Ha parlato in conferenza stampa Serse Cosmi alla vigilia dell’ultima sfida di campionato del suo Crotone contro la Fiorentina:
“Non è questa l’unica settimana mirata non solo all’aspetto sportivo, ma anche a quello motivazionale. Per alcuni sarà l’addio alla Serie A, per altri l’arrivederci, per altri ancora una gara di passaggio. Ci sono tanti motivi individuali, ma sommati insieme anche generali per salutare questa stagione nella migliore maniera possibile. C’è anche qualche analogia con la Fiorentina, entrambe non hanno fatto la stagione che avrebbero voluto fare, ma entrambe hanno trovato un centravanti – Simy da un lato, Vlahovic dall’altro – che hanno dato qualcosa di comune al lavoro svolto”.
Come vede Vlahovic e Simy?
“Sono due giocatori completamente diversi. Il loro percorso è stato simile, perché hanno realizzato tanti gol, ma io credo che il valore dell’attaccante dipenda dal valore individuale e tantissimo anche dai giocatori che hanno vicino. Ho sempre creduto questo, di giocatori che prendono palla e vanno in porta da soli ne ho conosciuti pochi”.
Come sta la squadra?
“Non ci sono i due squalificati, in più per infortunio non ci sono Luperto, Di Carmine e Reca. Rientrerà Eduardo tra i convocati e ci sono due ragazzi della Primavera. Non c’è Cordaz, che aveva già programmato un piccolo intervento a un braccio e quindi non sarà utilizzabile, mi dispiace molto non possa esserci. In porta giocherà Crespi. In queste ultime due gare abbiamo dato possibilità a Festa, che a Benevento ha fatto una grandissima partita, e ora ci sarà anche per Crespi. che per come si è allenato meritava questa chance”.
Chi secondo lei può fare la Serie A? Vuole togliersi qualche sassolino?
“Io non ho sassolini nella scarpa e nemmeno granelli di sabbia. Questa è una città che mi ha dato tantissimo e io so rendere merito a chi mi accoglie bene e mi vuole bene. Dopo la gara di domani farò una disamina un po’ più dettagliata del mio pensiero: non parlerò di quello che c’è stato prima del mio arrivo, ma parlerò di quello che ho vissuto io. Sulla prima domanda, Simy credo lascerà Crotone per quello che ha fatto e per quello che ha fatto deve giocare la Serie A, anche se il calcio non c’è solo in Italia e magari potrebbe andare all’estero. Messias merita la Serie A, Ounas è ospite e dovrebbe vivere situazioni diverse. Djidji anche merita la Serie A, Reca stesso. Ma il loro destino non lo deciderò io, così come il mio.”
Come ha trovato questa Serie A dopo diversi anni?
“Il ritorno è stato meraviglioso e per questo sarò eternamente grato alla società e a questa città. E’ stata una scelta da parte mia e della società forse imprevedibile, soprattutto da parte della società, ma alla fine c’è stata e ho trovato un campionato dove sento di poter dire la mia. Ne sono ancora più convinto. Ma il nostro mestiere non dipende dalle nostre sensazioni, bensì dalle scelte degli altri. In queste 14 gare qualcosa di diverso avrei potuto fare, ma non conoscevo oggettivamente tutto, sono arrivato e in una settimana ho dovuto far giocare alla squadra tre partite. Sicuramente non avrei mai pensato che la squadra avrebbe potuto giocare con la qualità di gioco espressa in quasi tutte le partite e in questo devo dirgli bravi”.
Si poteva fare qualcosa di diverso?
“Io sono uno che quando è finita la partita, anche se vinta, ha dentro di sé sempre la sensazione di poter fare qualcosa di diverso e di migliore. Figuriamoci dopo una sconfitta. Rammarico ci può essere, ma sono in un’età in cui riesco a percepire meglio la realtà delle cose. E quindi dico che di rammarico ce n’è pochissimo. E’ stata una esperienza che mi ha dato e aggiungo una cosa: giustissimo giocare per i risultati, ma quando devi salvare la dignità vai verso un obiettivo che non è semplice da raggiungere. Per assurdo, meglio giocare per i risultati che sono un fatto numerico. E proprio per questo non ho grande rammarico, credo di aver centrato quest’aspetto”.
Fonte: TuttoMercatoWeb
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