’ di anni e mi trovo bene. Tante cose sono cambiate, l’evoluzione collettiva è sempre un qualcosa di bello e stimolante. In questo modo cresceranno le ambizioni”.

Con chi ha legato di più negli spogliatoi? “E’ molto facile legare con i calciatori del Benevento, chi arriva trova una vera e propria famiglia e c’è una bella amicizia con tutti. Non ho vissuto la squadra appieno a causa dell’infortunio, ma con lavoro e sacrificio ci mettiamo a disposizione del mister”.

Il suo sogno nel cassetto? “Non ho ancora parlato di rinnovo, sono in scadenza ma sono un giocatore del Benevento e penso esclusivamente alla salvezza. Non mi pongo mai obiettivi a medio-lungo termine, voglio centrare il nostro scudetto che è il mantenimento della categoria. Mi alleno giorno dopo giorno per dimostrare il mio valore, ora conta soltanto fare risultato a Napoli. A fine stagione ci sarà modo per parlare con la società , ma la priorità è restare in serie A”.

Fonte dichiarazioni: Tuttomercatoweb.

Potrebbe interessarti anche: le parole di Donadoni sul suo mancato arrivo a Cagliari.

 

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Bologna, Mihajlovic: “Con Ibrahimovic saremmo in Europa League”

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Bologna, Mihajlovic: “Con Ibrahimovic saremmo in Europa League”

Bologna, Mihajlovic: “Con Ibrahimovic saremmo in Europa League”

Foto: profilo Twitter Bologna

Sinisa Mihajlovic ha detto la sua riguardo a diversi argomenti nel corso della trasmissione Tiki-Taka:

 Sul Bologna: “A Bologna sto bene, anche sono una persona ambiziosa e mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di più importante. Ma a Bologna a si può ancora fare. Ibrahimovic? Con lui saremmo in Europa League. Sta facendo la differenza al Milan”.

Sulla lotta Scudetto“Non direi che è un discorso chiuso, ma sicuramente la squadra più accreditata per vincerlo è l’Inter”.

Sulla partecipazione di Zlatan Ibrahimovic al Festival di Sanremo“Se Ibrahimovic fa quello che deve fare in campo e in allenamento, e non ho dubbi su questo, non vedo dove sia il problema. Ognuno è libero di fare quello che vuole. Sacchi ha detto che dovrebbe ripensarci? Non potrei mani andar contro mister Sacchi, ma penso che i tempi siano un po’ cambiati da quando allenava lui. I ragazzi forse hanno meno passione, ma sono molto più professionali e professionisti di quando giocavo io, perciò non vedo un grande problema”.

Sul mancato ritorno alla Lazio“Lotito mi chiamò, prima che andassi a Firenze. Perché non è andata? Non ci siamo trovati.”

Sul rapporto di amicizia con Roberto Mancini“Se faccio l’allenatore, sicuramente lo devo a Mancini. Lui è stato il mio allenatore nella Lazio e nell’Inter, quando ho smesso mi ha chiesto di fare il secondo in nerazzurro, non era facile”.

Sulla sua vita dopo la malattia“Mi ha cambiato la vita, perché quando sei in ospedale per tanto tempo, pensi a tante cose che sembrano scontate ma non lo sono. Anche una semplice boccata di aria fresca. Quando lo superi, poi cerchi di goderti le cose normali, senza dare nulla per scontato”.

Su Milan-Stella Rossa“La stella rossa è la mia squadra da sempre, allenata da un mio fratellino come Stankovic. La vedo dura che possa passare il turno”.

Leggi anche: Milan, Berlusconi su Donnarumma: “L’ho seguito dalle giovanili. I rossoneri devono tenerlo”

Fonte dichiarazioni: CalcioInPillole

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Morte Maradona: due nuovi indagati nell’inchiesta

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