Intervistato a Sport 1, il noto procuratore e agente FIFA, Mino Raiola ha parlato del rapporto con i suoi assistiti, tra i quali spiccano nomi come Zlatan Ibrahimovic e Erling Haaland. Ecco le sue dichiarazioni:
Sul suo lavoro: “Sono i giocatori che mi cercano, mi chiamano loro ed è da sempre così. Chiedono aiuto e consigli, a quel punto ci sediamo e vediamo cosa succede. A volte accettano, altre volte no. A volte sono io a non accettare, ma fa parte del nostro lavoro. Con quanti calciatori lavoro? Non lo so, io mi occupo solo dei contratti. Tra me e loro c’è solo una stretta di mano. Nessuno deve sentirsi in debito con me. Ad esempio, la FIFA vuole che abbiamo due contratti annuali tra giocatori ed agenti. Sono stato il primo a dire di no: non firmi due anni con il tuo medico per chiedere aiuto.”
Su Haaland: “Lui è sempre stato un fan di Ibrahimovic e vomeva conoscere chi lo assisteva. Abbiamo un amico in comune che ci ha fatto incontrare. Abbiamo bevuto qualcosa, ci siamo seduti a parlare cinque minuti e ci siamo stretti la mano. Erling mi voleva e io volevo lui. L’avevo visto solo in un video e mi sono detto: mi sta bene, è pazzo.”
Su Ibrahimovic: “Lavoro solo con i migliori. Hanno tutti una cosa in comune: sono malati di testa. Per noi persone comuni, loro sono fatti così. I ragazzi sono fanatici e si pongono obiettivi molto alti. Zlatan ha questo pregio, come Nedved, Pogba, Verratti: sono tutti orientati al successo. Haaland mi chiama dopo le partite e mi dice: “Mino, hai visto che gol?” Per lui conta solo segnare i gol. Penso che anche quando esce con una ragazza, pensa solo a quello.”
Fonte: lafredopedulla.com
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