La Champions League 2025/26 si è conclusa con una finale spettacolare a Budapest, dove il Paris Saint‑Germain ha sollevato il trofeo per il secondo anno consecutivo. Ma oltre allo spettacolo in campo, a far discutere sono soprattutto i premi economici distribuiti dalla UEFA, cresciuti in modo significativo grazie al nuovo format con girone unico e 36 squadre partecipanti. L’aumento delle partite e dei ricavi televisivi ha infatti generato un impatto diretto sulle casse dei club, con cifre che non si vedevano da anni.
Il PSG, grazie al successo finale, si è confermato anche al primo posto nella classifica dei ricavi, superando quota 145 milioni di euro, mentre l’Arsenal – sconfitto solo ai rigori – ha chiuso a 142 milioni. Numeri che testimoniano quanto la nuova Champions sia diventata una macchina economica potentissima, capace di garantire introiti record anche a chi non arriva fino in fondo. In questo scenario, le italiane hanno vissuto un percorso altalenante, ma comunque positivo in termini di ricavi, con l’Inter che guida il gruppo tricolore.
I premi UEFA: come funziona la distribuzione e chi ha guadagnato di più
Il sistema dei premi UEFA si basa su diverse voci: bonus partecipazione, risultati nel girone unico, piazzamento nella classifica generale, passaggi dei turni e soprattutto il nuovo “value pillar”, che unisce market pool e ranking storico. Questo meccanismo ha permesso ai top club europei di superare facilmente quota 100 milioni, con Bayern Monaco, Liverpool, Atletico Madrid, Real Madrid e Barcellona tutti oltre la soglia a sei cifre.
Tra le italiane, l’Inter è stata la migliore con 71,3 milioni di euro, seguita dall’Atalanta con 70,4 milioni, dalla Juventus con 64,1 milioni e dal Napoli con 48,6 milioni. Pur non avendo raggiunto le fasi finali, le squadre italiane hanno beneficiato del nuovo format, che garantisce almeno otto partite e un bonus partecipazione di 18,62 milioni per tutte le 36 squadre.
Il PSG ha dominato la classifica economica grazie al percorso fino alla finale e alla vittoria del trofeo, mentre l’Arsenal ha confermato la crescita del calcio inglese, capace di portare più club nella parte alta della graduatoria. Anche Bayern, Liverpool e Atletico Madrid hanno superato i 100 milioni, dimostrando come la competitività sportiva si rifletta direttamente sui ricavi.
Le italiane e il gap economico: cosa significa per il futuro
Nonostante i buoni risultati economici, il divario con i top club europei resta evidente. Il PSG ha incassato più del doppio del Napoli e oltre 70 milioni in più dell’Inter, segnale di una distanza che non riguarda solo il campo ma anche la struttura economica dei club. Tuttavia, il nuovo format offre opportunità importanti: più partite, più visibilità, più ricavi garantiti.
Per le italiane, la sfida sarà trasformare questi introiti in investimenti mirati, capaci di ridurre il gap tecnico con le big europee. La prossima stagione sarà decisiva per capire se la Serie A saprà sfruttare al meglio il nuovo modello UEFA, che premia continuità, risultati e capacità di valorizzare il proprio brand internazionale.
Una cosa è certa: la Champions League 2025/26 ha segnato un nuovo record economico, e la classifica dei premi dimostra quanto il calcio europeo stia cambiando, diventando sempre più competitivo e sempre più legato alla capacità dei club di generare valore dentro e fuori dal campo.